Giovanni Corrao

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Giovanni Corrao (Palermo, 17 novembre 1822Palermo, 3 agosto 1863) è stato un militare e patriota italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di umili origini (era calafato, un operaio specializzato al porto di Palermo), fu sempre avverso ai Borbone, contro i quali organizzò diversi tentativi di cospirazione, e fu un protagonista della rivoluzione siciliana del 1848. Uno dei promotori della rivolta a Palermo, combatté col grado di capitano a Messina, e fu uno degli ultimi a combattere nel maggio 1849 con le truppe borboniche di Filangeri]].Messo prima al confino a Ustica dal 1852 in prigione a Messina, nel 1855 inviato in esilio e fu a Genova e a Torino, e nel 1858 strinse un forte rapporto di corrispondenza con Rosolino Pilo.

Il 1860[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rivolta della Gancia.

Nel marzo 1860 con Pilo organizzò una spedizione in Sicilia che ebbe il consenso di Crispi e la promessa di Garibaldi di intervenire in caso di successo. La notte tra il 9 e il 10 aprile 1860 i due sbarcarono a Messina a bordo della tartana viareggina Madonna del Soccorso capitanata da Raffaello Motto, e si recarono a Palermo, organizzando un migliaio di volontari che in quei giorni si scontrarono a Carini con le truppe borboniche, e in attesa del promesso arrivo di Giuseppe Garibaldi.

Con lo sbarco il 14 maggio dei Mille a Marsala, ricevette l'ordine da Garibaldi di effettuare una manovra diversiva con i suoi volontari, fu assalito il 21 maggio dalle truppe borboniche e Pilo cadde in combattimento nei pressi di San Martino delle Scale, e Corrao ritirò i restanti volontari a Montelepre. Il 27 attaccò Palermo dal lato opposto da quello delle truppe garibaldine. Nominato da Garibaldi colonnello dell'esercito meridionale il 17 luglio, condusse un reggimento nella battaglia di Milazzo combatté con i garibaldini per l'intera durata della campagna, e l'1 ottobre fu ferito gravemente sul Volturno.[1]. Fu nominato generale dallo stesso Garibaldi per sostituire il 29 ottobre Giuseppe La Masa al comando della Brigata Sicula.

Dopo l'unità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giornata dell'Aspromonte.

Dopo l'Unità d'Italia passò con il grado di colonnello nel Regio esercito, dal quale si dimise poco tempo dopo in coerenza con la sua avversione verso la politica del governo verso la Sicilia, seguendo nel 1862 con i suoi volontari siciliani Garibaldi in Aspromonte.[2].

Tornato successivamente a Palermo, mantenne in armi 400 dei suoi volontari, fino all'amnistia per i fatti di Aspromonte.

L'assassinio[modifica | modifica wikitesto]

Alla vigilia dell'anniversario dell'Aspromonte, venne assassinato il 3 agosto 1863 in un agguato alle porte di Palermo. Rimase coinvolto nella reazione antisabauda di quei giorni[3]. Il delitto è rimasto sempre impunito, ma negli atti di indagine venne usato per la prima volta nella storia del Regno d'Italia il termine mafia. È d'altra parte opinione diffusa che si fosse trattato di una delle prime stragi di stato, sulla base delle informazioni date a Carlo Trasselli, amico fedele di Corrao, da un'anziana donna che risiedeva a pochi metri dal luogo in cui fu ucciso Giovanni Corrao. Secondo Trasselli, la donna gli disse che negli ultimi giorni si aggiravano nella zona due carabinieri, i quali il giorno dell'uccisione di Corrao si erano vestiti da cacciatori, ma che lei era riuscita comunque a riconoscerli. Tuttavia, dopo che Trasselli ebbe comunicato alla magistratura le informazioni che aveva recuperato ed era riuscito a far aprire un processo, la donna cambiò residenza e negò ogni particolare di fronte al giudice (cosa che permette di ipotizzare che probabilmente non fu la mafia a uccidere Corrao, con cui si suppone fosse in buoni rapporti e con l'ausilio della quale stava organizzando un'insurrezione contro il neonato Regno d'Italia).

È seppellito nel chiostro della chiesa di San Domenico, a Palermo, dopo essere stato esposto per diversi anni nelle catacombe dei Cappuccini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Corrao in Dizionario Biografico – Treccani
  2. ^ Regione Siciliana
  3. ^ http://www.comune.palermo.it/archivio_biografico_comunale/schede/giovanni_corrao.htm

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Falzone,Il garibaldino Giovanni Corrao, 1940, L'Appello
  • Gaetano falzone, Giovanni Corrao e la sua brigata nella campagna del 1860, Roma, 1942
  • "Risorgimento e reliquie laiche: ecco gli eroi siciliani imbalsamati". Giornale di Sicilia, 19 agosto 2011.
  • Matteo Collura ,Qualcuno ha ucciso il generale ,2006 , Longanesi ISBN 8830422835
Controllo di autorità VIAF: (EN90348727 · SBN: IT\ICCU\SBNV\000446