don Giovanni d'Austria

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don Giovanni d'Austria
Don Juan d'Austria 1.JPG
Ritratto di don Giovanni d'Austria attribuito a Juan Pantoja de la Cruz
Governatore dei Paesi Bassi spagnoli
Stemma
Nascita Ratisbona, 24 febbraio 1545
Morte Bouges, 1º ottobre 1578
Sepoltura Escorial
Luogo di sepoltura San Lorenzo de El Escorial
Dinastia Asburgo (illegittimo)
Padre Carlo V d'Asburgo
Madre Barbara Blomberg
Figli María Ana de Austria y de Mendoza e Giovanna d'Austria (illegittime)
Religione cattolica
Monarchia spagnola
Casa d'Asburgo
Royal Coat of Arms of Spain (1580-1668).svg

Carlo I
Filippo II
Filippo III
Filippo IV
Figli
Carlo II
don Giovanni d'Austria
John of Austria portrait.jpg
24 febbraio 1545 – 1º ottobre 1578
Nato aRatisbona, Germania
Morto aBouges, Belgio
Cause della mortenaturale, forse avvelenamento
Dati militari
Paese servitoSpagna
Armamarina
Anni di servizio1568-1578
BattaglieBattaglia di Lepanto
DecorazioniCavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro
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L'infante don Juan de Austria, italianizzato in don Giovanni d'Austria (Ratisbona, 24 febbraio 1545Bouges, 1º ottobre 1578), è stato un condottiero, ammiraglio e diplomatico spagnolo. Figlio naturale dell'imperatore Carlo V d'Asburgo, don Giovanni è ricordato per la sua carriera militare che lo vide al comando della flotta della Lega Santa, con cui sconfisse gli Ottomani nella battaglia di Lepanto del 1571.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Ratisbona, Germania, da Carlo V e Barbara Blomberg, figlia di un uomo della classe media cittadina, don Giovanni crebbe nell'anonimato in Spagna col nome di Jerónimo, e fu soprannominato Jeromín. Seguendo l'ultimo volere del padre, il re Filippo II riconobbe don Giovanni come suo fratellastro e gli diede una rendita, ma non gli concesse mai il titolo di Infante e a corte veniva chiamato solo eccellenza. Filippo avrebbe voluto indirizzare don Giovanni alla carriera ecclesiastica, ma non fu capace di moderare l'attrazione che questi provava per le attività più mondane[1] e, segnatamente, per la carriera militare. Il primo incarico di don Giovanni fu nel 1568 contro i pirati barbareschi; il suo successo gli permise una rapida ascesa al comando delle forze spagnole contro la rivolta dei Moriscos a Granada, che represse entro il 1571.

Monumento a don Giovanni d'Austria di Andrea Calamech (1572) in Piazza Catalani a Messina. A Ratisbona, nella Zieroldsplatz di Kohlemmarkt, esiste una copia fatta nel 1978.

Nel 1571, all'apice del prestigio di don Giovanni, Filippo lo mise a capo della flotta della Lega Santa schierata contro l'Impero Ottomano, che partì dal porto della città di Messina il 15 settembre di quell'anno. Don Giovanni fu capace di riunire, anche grazie a papa Pio V che tale Lega tanto perorò[2], una coalizione estremamente eterogenea e di infliggere una sconfitta di proporzioni storiche ai Turchi Ottomani nella Battaglia di Lepanto del successivo 7 ottobre.

Questa vittoria infiammò le ambizioni di don Giovanni: divenuto un eroe a livello europeo, egli ormai ambiva a un regno proprio e al riconoscimento del titolo di "altezza reale". Filippo però era restio a concedere al fratellastro un ruolo troppo importante nella politica europea: nel 1572 gli "suggerì" di declinare l'offerta del trono albanese che gli era stata fatta e di dedicarsi invece alla cattura di Uluç Alì Pascià, il terzo comandante turco sopravvissuto a Lepanto, e nell'ottobre del 1573 don Giovanni con una campagna rapidissima conquistò la Tunisia.

"Secondo alcuni storici, che hanno dato credito a talune affermazioni di contemporanei, don Giovanni non volle abbandonare Tunisi poiché mirava ad ottenere l'investitura di quel regno, per avere il titolo di re se non per esercitare l'effettivo governo di quel territorio; a tal fine il principe asburgico avrebbe inviato segretamente, nel tardo autunno del 1573, il proprio segretario, Juan de Soto, al papa Gregorio XIII per sollecitarne l'intervento presso Filippo II in favore dell'aspirazione di don Giovanni. La complessa questione è stata minutamente analizzata dal De Toerne che perviene a queste conclusioni: all'investitura del regno di Tunisi non ha pensato don Giovanni, bensì il papa, pieno di grata ammirazione per il principe e soprattutto desideroso che Tunisi restasse stabile conquista europea e tornasse ad essere terra cristiana; il sovrano spagnuolo però, preso da altre preoccupazioni e prospettive, lasciò cadere la sollecitazione del pontefice"[3].

Nel 1574 Filippo II lo nominò vicario generale in Italia. Anche su suggerimento di Mateo Vázquez, che voleva rimarcare la fine del "pugno di ferro" del duca d'Alba[4], Filippo II nel 1576 nominò don Giovanni governatore dei Paesi Bassi spagnoli, sperando che quell'incarico appagasse le sue mire e limitasse il suo desiderio di potere. Giovanni, però, accettò solo a patto che gli fosse permesso di sposare Maria I di Scozia, allora prigioniera in Inghilterra, invadendo e "liberando" il Paese[5].

La sua scarsa dimestichezza con la politica olandese e il declino dei suoi rapporti col re Filippo fecero fallire tutti i suoi progetti, che pure si valevano di un rinnovato interesse verso la Francia: più che volto a gestire la crisi delle Province Unite[6], esso parve un tentativo congiunto con Enrico di Guisa per predisporre un'invasione delle Isole britanniche[7].

La cosa sarebbe stata all'origine della sua morte, avvenuta a Bouges, oggi parte della città di Namur (Belgio), nel 1578.

La tomba di don Giovanni all'Escorial, Spagna.

Lo storico Giovanni Boglietti nel suo Don Giovanni d'Austria a Lepanto, del 1887, scrive infatti che secondo uno dei biografi di Don Giovanni, il Vander-Hammen, la sua morte sarebbe stata procurata dal veleno propinatogli per ordine del fratellastro Filippo II, il quale temeva che don Giovanni d'Austria, dopo aver "conquistata" l'Inghilterra, con le forze di questa si sarebbe reso padrone della Spagna.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bartolomé Bennassar, DON JUAN DE AUSTRIA. UN HÉROE PARA UN IMPERIO, Temas de Hoy, Madrid, 2000, in riferimento alla volatilità dei suoi amori per Diana de Falangola o per Zenobia Saratosia, sostiene: "Este desprecio a la mujer después de la posesión sexual choca más por parte de un personaje del que todos los testigos coetáneos alaban la generosidad, la afabilidad y el interés para con los desgraciados".
  2. ^ Papa Pio V, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  3. ^ Salvatore Bono, L'OCCUPAZIONE SPAGNUOLA E LA RICONQUISTA MUSULMANA DI TUNISI (1573-1574), Africa: Rivista trimestrale di studi e documentazione dell’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente, Anno 33, No. 3 (SETTEMBRE 1978), pp. 359.
  4. ^ Philip II and Mateo Vazquez de Leca: the government of Spain (1577-1592) by A. W. Lovett, Review by Bartolomé Bennassar, Revue Historique, T. 261, Fasc. 2 (530) (AVRIL-JUIN 1979), p. 482.
  5. ^ Nonostante un tentativo concordato in precedenza col duca d'Alba, Filippo II si dimostrò abbastanza freddo verso questi tentativi di abbattere Elisabetta I: v. J. Lynch, Philip II and the Papacy, Transactions of the Royal Historical Society, Vol. 11 (1961), pp. 35-36.
  6. ^ P. O. de Torne, PHILIPPE II ET HENRI DE GUISE. LE DÉBUT DE LEURS RELATIONS (1578), Revue Historique, T. 167, Fasc. 2 (1931), pp. 323-335.
  7. ^ Serge Brunet, Philippe II et la Ligue parisienne (1588), Revue Historique, T. 312, Fasc. 4 (656) (OCTOBRE 2010), p. 816.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • NICOLI FAUSTO, Un'amante sorrentina di Don Giovanni d'Austria. Diana Falangola. Naples: Alberto Miccoli, 1934.
  • Sylvène Edouard, Un songe pour triompher : la décoration de la galère royale de don Juan d'Autriche à Lépante (1571), Revue Historique, T. 307, Fasc. 4 (636), RENSEIGNER ET SURVEILLER: en France au XIXe siècle (OCTOBRE 2005), pp. 821-848.
  • P. O. de Torne, Don Juan d'Autriche et les projets de conquête de l'Angleterre. Étude historique sur dix années du xvie siècle, 1568-1578. T. II, Helsingfors, 1928.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni d'Austria, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
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