Giuliano l'ospitaliere

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San Giuliano l'Ospitaliere
San Giuliano l'Ospitaliere, in un dipinto trecentesco di Taddeo Gaddi
San Giuliano l'Ospitaliere, in un dipinto trecentesco di Taddeo Gaddi
Nascita Fiandre
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 29 gennaio e 31 agosto
Attributi spada
Patrono di albergatori, viaggiatori, città di Macerata e diocesi di Macerata

Giuliano l'Ospitaliere è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e viene festeggiato il 31 agosto; è il patrono di Macerata.

Leggenda agiografica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la leggenda di origine nordica Giuliano nacque il 13 o il 29 gennaio dell'anno 631 d.c. ad Ath in Belgio da una nobile famiglia. Il giovane era un tipo violento e facile all'ira e si narra che durante una battuta di caccia un cervo che stava per morire gli predisse che avrebbe ucciso i suoi genitori.
La funesta profezia si avverò, alcuni anni dopo, quando i genitori giunsero al suo castello mentre lui era assente per una battuta di caccia e la moglie, una nobile vedova conosciuta in Spagna, offrì loro il letto nuziale per la notte. Al mattino Giuliano rientrò in casa e credendo che la moglie fosse con un amante estrasse la spada e li uccise. Per espiare la colpa venne in Italia insieme alla consorte e iniziò una lunga peregrinazione, dalla Sicilia ad Aquileia, fino alle rive del fiume Potenza, che in quel tempo era navigabile, dove per tutta la vita traghettò viandanti e pellegrini offrendo loro assistenza.
Durante una traversata la sua barca rischiò di capovolgersi e lui tenne la mano ad un lebbroso pur di non farlo cadere nelle acque. Tale lebbroso, che passò poi la notte nel suo letto, si rivelò essere un'Angelo mandato dal Signore a dirgli che la sua penitenza era stata accettata e presto avrebbe avuto il premio eterno insieme alla sua amata sposa.

Le fonti letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Non è nota la data in cui la storia di Giuliano venne divulgata per la prima volta, ma è sicuro che il XIII secolo consacrò numerosi scritti alla sua figura. All'epitome del domenicano Bartolomeo da Trento (1244) fecero seguito lo Speculum historiale (compreso nello Speculum Maius) di Vincenzo di Beauvais (1248) e la Leggenda aurea di Jacopo de Voragine, collocabile attorno alla metà del secolo, quando fu composta con buone probabilità una vita in prosa di san Giuliano, cui si aggiunse, forse qualche anno più tardi, una vita in poesia.[1]

La leggenda raggiunse il suo apice letterario nell'Ottocento, quando Gustave Flaubert scrisse La leggenda di San Giuliano l'Ospitaliere, il secondo dei suoi Tre racconti (1877). Flaubert conosceva le opere di Vincent de Beauvais e Jacopo de Varagine e potrebbe essersi inoltre servito di un riadattamento della vita in prosa trecentesca, curato da Gabriel Dupont e pubblicato nel 1838.[2] Inoltre l'autore fa riferimento ad una vetrata della Cattedrale di Rouen, in cui è narrata in sequenza l'intera leggenda del santo, datata a partire dal XIII secolo. [3]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

San Giuliano traghetta i lebbrosi sul fiume Potenza, bassorilievo del XIV secolo, Parigi

Oltre che a Macerata, dove sembra sia sepolto, la figura di san Giuliano l'Ospitaliere è venerata anche nel quartiere latino di Parigi dove sorge una chiesa intitolata a Saint Julien l'Hospitalier. San Giuliano l'Ospitaliere è il patrono di Faleria, ed è rappresentato nell'affresco del catino absidale con la spada ed il falcone[non chiaro]. A Macerata ci sono innumerevoli rappresentazioni del santo; la più antica è del 1326, una scultura in pietra, un tempo sita a "fonte maggiore" e ora nell'atrio della pinacoteca comunale; la più scenografica è sita all'interno della chiesa del quartiere "Vergini" mentre tiene in mano un modellino della città; non di minor importanza è la rappresentazione della sua storia, sotto forma di affresco, presente all'interno del Duomo cittadino.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

San Giuliano è di solito rappresentato con l'attributo della spada.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Entrambe le agiografie sono in francese
  2. ^ Per tutti i riferimenti cfr. Note, in G. Flaubert, Opere (a cura di G. Bogliolo), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2000, vol. II, p. 1766. La versione di Dupont apparve in Mémoires de la Société des Antiquaires de l'Ouest
  3. ^ Per tutti i riferimenti cfr. Note, in G. Flaubert, Trois Contes - La Légende de Saint Julien l'Hospitalier, Paris, Folio Gallimard, 2003, p. 100

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Bargellini, Mille Santi del giorno, Vallecchi, Firenze 1977, 19.

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