Giovanni Ignazio Pansoya

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Giovanni Ignazio Pansoya (Torino, 30 luglio 1784Torino, 6 ottobre 1851) è stato un letterato e politico italiano, sindaco di Torino nel 1836 e deputato del Regno di Sardegna nel 1849.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in legge all'università di Torino[1], letterato di grande cultura, Pansoya fu un personaggio di rilievo nel regno di Carlo Felice[2], sindaco di Torino e poi, con Carlo Alberto, deputato in parlamento.

Di ispirazione politica conservatrice, diffidente nei confronti del progresso[1], scrisse alcuni componimenti di satira morale in piemontese, tra i quali spicca il tòni[3] Dòjra gròssa ant l'ambrunì (via Dora Grossa era all'epoca il nome dell'attuale via Garibaldi).

Abbastanza sorprendentemente per un autore di opere in piemontese, scrisse un opuscolo in cui proponeva la soppressione dei dialetti in favore della lingua italiana[4], nell'ottica dell'unificazione nazionale.

È ricordato anche per avere clamorosamente sconfitto Cavour nelle elezioni del gennaio 1849. In quell'occasione Pansoya si candidò a deputato nello stesso collegio uninominale di Torino in cui si presentava il futuro primo ministro del regno di Sardegna e lo sconfisse al ballottaggio, con l'aiuto indiretto del quotidiano radicale La Concordia che si era schierato a sorpresa contro Cavour[5].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Ricreassion dl'Autonn..., 1827
  • Tre caprissi piemontèis, 1830
  • Cenni intorno alla soppressione dei dialetti, Capriolo, Alessandria, 1845
  • Il paciere - progetto di un piemontese che vuole unione col Veneto-milanese, e teme disunione per la Costituente che non può costituire il già costituito, ma potrebbe discostituire, Tipografia Sociale, Torino, 1848

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Piccola storia della ”Letteratura Piemontese” secolo XIX – (4/5), su ilcinzanino.org. URL consultato il 19 aprile 2012.
  2. ^ Principali scritti in lingua piemontese, su digilander.libero.it. URL consultato il 19 aprile 2012.
  3. ^ composizione poetica satirica, caratteristica della letteratura piemontese
  4. ^ La prima guerra d'indipendenza, su museotorino.it. URL consultato il 19 aprile 2012.
  5. ^ Lettere edite ed inedite di Camillo Cavour (TXT), su archive.org. URL consultato il 19 aprile 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paola Casana, Tra rivoluzione francese e stato costituzionale. Il giurista Giovanni Ignazio Pansoya (Torino, 1784-1851), Jovene, Napoli, 2005
  • Gianrenzo P. Clivio - Profilo di storia della letteratura in piemontese, Centro Studi Piemontesi, Torino, 2002

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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