Giovanni di Salisbury

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Giovanni di Salisbury
vescovo della Chiesa cattolica
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Nato 1120, Salisbury
Consacrato vescovo 8 agosto 1176
Deceduto 25 ottobre 1180, Chartres

Giovanni di Salisbury (pron. /ˈsɔːlzbɹi/), in latino Iohannes Saresberiensis, (Salisbury, 1120Chartres, 25 ottobre 1180) è stato un filosofo, scrittore e vescovo inglese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Salisbury nell'Inghilterra meridionale tra il 1110 e il 1120 in una famiglia che, sebbene di modeste condizioni, poteva tuttavia contare su i buoni rapporti con la curia locale.

La prima formazione di Giovanni venne condotta nella locale schola come lui stesso ci attesta nella sua opera Polycraticus sive de nugis curialium et vestigiis philosophorum. L'attestata presenza di un arcischola nella sua città natale e un recente studio sui codici della cattedrale di Salisbury [1] fanno supporre che Giovanni studiò qui quanto meno la grammatica prima di recarsi in Francia nel 1136 in Francia dove a Parigi fu allievo di Abelardo per un anno, e successivamente, allievo di Guglielmo di Champeaux, studiò con Roberto di Melun e Alberico di Reims [2].

Strinse amicizia con Pietro di Celle (1115 circa-1183).[3]

Nel triennio successivo studiò la grammatica sotto Guglielmo di Conches e il quadrivio sotto Riccardo Vescovo probabilmente presso la scuola cattedrale di Chartres. Assistette inoltre alle lezioni di retorica di Teodorico di Chartres. Tornato a Parigi concluse gli studi in teologia sotto tre maestri: Gilberto Porretano, Robert Pullen e Simone di Poissy. [4].

Giovanni dopo aver partecipato al Concilio di Reims, tornò in Inghilterra nel 1150 dove divenne segretario di Theobaldo di Bec a Canterbury e fu da questo spesso inviato in missione presso la Santa Sede.

Dopo la morte di Theobaldo di Bec nel 1161 divenne segretario di Thomas Becket, di cui scrisse una biografia, ricoprendo una parte importante nella lunga disputa tra il primate e il sovrano Enrico II d'Inghilterra.

Nel 1176 venne nominato vescovo di Chartres dove morì il 25 ottobre 1180 [5].

Pensiero ed opere[modifica | modifica wikitesto]

Il suo pensiero si rifà al probabilismo accademico nella convinzione che poche sono le affermazioni dimostrate razionalmente mentre la maggior parte delle nostre conoscenze sono semplicemente probabili. Vi sono comunque conoscenze certe basate sui sensi, sulla ragione e sulla fede.

Nella sua opera più importante, il Metalogicon (In difesa della logica), che rivela una approfondita conoscenza della logica aristotelica, egli difende la validità dei costrutti logici contro coloro che li mettono in discussione. In particolare nel primo libro dell'opera polemizza contro i cornificiani detrattori delle arti del trivio (retorica, grammatica e dialettica) il cui insegnamento è da loro ritenuto passatista e tradizionalista: essi invece sostengono il valido uso del linguaggio comune e il rifarsi all'esperienza fondata sui sensi come unica fonte di vera conoscenza. I seguaci di Cornificio, contro Giovanni di Salisbury, amante degli autori classici e di Cicerone, affermano inoltre che lo studio dei classici va rigettato e che bisogna mettere da parte le regole dell'eloquenza se si vuole raggiungere il sapere autentico.

Nei confronti della disputa sugli universali Giovanni segue la concezione aristotelica: gli universali sono realmente esistenti nella nostra mente che li ha elaborati con il procedimento dell'astrazione prendendo cioè gli aspetti necessari per la configurazione del concetto ed escludendo quelli ininfluenti.

Nel Polycraticus sive de nugis curialium et vestigiis philosophorum, Giovanni afferma la derivazione del potere temporale da quello papale e che la legge dello Stato fonda la sua validità morale sull'equità: se il principe non rispetta il principio etico dell'equità i sudditi sono in diritto di ribellarsi e di liberarsi del tiranno anche con la sua uccisione.[6]

Scritta in versi è l'opera Entheticus seu de dogmate philosophorum dove ripropone le sue concezioni filosofiche ampliando le tesi contenute nel Metalogicon

Il suo Epistolario è ritenuto fondamentale dagli studiosi per la conoscenza del periodo storico in cui Giovanni visse.

La sua Historia pontificalis (1148-52), sul pontificato di Eugenio III ci è giunta incompleta.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Internatiol bibliography of historical sciences, vol. LXXIX, 2010, a cura di Massimo Mastogregori, p.123
  2. ^ (In A Companion to John of Salisbury, p. 5).
  3. ^ Pietro di Celle fu abate di Moûtier-la-Celle (1145 circa), quindi di Saint-Rémy a Reims, infine vescovo di Chartres, succedendo allo stesso Giovanni di Salisbury. (in Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente)
  4. ^ Tutto il suo percorso di studi è raccontato dallo stesso Giovanni nel capitolo 10 del Libro II del Metalogicon
  5. ^ Maurizio Pancaldi, Mario Trombino, Maurizio Villani, Atlante della filosofia: gli autori e le scuole, le parole, le opere, Hoepli editore, 2006, pag.223
  6. ^ Enciclopedia Garzanti della filosofia alla voce corrispondente.
  7. ^ Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere
  • Metalogicon, edito da J.B. Hall & Katharine S.B. Keats-Rohan, Corpus Christianorum Continuatio Mediaevalis (CCCM 98), Turnhout, Brepols 1991 (edizione critica del testo latino).
  • John of Salisbury, The Metalogicon: A Twelfih-Century Defense of the Verbal and Logical Arts of The Trivium, traduzione di Daniel D. McGarry (Berkeley, University of California Press, 1955, ristampa Philadelphia, Paul Dry Books, 2009.
  • Metalogicon, traduzione inglese di J.B. Hall, Corpus Christianorum in Translation (CCT 12), Turnhout, Brepols, 2013.
Studi
  • Christophe Grellard,Frédérique Lachaud (eds.), A Companion to John of Salisbury, Leiden, Brill 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Chartres Successore Bishopcoa.png
Guglielmo dalle Bianche Mani
11651176
1176 - 1180 Pietro di Celle, O.S.B.
11801183
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