Girolamo Zane

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Girolamo Zane
 – 14 ottobre 1572
Morto a Venezia
Dati militari
Paese servito Flag of Most Serene Republic of Venice.svg Repubblica di Venezia
Anni di servizio 1570
Grado Capitano generale da mar
Guerre Guerra di Cipro
Altre cariche Bailo
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Girolamo Zane (... – Venezia, 14 ottobre 1572) fu capitano generale da mar della flotta veneziana, durante la Guerra di Cipro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce da Bernardo Zane.

Nel 1542 viene inviato a Costantinopoli come bailo[1] e fa ritorno nel 1544. Nello stesso anno, viene eletto capitano di Padova e, nel 1558, di Verona[2].

Nel 1566 viene nominato capitano generale da mar ma solo il 27 marzo 1570 riceve il bastone del comando. Lo stesso anno guida la flotta veneziana nella fallimentare spedizione per salvare Cipro, assalita dai Turchi. Nel dicembre viene accettata la sua richiesta di congedo e, tornato a Venezia viene tratto in arresto per le presunte inadempienze nella gestione della flotta durante la missione in oriente.

Muore in carcere il 14 ottobre 1572.

La guerra di Cipro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra di Cipro.

Il 28 marzo 1570 giunse a Venezia l'ambasciatore del sultano ottomano Selim, recando la richiesta di consegna dell'isola di Cipro. Questa fu seccamente respinta dal Consiglio che si preparò alla guerra, avendo già consegnato il bastone di comando della flotta allo Zane il 27 marzo 1570, lunedì di Pasqua.

La flotta veneziana, comandata dallo Zane, si mosse quindi su Zara il 3 aprile per attendere il resto delle galere armate a Venezia ed a Candia. Durante la lunga sosta a Zara scoppiò una terribile epidemia di tifo petecchiale che decimò le ciurme e che avrebbe condizionato anche in futuro la spedizione[3]. Il 30 maggio fu ordinato allo Zane di puntare su Corfù dove avrebbe dovuto congiungersi con la flotta di Gianandrea Doria se questa vi fosse giunta in tempo. Il Capitano Generale da Mar dovette però attendere che tutte le galee fossero a disposizione e giunse a Corfù solo il 29 giugno[4], dove non v'era traccia del Doria.

Il 23 luglio la flotta veneziana si diresse verso oriente e, dopo aver fatto scalo a Cefalonia, Zante e Modone, giunse il 4 agosto a Candia. Gli ordini impartiti allo Zane imponevano di dirigersi subito verso Cipro, ma il capitano generale decise di aspettare di aver reintegrato tutti i rematori deceduti durante l'epidemia e di aver interzato la ciurma[5].

Nel frattempo, il 6 agosto, Marcantonio Colonna era giunto ad Otranto con le 12 galee papali ed attendeva l'arrivo di Gianandrea Doria da Messina per salpare verso occidente. Quest'ultimo però, non completamente convinto della bontà di tutta l'operazione, ritardava deliberatamente il ricongiungimento con il Colonna, che avvenne solo il 21 agosto. Il giorno seguente la flotta si diresse verso Creta ove giunse il 31 agosto[6].

Nonostante i tentativi del Doria di mandare tutto a monte, accusando la flotta veneziana di essere in cattive condizioni, i cristiani salparono dal porto di Sitia nella notte fra il 17 ed il 18 settembre[7]. Nei pressi di Castelrosso fu inviato Alvise Bembo in avanscoperta, il quale ritornò con la notizia che i turchi avevano espugnato Nicosia.

Questa notizia minò ulteriormente i fragili equilibri dell'alleanza e nel consiglio di guerra del 22 settembre i veneziani non furono i grado di imporre la prosecuzione della spedizione contro i turchi. La flotta si ritirò la sera stessa verso Creta e di lì verso l'Italia.

Nel dicembre 1570 fu accettata la sua richiesta di congedo ed il 13 dicembre su sostituito da Agostino Barbarigo prima e Sebastiano Venier poi.

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Tornato a venezia l'11 aprile lo Zane venne tratto in arresto per le presunte inadempienze nella gestione della flotta durante la missione in oriente.

Durante il processo furono chiamati a testimoniare molti ufficiali tra i quali Marcantonio Colonna, che si rivelarono sempre benevoli con lo Zane sostenendo che non ebbe nessuna colpa per la fallita spedizione.

Il processo si protrasse per lungo tempo e, prima di poter ascoltare la sentenza, lo Zane morì in prigione il 14 ottobre 1572.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emmanuele Antonio Cicogna, Delle inscrizioni Veneziane, Volume 2, p. 359
  2. ^ Ibid p. 359
  3. ^ Barbero 2010, pp. 123-124
  4. ^ Barbero 2010, pp. 164-166
  5. ^ Barbero 2010, pp. 233-234
  6. ^ Molmenti, p. 48
  7. ^ Molmenti, p. 52

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]