Giovanni Dolfin (1545-1622)

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Giovanni Dolfin
cardinale di Santa Romana Chiesa
Incarichi ricoperti Vescovo di Vicenza (1604-1606)
Nato 1545, Venezia
Creato cardinale 9 giugno 1604 da papa Clemente VIII
Deceduto 25 novembre 1622, Venezia

Giovanni Dolfin, spesso italianizzato in Delfin o Delfino (Venezia, 15 dicembre 1545Venezia, 25 novembre 1622), è stato un politico e cardinale italiano.

Laureatosi in utroque jure presso l'Università di Padova, sembrò volesse abbracciare lo stato ecclesiastico, invece fu avviato alla carriera politica e diplomatica; dopo aver esercitato a Venezia alcune cariche minori, nel 1577 fu nominato podestà e capitano di Belluno.

Tra il 1582 e uk 1595 fu inviato come ambasciatore della Repubblica di Venezia in Polonia, in Spagna, in Germania e in Francia, donde ritornò otto anni dopo per andare a ricoprire il ruolo di ambasciatore presso la Santa Sede, incarico che mantenne fino al 1598[1]. Nello stesso anno rappresentò ufficialmente Venezia alle nozze di Filippo III di Spagna e nel 1601 a quelle di Enrico IV di Francia e Maria de' Medici.

Tornato in patria occupò il posto di procuratore di San Marco e quello di riformatore dello Studio Padovano.

Rimasto vacante, nel 1603, il vescovado di Vicenza, papa Clemente VIII decise di assegnarlo al Dolfin, cui era legato da vincoli di simpatia e di reciproca stima, nonostante non fosse sacerdote e la legge veneziana non permettesse che fossero ricoperte cariche ecclesiastiche da coloro che avevano risieduto alla corte di Roma[2].

Con speciale decreto del Senato veneziano, vestiti gli abiti sacerdotali, fece il suo ingresso a Vicenza ma solo un mese dopo, nel concistoro del 6 giugno 1604, Clemente VIII lo creò cardinale del titolo di san Matteo in Merulana che nel 1605 cambiò con quello di San Marco; interruppe quindi il 31 agosto 1604 la visita pastorale che aveva iniziato, per portarsi a Roma e non ritornare più a Vicenza, dove lasciò come luogotenente il vescovo ausiliare Raffaele del Inviziati.

Nel 1606 chiese e ottenne che alla Chiesa vicentina venisse designato un nuovo vescovo nella persona del fratello Dionisio; conclusasi nell'aprile del 1607 la guerra dell'interdetto, nella quale aveva esercitato una parte di notevole importanza[3], il Dolfin ritornò a Venezia[4] dove si occupò di opere pie e caritatevoli. Nel 1621 optò per il titolo di San Girolamo dei Croati e l'anno dopo per quello di San Carlo ai Catinari.

È sepolto nella chiesa di San Michele in Isola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mantese, 1974/1, p. 143
  2. ^ Guglielmo Berchet, Relazioni degli stati europei lette al Senato dagli ambasciatori Veneti nel secolo decimosettimo, Venezia, 1857, Vol. I, pag. 56
  3. ^ Mantese, 1974/1, pp. 153-54
  4. ^ Berchet. op. cit. pag. 57

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Per approfondire
  • Giuseppe de Novaes, Elementi della storia de'sommi pontefici da San Pietro, sino al Pio Papa VII, Roma, 1822
  • Archivio storico italiano, Firenze, 1842-1844
  • Paolo Paruta, Opere politiche di Paolo Paruta, Firenze, 1852
  • Eugenio Alberi, L'Italia nel secolo decimosesto, Firenze, 1858
  • Rinaldo Fulin, Riccardo Predelli, Archivio veneto, Venezia, 1966
  • Logan Pearsall Smith, The Life and Letters of Sir Henry Wotton, Clarendon Press, 1907
Predecessore Vescovo di Vicenza Successore BishopCoA PioM.svg
Michele Priuli 24 novembre 1603 - 1606 Dionisio Dolfin
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