Giudice popolare

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Il giudice popolare, in Italia, è un cittadino che viene chiamato a comporre le Corti di assise italiane e le Corti di assise d'appello. Riveste la qualifica di pubblico ufficiale[1].

La disciplina principale è contenuta nella legge 10 aprile 1951, n. 287.

Requisiti e nomina[modifica | modifica wikitesto]

Per ogni Corte d'assise e Corte d'assise d'appello è formata una lista per i giudici popolari ordinari e una per i giudici popolari supplenti.

Chi vuole entrare a far parte delle liste deve presentare richiesta al Sindaco del comune in cui risiede.

I requisiti sono:

  • cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici;
  • buona condotta morale;
  • età non inferiore ai 30 e non superiore ai 65 anni;
  • titolo finale di studi di scuola media di primo grado, di qualsiasi tipo. Per i giudici popolari di Corte d'assise d'appello è richiesto titolo finale di studi di scuola media di secondo grado.

Durata[modifica | modifica wikitesto]

I giudici popolari che compongono la Corte d'assise sono in carica per un trimestre. Nel caso che nel trimestre inizino dibattimenti di Corte d'Assise, per tali processi la carica dura fino alla conclusione dei dibattimenti, quindi anche oltre il trimestre interessato. Nel caso di partecipazione a udienze processuali, sono dovuti compensi giornalieri e rimborsi come per legge.

Casi di esclusione[modifica | modifica wikitesto]

Sono esclusi di diritto i magistrati e i funzionari in servizio all'ordine giudiziario, gli appartenenti alle forze di polizia italiane e i membri di culto e religiosi di ogni ordine e congregazione.

La circolare 6_4 del CSM ( in risposta a quesito del 14/2/1996) esclude dall'elenco dei giudici popolari nelle corti d'assise i soggetti che risultino con certezza affiliati a logge massoniche.(http://www.csm.it/circolari/circ6_4.pdf)

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il giudice popolare, insieme ai due giudici togati (presidente e giudice a latere) partecipa alle udienze e alle decisioni contenute nelle sentenze.

Altri giudici popolari possono partecipare alle udienze in qualità di supplenti, subentrando eventualmente ai titolari in caso di loro impedimento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De Paolis, p. 251.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Legge 10 aprile 1951 n. 287 ("Riordinamento dei giudizi di Assise")
  • Maurizio De Paolis, Le controversie sui contratti pubblici. In sede stragiudiziale e nel processo civile, amministrativo, penale e contabile, Padova, Cedam, 2010, ISBN 978-88-13-29393-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]