Giuliano Scabia

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Giuliano Scabia

Giuliano Scabia (Padova, 1935) è un drammaturgo e scrittore italiano. Ha agito e scritto per il teatro, la narrativa e la poesia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giuliano Scabia è nato a Padova nel 1935. Attualmente vive a Firenze. Scrittore, poeta, drammaturgo, narratore dei propri testi, è protagonista di alcune tra le esperienze teatrali più vive degli ultimi decenni.

Si laurea in filosofia morale a Padova nel 1960, relatore Ezio Riondato.[1]

Dopo il primo libro di poesie, Padrone & Servo (1964) scrive il testo per l'opera Diario italiano (1964), composta da Luigi Nono. Sempre per Nono compone anche La fabbrica illuminata, per voce e nastro magnetico, dedicata agli operai dell'Italsider di Genova Cornigliano; la prima esecuzione avviene alla Biennale di Venezia per il Teatro nel 1964.

Scabia ha fatto parte del Gruppo 63 ed è stato uno degli iniziatori del Nuovo Teatro scrivendo lo spettacolo Zip Lap Lip Vap Crep Scap Plip Trip Scrap & La Grande Mam alle prese con la società contemporanea, per la regia di Carlo Quartucci - Biennale di Venezia (1965).

La scrittura[modifica | modifica wikitesto]

I sentieri - come ama definirli - della sua scrittura sono molteplici.

Il ciclo del Teatro vagante comincia con "All'improvviso" e comprende "Scontri generali", "Commedia armoniosa del cielo e dell’inferno", "Fantastica visione", "Teatro con bosco e animali", "Cinghiali al limite del bosco", "Commedia del poeta d’oro, con bestie", "Visioni di Gesù con Afrodite", "L'insurrezione dei semi", "Canto del mormorio", "Opera del Sole sfolgorante" e altri ancora, in tutto in quasi sessanta testi brevi e lunghi, fino alla recente "Commedia di matti assassini" - (1997/2012).

Le azioni teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Una delle costanti dell'attività di Giuliano Scabia è stata progettare testi o “azioni teatrali” pensate per persone o gruppi precisi, con i quali condividere interessi culturali, politici, artistici, umani. Una ricerca di ambiti e di sensibilità comuni, ricerca che si è sviluppata in teatro fino al 1969, fino all'incontro-scontro con Paolo Grassi al Piccolo Teatro, e da allora in poi al di fuori del teatro professionale, per andare a sperimentare nuovi luoghi per accadimenti e eventi fuori dall'ordinario, alla ricerca del fermento della “lingua vivente”.

Sperimentando però sempre, in teatro e fuori, prose, poesie e drammi in un'interrogazione continua delle forme, nella metamorfosi della lingua, convinto che “coloro insieme ai quali canti modificano il tuo canto”.

Partendo sempre dalla scrittura, ha creato esperienze memorabili, come le azioni teatrali di decentramento nei quartieri di Torino[2], le azioni in Emilia-Romagna e per tutta la pianura padana attraverso l'insegnamento aperto e diffuso partendo dalla sua cattedra di drammaturgia all'Università di Bologna (azioni descritte in "Il Gorilla Quadrumàno", (1974), in Dire fare baciare (1981), e nei più di 50 “quaderni di drammaturgia” redatti insieme ai collaboratori/studenti), e la famosa situazione del gigantesco cavallo azzurro presso l'Ospedale Psichiatrico di Trieste (1973), assieme a Vittorio e Franco Basaglia, raccontata in "Marco Cavallo" Einaudi, (1976).

Fra i modelli sperimentati e diventati prototipi fecondi di sviluppi vanno citati: il teatro a partecipazione nei quartieri, nelle scuole, nel manicomio, nei centri di salute mentale, i progetti su schemi vuoti, il teatro come narrazione, le azioni di lunga durata, la scrittura collettiva, il teatro nelle case, il ritorno nel tempo come dialogo sul cambiamento, il dramma come azione/ricerca d'orizzonte, l'interrogazione dei margini (periferie/paesi/sentieri abbandonati da riaprire.

Ha insegnato Drammaturgia al DAMS di Bologna dall'anno accademico 1972/73 al 2004/05.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ TuttoLibri 1175 23 luglio 2011, consultato il 17 giugno 2012 .
  2. ^ Giuliano Scabia, "Teatro nello spazio degli scontri", Roma, Bulzoni, 1973, e Stefano Casi, "600.000 e altre azioni teatrali per Giuliano Scabia", Pisa, Ets, 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

"Scrittori per un anno" ha dedicato una puntata a Giuliano Scabia. [1]

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