Giovanni Paradisi

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Il conte Giovanni Paradisi (Reggio nell'Emilia, 19 novembre 1760Reggio nell'Emilia, 26 agosto 1826) è stato un matematico, politico e poeta italiano, figlio di Agostino Paradisi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Paradisi nacque a Reggio Emilia nell'anno 1760; figlio di Agostino Paradisi e di Massimilla dei conti Prini[1].

Fu direttore della Repubblica Cisalpina, per l'annata 1797-1798; venne insignito dell'onorificenza dell'Ordine della Corona ferrea(19.4.1806).

Nel 1802 membro della Consulta di Stato, per poi diventare nel 1805 direttore generale delle Acque e Strade.

Nel 1809 fu consultore del Regno d'Italia e divenne senatore; dal marzo 1809 all’aprile 1810 ricoprì la carica di Presidente del Senato[1].

Giovanni Paradisi fu uomo colto, poeta, letterato e matematico; profuse il suo impegno politico in favore degli ideali bonapartisti.

Non si sposò e non ebbe discendenza.

Morì a Reggio il 26 agosto 1826.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Proposizioni fisico-matematiche, Modena, 1779, in 4 ;
  • Discorso recitato nella prima adunanza dell instituto italiano, in-4 ;
  • Ricerche sulla vibrazione delle lamine elastiche, Bologne, 1806;
  • Il vitalizio, commedia, Milano, 1822;

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Capra, ‘La generosa nave': appunti per una biografia di Giovanni Paradisi (la formazione e l'esordio politico), in Ricerche di storia in onore di F. Della Peruta, Milano, F. Angeli, 1996, vol. I, pp. 65-89
  • Claudio Chiancone, Il circolo Paradisi e il “Poligrafo”, in Istituzioni e cultura in età napoleonica, a c. di E. Brambilla, C. Capra e A. Scotti, Milano, FrancoAngeli, 2008, pp. 232–250

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