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Giovanni Paolo Castelli

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Giovanni Paolo Castelli, noto anche con lo pseudonimo di Spadino (Roma, 8 aprile 1659Roma, ca. 1730), è stato un pittore italiano di nature morte.

Natura morta con cocomero, frutta, bicchieri di rosolio e biscotti (1690-1720 ca.)

Giovanni Paolo Castelli nacque a Roma nel 1659 (questo sebbene Pietro Zani asserisca che fosse napoletano).[1] Il padre era uno scaricatore di porto, mentre il fratello Bartolomeo (1641-1686), più grande di lui di diciotto anni, era un pittore di nature morte. Giovanni Paolo era sposato con Apollonia De Marchis e aveva un figlio, anche lui di nome Bartolomeo (1696-1738), anche conosciuto come Spadino il giovane, destinato a ereditare la tradizione pittorica di famiglia.[1][2] Le testimonianze dell'epoca confermano che Giovanni Paolo Castelli visse i primi anni della sua vita accanto al porto di Ripetta, a Roma, e che trascorse il periodo compreso tra il 1680 e il 1683 in carcere per omicidio.[1]

Si ipotizza che Giovanni Paolo Castelli debba buona parte della sua influenza artistica a pittori nordici e fiamminghi come Franz Werner von Tamm e soprattutto Abraham Brueghel, che abitava vicino a lui. Quando quest'ultimo si trasferì a Napoli, Castelli lasciò la casa paterna per andare a vivere con il fratello.[1][3] Le tele dello Spadino ebbero il loro momento di grande successo durante il Settecento.[3]

Giovanni Paolo Castelli morì nella città natale intorno al 1730.[1]

Le opere dello Spadino sono custodite in musei e gallerie come la Pinacoteca civica Fortunato Duranti.

  1. 1 2 3 4 5 CASTELLI, Giovanni Paolo, detto Spadino, su treccani.it. URL consultato il 5 febbraio 2025.
  2. Nature morte inedite da una collezione privata, University of Michigan, 1994, p. 40.
  3. 1 2 Cultura, su regione.marche.it. URL consultato il 5 febbraio 2025.

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