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Girandola di Castel Sant'Angelo

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Ambrogio Brambilla: Castello S. Angelo con la Girandola (1579)

La girandola di Castel Sant'Angelo era uno spettacolo pirotecnico che si svolgeva a Roma il 29 giugno, festa dei patroni di Roma, ma anche in altri giorni come ad esempio nella "Seconda Pasqua" (cioè il lunedì dell'Angelo) o in occasione di altri festeggiamenti.

La Girandola dipinta da Joseph Wright of Derby.

Lo spettacolo ebbe inizio il 9 agosto del 1481, in occasione del decimo anniversario dell'elevazione al soglio pontificio di Sisto IV[1][2][3].

La prima citazione potrebbe essere quella del Volterrano nel suo Diarium Romanum, in occasione dell'anniversario dell'incoronazione di Sisto IV[4]:

Il testo recita:

«...et a mole Hadriani non modo tubarum et fistularum sonus, sed bombardarum et sclopulorum crepitus, dies et noctes, sine intermissione, usque ad sacietatem sunt auditi.»

Secondo una tradizione, lo spettacolo sarebbe stato ideato da Michelangelo per la festa dei santi Pietro e Paolo, patroni della città di Roma e sistemato successivamente dal Bernini[4].

Nel 1611 Girolamo Lunadoro preparò una relazione per Cristina di Lorena: la Relazione della corte di Roma serviva alla formazione del figlio Carlo di Ferdinando de' Medici, futuro cardinale. Il testo fu poi dato alle stampe postumo nel 1728[5]. Nella relazione dice che la sera che segue l'elezione del nuovo papa e anche nelle "due seguenti si fanno fuochi, & illuminazioni per tutta la città, e specialmente nel Castello S. Angelo"[6].

Gaspare Alveri, nel suo Roma in ogni stato, pubblicato sotto Alessandro VII nel 1664, afferma che la Girandola si fa quattro volte l'anno, due in occasione della festa di san Pietro e san Paolo e due in occasione dell'incoronazione del pontefice[7].

La girandola nel 1775 a Roma, dipinta da Jakob Philipp Hackert.

Nel suo Osservazioni sulla Sicilia, pubblicate nel 1774, Onorato Caetani, parlando di Stromboli scrive:

«Questo Vulcano vomita del continuo del fuoco, si vedono le fiamme a guisa de' razzi della nostra Girandola Romana.... Si sa che ad imitazione delle irruzioni de' Vulcani il Bernino inventò questo bel fuoco artificiale.»

La Girandola è presente nei racconti di viaggiatori e nei diari[9][10][11][12].

Belli le dedica due sonetti: in uno descrive la Girandola accesa il lunedì dell'Angelo": "lunedì 31 marzo 1834, seconda festa di Pasqua, al cospetto delle LL. MM. del Regno delle due Sicilie"[13]. Nell'altro, del 1846, parla dell'affitto dei posti per vedere lo spettacolo[14].

In un testo pubblicato dal "Comitato nazionale romano" nel 1863, l'espressione "la sera della Girandola" è usata per indicare la sera del 29 giugno[15].

Nel 1886 lo spettacolo, venne interrotto per motivi sconosciuti[senza fonte].

Dal 2021 la girandola viene rievocata a Castel Sant'Angelo.

Nella cultura

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  • Paola Staccioli, Feste romane: quattro secoli di festeggiamenti religiosi e civili dal Rinascimento all'Italia unita, collana Tascabili economici Newton, Roma, Newton Compton, 1997, ISBN 8881838303.

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