Giuliano Ghelli

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Giuliano Ghelli nel suo studio, 2005

Giuliano Ghelli (Firenze, 10 maggio 1944San Pancrazio, 15 febbraio 2014) è stato un pittore e scultore italiano. Autodidatta, la sua ricerca parte dall’informale per poi ispirarsi alla Pop art e al Surrealismo in forme figurative[1]. Visse e operò nel Chianti fiorentino. Nel 2015 il Museo Civico di San Casciano Val di Pesa è stato intitolato a Giuliano Ghelli[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Da adolescente studia presso i Salesani. Un incontro nel 1962 con il pittore Alfredo Picchi lo porta a frequentare la Galleria Numero di Fiamma Vigo a Firenze. Ghelli scopre così un centro frequentato da artisti e intellettuali fra i quali Gian Carlo Oli, Eugenio Miccini, Piero Santi, e Luigi Baldacci[3].

Ghelli esordisce nel 1963, ospite della Galleria Numero di Milano, con due quadri all'interno di una collettiva di otto artisti[4]. Espone a seguire nelle gallerie di Vigo a Venezia e Firenze fino ai fine anni sessanta[5].

Nel 1972 Ghelli firma un contratto con la galleria Sangallo di Firenze; l'anno seguente vince una borsa di studio indetta dal Comune di Firenze per giovani artisti e stringe amicizia con il fotografo d’arte Stefano Giraldi, i cui ritratti di Ghelli appaiono in diversi cataloghi e pubblicazioni del periodo[6].

Nel febbraio 1974 l’artista inaugura la sua prima personale a Milano presso la galleria Nuovo Sagittario. Il mese dopo tiene la sua prima personale all’estero, presso la Facoltà di Lettere (Maison des Lettres) dell’Università di Parigi. Sempre nel ‘74 Ghelli esordisce nel nord Europa con una mostra in Lussemburgo[7].

Nel 1974 Ghelli pubblica Il Portapaesaggi con testi di Lara-Vinca Masini.

Nel 1975 le opere di Ghelli sono esposte a New York presso il Queens College e nei primi mesi del 1976 a Los Angeles presso la Bernstein Gallery[senza fonte]. Sempre nel 1975 Ghelli partecipa con tre dipinti alla X edizione della Quadriennale nazionale d'arte di Roma[8].

Al suo linguaggio simbolico di colline, robot, numeri e segnaletiche degli anni settanta l'artista integra buste, case, cipressi[9].

Nel 1990 Ghelli dà l’avvio a un ciclo pittorico ispirato a Leonardo da Vinci che culmina nell’ottobre del 1992 con una personale del titolo In Viaggio con Leonardo, organizzata dal Comune di Milano nella Sala del tesoro del Castello Sforzesco[10].

Dal 2002 l'artista collabora con il critico d'arte Maurizio Vanni, con cui realizza mostre e progetti fra le quali L'eco del sogno (2002) e Il cappello e la creatività (2005). Ed è con Vanni che Ghelli pubblica la monografia Giuliano Ghelli - Le vie del tempo (2005)[11].

L’Esercito di Terracotta[modifica | modifica wikitesto]

Costituito da circa cinquanta busti femminili alti 25 cm (successivamente viene realizzata una nuova serie di 45 busti alti 75 cm, fra i quali quattro “sentinelle” maschili alti 93 cm), l’Esercito di Terracotta di Ghelli nasce dall’idea di portare la pratica di decorare manichini di sartoria su forme di argilla fresca su cui l’artista interviene con incisioni, timbri e forme applicate. Seguito le prime esposizioni (dal 2004) l’opera viene paragonata in alcuni testi critici all’antico esercito di terracotta ritrovato a Xi’an, a cui Ghelli replica “a me gli eserciti piacciono solo di terracotta”[12].

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 2007 viene costituita la Fondazione Giuliano Ghelli[13] a Poppi (AR)[14] nel Casentino toscano, luogo di nascita dei genitori dell’artista,

Nel 2015 i fratelli di Ghelli fondano l’Archivio Giuliano Ghelli[15], dedicato all’opera completa dell’artista. L’Archivio Ghelli si interessa dello studio e esposizione dell'opera completa dell'artista, oltre alla conservazione e gestione di opere lasciate in eredità e della certificazione e catalogazione di opere in collezioni private.

Esposizioni collettive[modifica | modifica wikitesto]

  • 1967 Sassoferrato (AN), XVII edizione del Premio Internazionale di Pittura “G. B. Salvi”
  • 1969 Bologna, Museo Civico, Proposta per una manifestazione
  • 1972 Venezia, galleria Numero, 100 Artisti per il Vietnam
  • 1973 Firenze, galleria Sangallo, Adami, Matta, Vasarely, Alinari, Ghelli, Sarri
  • 1974 Mentone, X Biennale Internationale d’Art; Bruxelles, Centre Culturel D’Auderghem
  • 1975 Roma, X Quadriennale nazionale d'arte di Roma, La nuova generazione
  • 1993 Malmö, Svezia, I ponti di Leonardo
  • 2005 Mosca (Russia), M’ARS Contemporary Art Museum, Il cappello e la creatività; Francoforte sul Meno (Germania), DIE GALERIE, Figurative Kunst aus Italien
  • 2006 Mosca (Russia), M’ARS Contemporary Art Museum, The Sun the Moon and the Theory of Opposites; Firenze, Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Rifiuti Preziosi Il Nouveau Réalisme e la cultura contemporanea
  • 2010 San Miniato, Palazzo Inquilini

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 è premiato con la Vela d’oro della critica alla 51esima edizione della Rassegna di pittura Marina di Ravenna[16].

Nel 2013 riceve il Gonfalone d’Argento, massimo riconoscimento del Consiglio Regionale della Toscana[17].

Sempre nel 2013 viene nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana[18].

Il 10 maggio 2015 il Museo Civico di San Casciano Val di Pesa viene intitolato a Giuliano Ghelli[19].

Ghelli in musei e collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Museo della Contrada Priora della Civetta, Siena[20].

Museo archeologico di Massa Marittima e Complesso museale di San Pietro all'Orto, Massa Marittima (GR)[21].

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Lara-Vinca Masini, Giuliano Ghelli, Il Portapaesaggi, 1974.

Claudio Nobbio, Stefano Giraldi, Sergio Staino, Giuliano Ghelli, Eclisse Parziale, 1998, Firenze, City Lights Italia.

Marina Nordera, La Bella addormentata nel bosco, raccontata da Patrizia Veroli e illustrata da Giuliano Ghelli, 2003, Palermo, L’Epos società editrice.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mirella Branca, Lara-Vinca Masini e Barbara Casalini, Giuliano Ghelli inedito. Gioco e forma in opere dal 1963 al 1983 nel clima fiorentino contemporaneo., a cura di Mirella Branca, Firenze, Polistampa, 2018, p. 67.
  2. ^ Matteo Pucci, "Museo Giuliano Ghelli": l'artista per sempre nel cuore di San Casciano, in Il Gazzettino del Chianti, 11 maggio 2015.
  3. ^ Maurizio Vanni, Giuliano Ghelli, Carlo Pedretti e Sandra Landi, Giuliano Ghelli. Le vie del tempo., a cura di Maurizio Vanni, Poggibonsi (SI), Carlo Cambi Editore, 2005, p. 9.
  4. ^ R. Manno Tolu e M.G. Messina (a cura di), Fiamma Vigo e 'Numero'. Una vita per l'arte., Firenze, Centro Di, 2003.
  5. ^ Mirella Branca, Lara-Vinca Masini e Barbara Casalini, Giuliano Ghelli inedito. Gioco e forma in opere dal 1963 al 1983 nel clima fiorentino contemporaneo., a cura di Mirella Branca, Firenze, Polistampa, 2018, p. 21.
  6. ^ segnalati Bolaffi 1975 50 artisti scelti da 52 critici, in Catalogo Nazionale Bolaffi d'Arte Moderna n. 10, III, Torino, Giulio Bolaffi Editore, 1975, p. 78.
  7. ^ Cartolina della mostra su cui si leggono le date di apertura e chiusura: "Vernissage famedi 18 mai de 17 à 20 heures en presence de l'artiste. Exposition jusqu'au 14 juin 1974" e l'indirizzo della galerie Horn: "8 boulevard royal luxembourg". Archivio Lara-Vinca Masini (Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Secci, Prato).
  8. ^ Pagina su cui vengono nominate le tre opere con cui Ghelli partecipa alla Quadriennale., su quadriennalediroma.org.
  9. ^ Maria Luisa Frisa (a cura di), Giuliano Ghelli, 1983, p. 10, 12, 14, 18.
  10. ^ Carlo Pedretti, In viaggio con Leonardo, Milano, Riproduzioni ABC di Sergio Necchi, 1992.
  11. ^ Pagina web della casa editrice Carlo Cambi Editore che descrive il volume e lo offre in vendita., su carlocambieditore.it.
  12. ^ Maurizio Vanni, Giuliano Ghelli, Carlo Pedretti e Sandra Landi, Giuliano Ghelli. Le vie del tempo., a cura di Maurizio Vanni, Poggibonsi (SI), Carlo Cambi Editore, 2005, p. 17.
  13. ^ Pagina del sito Toscana '900 Musei e Percorsi d'Arte che descrive la Fondazione e la mostra antologica all'interno del Castello dei conti Guidi., su toscana900.com.
  14. ^ Michele Loffredo, Intra Tevere et Arno. Musei e collezioni pubbliche d'arte contemporanea del territorio aretino., Firenze, Nerbini, 2014, p. 13.
  15. ^ Pagina della rivista on-line gonews.it che descrive la fondazione e i primi collaboratori dell'Archivio Ghelli., su gonews.it.
  16. ^ Articolo su Ravennanotizie.it che riporta l'assegnazione del premio a Ghelli., su ravennanotizie.it.
  17. ^ Articolo su laRepubblicaFirenze.it che riporta l'assegnazione del Gonfalone d'Argento a Ghelli., su firenze.repubblica.it.
  18. ^ Pagina Onorificenze del sito del Quirinale su cui compare Ghelli come un Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana., su quirinale.it.
  19. ^ Matteo Pucci, "Museo Giuliano Ghelli": l'artista per sempre nel cuore di San Casciano, in Il Gazzettino del Chianti, 11 maggio 2015.
    «"L'intitolazione del Museo civico di San Casciano a Giuliano Ghelli, domenica 10 maggio, ha visto una grandissima partecipazione di tanti che hanno voluto bene a questo artista davvero speciale, scomparso il 15 febbraio 2014."».
  20. ^ Sito ufficiale del museo. In alcune foto dell'interno è visibile il drappellone di Ghelli, assieme ad altri vinti dalla Contrada., su contradadellacivetta.it.
  21. ^ Articolo su Grosseto Notizie on-line seguito la morte dell'artista in cui viene riportata la collocazione delle opere di Ghelli all'interno dei musei., su grossetonotizie.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo Nazionale Bolaffi d’Arte Moderna n.10, segnalati Bolaffi 1975 50 artisti scelti da 52 critici, Torino, Giulio Bolaffi Editore, vol.III.
  • Catalogo Nazionale Bolaffi della Grafica n.10, incisioni, litografie e serigrafie di 676 artisti italiani, realizzate nel 1979/1980, Torino, Giulio Bolaffi Editore.
  • Lara-Vinca Masini, Arte Contemporanea: La linea dell’Unicità – La linea del Modello, vol. 2, 1989, Firenze, Giunti.
  • Lara-Vinca Masini, L'Arte del Novecento, Dall'Espressionismo al Multimediale (vol. 5), 2003, Firenze, Giunti.
  • Maurizio Vanni, Giuliano Ghelli, Carlo Pedretti, Sandra Landi, Giuliano Ghelli. Le vie del tempo, 2005, Poggibonsi (SI), Carlo Cambi Editore.
  • Michele Loffredo, Intra Tevere et Arno. Musei e collezioni pubbliche d’arte contemporanea del territorio aretino, 2014, Firenze, Nerbini.
  • Giuliano Ghelli inedito. Gioco e forma in opere dal 1963 al 1983 nel clima fiorentino contemporaneo, a cura di Mirella Branca con testi di Mirella Branca, Lara-Vinca Masini e Barbara Casalini, 2018, Firenze, Polistampa.

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