Girolamo Bartolomeo Bortignon

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Girolamo Bartolomeo Bortignon, O.F.M.Cap.
vescovo della Chiesa cattolica
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Ritratto ufficiale di Sua Eccellenza Monsignor Girolamo Bortignon, Vescovo di Padova e Conte di Piove di Sacco
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Caritas cum Fide
Incarichi ricoperti Vescovo titolare di Lidda
Vescovo di Belluno e Feltre
Vescovo di Padova
Nato 31 marzo 1905 a Fellette
Ordinato diacono 27 novembre 1927
Ordinato presbitero 3 marzo 1928
Nominato vescovo 4 aprile 1944
Consacrato vescovo 14 maggio 1944
Deceduto 12 marzo 1992 a Sarmeola

Girolamo Bartolomeo Bortignon (Fellette, 31 marzo 1905Sarmeola, 12 marzo 1992) è stato un vescovo cattolico italiano.

Il vescovo Bortignon (a destra) con il cardinale Giovanni Urbani nel 1964.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Fellette, frazione di Romano d'Ezzelino in provincia di Vicenza e diocesi di Padova, il 31 marzo 1905, venne ordinato sacerdote per l'Ordine dei Frati Minori Cappuccini il 3 marzo 1928.

Il 4 aprile 1944 venne nominato da papa Pio XII amministratore apostolico delle diocesi di Belluno e Feltre e vescovo titolare di Lidda. Ricevette la consacrazione episcopale il 14 maggio dello stesso anno nella basilica del Santissimo Redentore, a Venezia, per l'imposizione delle mani del cardinale Adeodato Giovanni Piazza.

Il 9 settembre 1945 venne nominato vescovo di Belluno e Feltre. Nel 1946 celebrò il primo sinodo interdiocesano. Il 9 settembre 1947 scelse come vicario generale della diocesi di Belluno il giovane Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I.

Per i bellunesi la sua figura è legata al sacrificio, il 17 marzo 1945, dei quattro partigiani impiccati ai lampioni di piazza Campitello nel centro di Belluno, poi ribattezzata piazza dei Martiri: Salvatore Cacciatore "Ciro", Giuseppe De Zordo "Bepi", Valentino Andreani "Frena" e Gianleone Piazza "Lino". Il vescovo frate accorse e fattosi portare dai Salesiani una scala, nonostante il divieto, si avvicinò alle quattro salme ancora calde. Salì e ad una ad una le benedisse: amministrò loro il balsamo divino, chiuse i loro occhi e prima di ridiscendere li baciò. Inoltre il 29 marzo 1945, Giovedì Santo, al campo di concentramento nazista ai prigionieri politici italiani di Bolzano, per confortarli celebrò per loro la messa. Successivamente indirizzò il 3 aprile 1945 al commissario supremo della regione per protestare contro le rappresaglie e le distruzioni di interi paesi, uomini e cose, l'arresto di preti, le persecuzioni contro lo stesso vescovo.[1][2]

Dopo quasi cinque anni di servizio episcopale a Belluno e Feltre, non privo di tensioni per aver chiesto e ottenuto dalla Santa Sede di essere esonerato dalla residenza semestrale nella sede di Feltre, il 1º aprile 1949 venne nominato vescovo di Padova.

Quando papa Pio XII gli chiese un nome per la cattedra di Vittorio Veneto, egli avanzò quello di Albino Luciani. "Lo conosco, farà meglio di me", disse. Il papa rifiutò quel nome;[senza fonte] solo dopo alcuni anni il successore di Pio XII, papa Giovanni XXIII, avrebbe nominato Albino Luciani vescovo di Vittorio Veneto.

Amico di Giovanni Battista Roncalli, papa Giovanni XXIII, che lo consultava spesso riguardo alle questioni politiche e personali, ne condivideva anche la reticenza e il sospetto nei confronti del "culto" popolare verso Padre Pio ancora vivente, tanto da venire indicato dagli storici come il vero provocatore della "seconda persecuzione" a Padre Pio. La rigida e inflessibile presa di posizione, provocò scontenti, reazioni e scontri con diversi fedeli della diocesi di Padova e con dei suoi sacerdoti, alcuni molto vicini al frate da Pietrelcina.[3][4]

Nel gennaio del 1964 inaugurò il "Gregorianum", il collegio con precisi lineamenti cristiani, culturali e civili per essere d'esempio alla trentina di analoghe istituzioni già sorte o prossime a sorgere in città. Nacquero il CUAMM, il CUMIF, la comunità degli assistenti universitari "Casa Pio X", la rivista "Studia Patavina", la fondazione "Storia ecclesiastica padovana", il collegio universitario "Leopardi", il Centro universitario di via Zabarella, la sezione parallela della Facoltà di Teologia dell'Italia Settentrionale nel Seminario maggiore.

Fra le sue realizzazioni più importanti l'Opera della Provvidenza a Sarmeola di Rubano (PD), conosciuta anche come il piccolo "Cottolengo" veneto

Rimase alla guida della diocesi di Padova per trentadue anni, fino al 7 gennaio 1982, ritirandosi nella Casa di spiritualità "Villa Immacolata" di Torreglia (Padova) e successivamente presso l'Opera della Provvidenza.

Morì a Sarmeola, presso l'Opera della Provvidenza S. Antonio, il 12 marzo 1992.

Il 14 dicembre 2000 l'arcivescovo-vescovo di Padova Antonio Mattiazzo istituì la Fondazione "Girolamo Bortignon" per l'educazione e la scuola, intitolata al vescovo di Padova Girolamo Bortignon, per onorare il suo impegno nell'ambito della cultura con iniziative di alto profilo e significato.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il vescovo Bortignon, l'uomo che sfidò i nazisti in piazza dei Martiri, in Corriere delle Alpi, 12 marzo 2011. URL consultato il 27 ottobre 2016.
  2. ^ Giuseppe Fontana, I patrioti della città del Piave, 2005.
  3. ^ Monsignor Gerolamo Bortignon, emanuelebrunatto.it.
  4. ^ Il bollettino del vescovo che puzzava d'eresia. La risposta di Padre Pio a mons. Bortignon, padrepiopietr.wordpress.com, 14 gennaio 2016. URL consultato il 27 ottobre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo titolare di Lidda Successore BishopCoA PioM.svg
William Richard Griffin 4 aprile 1944 - 9 settembre 1945 Lawrence Joseph Shehan
Predecessore Vescovo di Belluno e Feltre Successore BishopCoA PioM.svg
Giosuè Cattarossi
Vescovo di Feltre e Belluno
9 settembre 1945 - 1º aprile 1949 Gioacchino Muccin
Vescovo di Feltre e Belluno
Predecessore Vescovo di Padova Successore BishopCoA PioM.svg
Carlo Agostini 1º aprile 1949 - 7 gennaio 1982 Filippo Franceschi
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