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Giudaizzazione di Gerusalemme

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La giudaizzazione di Gerusalemme (arabo: تهويد القدس, tahweed il-Quds; ebraico: יהוד ירושלים, yehud Yerushalaim) si riferisce a fatti e tentativi dell'amministrazione israeliana per trasformare Gerusalemme in una città totalmente ebraica. Questa politica è attualmente questione di accesi dibattiti. Alcuni studiosi come, Oren Yiftache, Moshe Ma'oz e Jeremy Salt, sostengono che è stata una costante linea d'azione politica di tutti i governi israeliani, a partire dal 1967. Altri, come Justus Weiner e Dan Diker, hanno contestato questo concetto, affermando che la mancanza di qualsiasi cambiamento demografico significativo della città suggerisce che la politica del governo rende la realizzazione di tale politica, almeno discutibile.

Fatti[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo compreso tra il 1967 e oggi sono stati costruiti 17 insediamenti ebraici, che occupano circa il 35% del territorio di Gerusalemme est, nel quale vivono almeno 200.000 abitanti. Fonti dell'Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari riferisce che tra il 1967 e il 2006 sono state distrutte più di 8.500 case palestinesi. Solo nei primi 4 mesi del 2009, L'Ufficio del Re per il coordinamento degli affari umanitari riferisce che sono state demolite 19 strutture a Gerusalemme Est, di cui 11 case di civili, con il conseguente sfollamento di 109 palestinesi.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo su Cocis, cocis.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]