Giuliano Gozi

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Giuliano Gozi

Giuliano Gozi (Città di San Marino, 7 agosto 1894Città di San Marino, 18 gennaio 1955) è stato un avvocato e politico sammarinese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studente di giurisprudenza all'Università di Bologna nel 1914-1915, si arruolò volontariamente benché sammarinese a fianco dei "fratelli italiani" nella guerra 1915-1918.

Rifiutato dal 27º Reggimento fanteria di Forlì a Bologna, fu arruolato nel 35º Reggimento fanteria e inviato alla Scuola militare di Modena. Nel novembre 1915, nominato sottotenente degli Alpini fu mandato subito al fronte col 3º Reggimento combattendo nella Valle del Boite, sulle Tofane, Cima Lagazuoi, della Forcella di Fontana Negra, del Castelletto, di Cima Falzarego dove poi ottenne una medaglia d'oro al valor militare.

Promosso tenente nel 1916 e inviato all'istruzione reclute e poi al servizio di sicurezza per reprimere i moti contro la guerra a Torino, dopo Caporetto, nel novembre 1917, tornò al fronte col Battaglione Monte Pasubio del 6º Alpini, partecipando alla resistenza contro gli austro-tedeschi sul Monte Grappa e in Valdastico. Lasciò il Regio Esercito il 4 settembre 1918. Il Consiglio Grande e Generale nella sua Seduta del 30 aprile 1918, lo nominò Segretario di Stato per gli Affari Esteri. Rifiutò di ricevere il denaro per i combattenti volontari, ma ricevette la medaglia d'argento della Croce Rossa Italiana, della medaglia d'argento della Repubblica di San Marino e la medaglia interalleata.

Una postazione italiana sulla Tofana de Inze nelle Tofane nel settembre 1917, luogo dove combatté Giuliano Gozi.

Nel 1939 firmò con il re d'Italia Vittorio Emanuele III la Convenzione di amicizia e di buon vicinato tuttora in vigore tra i due stati.[1]

Fu Segretario di Stato agli Affari Esteri fino al 1943 e Segretario di Stato degli Interni ad interim; inoltre fu per ben cinque volte Capitano Reggente (la prima nel 1923, l'ultima nel 1942).

Il 17 settembre 1942 emanò, quattro anni dopo l'emanazione delle Leggi razziali fasciste italiane (1938), la legge razziale n. 33 contro gli ebrei presenti nella Repubblica (valutati in circa 1.000 profughi su 100.000 rifugiati presenti in Repubblica)[2]. Gozi scrisse al Console italiano in Repubblica:[3]

« La prego di dissuadere dette persone dall'idea di venire a San Marino dove non solo gli ebrei ma i forensi in genere non possono ottenere la residenza, quantunque temporanea, se non per specificate ragioni di interesse locale. Valga a maggiormente convincere i richiedenti il dire, occorrendo, che, sebbene il Governo Sammarinese non abbia presa alcuna disposizione nei rapporti degli ebrei, i quali sono completamente assenti dal territorio della Repubblica, pur tuttavia non potrebbe permettere per ovvie ragioni di buon vicinato una immigrazione di ebrei a dispetto dei provvedimenti italiani: cosa che venendo a danneggiare la Repubblica non risolverebbe nemmeno la situazione dei richiedenti i quali a San Marino non potrebbero assolutamente trovare possibilità di lavoro e di impiego. »
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: legge razziale sammarinese.

Con la fondazione del Fascio Repubblicano di San Marino da parte del Direttorio, chiesero a Giuliano Gozi se voleva ricoprire l'incarico di Segretario. Accettò il 23 marzo 1944, con lettera alla Reggenza e fece affiggere un manifesto pubblico per la nuova iniziativa, nel settembre del 1944. Nel 1945 venne processato per la sua appartenenza al fascismo repubblicano. Questo lo consegnò all'oblio, fino alla morte dieci anni dopo.

Nel 1946 un decreto dei Capitani Reggenti gli revocò il titolo di conte, pervenutogli in via patrilineare, e la la medaglia al merito di prima classe; nello stesso provvedimento si abrogava, fra l'altro, la legge razziale[4].

Nel gennaio 2014 l'Associazione Sandro Pertini San Marino si è opposta all'Istanza d'Arengo per richiedere l'intitolazione di via Il Contradino a Città di San Marino a Giuliano Gozi[5], che poi è stata bocciata dal Consiglio Grande e Generale con 26 voti contrari, 21 favorevoli e due astenuti[6][7].

In occasione dei sessant'anni della scomparsa, nel 2015 è stato ricordato da un servizio del TG di San Marino RTV. Il servizio ha provocato lo sdegno del partito Sinistra Unita[8].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine equestre per il merito civile e militare - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine equestre per il merito civile e militare
Medaglia d'oro al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore militare
«Comandante di un plotone di avanguardia, dando bella prova di fermezza e coraggio, per primo si slanciava sotto i reticolati nemici per tagliarli e vi si manteneva per parecchio tempo, nonostante l'intenso fuoco avversario, ritirandosi solamente in seguito ad ordine superiore.»
— Cima Falzarego, 29 luglio 1916 - 30 luglio 1916
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria
Medaglia d'argento al merito della Croce Rossa Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito della Croce Rossa Italiana
Argentea Cruce - nastrino per uniforme ordinaria Argentea Cruce
— 1951
Medaglia d'oro di 1ª classe al valore - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro di 1ª classe al valore
— Città di San Marino, 1925 (revocata nel 1946)[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capitani reggenti di San Marino Successore Flag of San Marino.svg
Onofrio Fattori 1º aprile 1923 – 1º ottobre 1923 Marino Borbiconi I
con Giuseppe Balducci con Filippo Mularoni con Mario Michetti
Manlio Gozi 1º ottobre 1926 – 1º aprile 1927 Gino Gozi II
con Giuseppe Mularoni con Ruggero Morri con Marino Morri
Domenico Suzzi Valli 1º aprile 1932 – 1º ottobre 1932 Gino Gozi III
con Marino Morri con Pompeo Righi con Ruggero Morri
Francesco Morri 1º aprile 1937 – 1º ottobre 1937 Marino Rossi IV
con Gino Ceccoli con Settimio Belluzzi con Giovanni Lonfernini (I)
Gino Gozi 1º aprile 1941 – 1º ottobre 1942 Settimio Belluzzi V
con Secondo Menicucci con Giovanni Lonfernini (I) con Celio Gozi