Giovanni Cadonici

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Giovanni Cadonici (Venezia, 1705Cremona, 1784) è stato uno storico, scrittore ed ecclesiastico d'orientamento agostiniano e filogiansenista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ebbe origini modeste in Venezia, dove frequentò il seminario patriarcale. Ottenuto un primo impiego in qualità di precettore dei figli e dei nipoti della marchesa Soresina-Vidoni in area cremonese, continuò a dedicarsi allo studio della storia ecclesiastica, stabilendo una densa corrispondenza con Ludovico Antonio Muratori, Giovanni Lami ed altri intellettuali contemporanei. Notevole visibilità gli recò la pubblicazione delle Vindiciae augustinianae ab imputatione regni millenarii (difesa di Sant'Agostino dall'accusa di millenarismo, 1747), nonché, dopo prolungata instabilità economica, l'incarico di canonico della Cattedrale di Santa Maria Assunta a Cremona (1750) concessogli dal papa Benedetto XIV, cui le Vindiciae erano dedicate.

La pubblicazione dell'opera si rivolse a coloro che intendevano attribuire a sant'Agostino posizioni millenariste (una lettura particolarmente sostenuta dalla storiografia maurina). Nella famosa opera omnia, da essi pubblicata e precedente rispetto alle Vindiciae, si tornava infatti a evidenziare il millenarismo del salmo 259. Una disputa non nuova tornò ad alimentarsi aprendosi su più fronti, coinvolgendo il teologo francese Honoré Tournély ed il mondo gesuita, sebbene sia difficile ritenere accuse le varie interpretazioni.

Lo stesso vescovo di Ippona sostenne nel De Civitate Dei di avervi aderito in anni passati, tale pensiero sarebbe poi evoluto fino a mutarsi in un rifiuto. Ma Cadonici scese in campo per difendere il suo amato padre della Chiesa da ogni possibile ombra d'accusa, e benché il suo lavoro suscitasse fra le tante reazioni l'apprezzamento di Ludovico Antonio Muratori (che ne lodò l'uso sapiente delle fonti), è da sottolineare che lo studioso veneziano omise di riferire il succitato passo del Civitate Dei, sostendendo piuttosto la non autenticità del salmo.

In difesa di sant'Agostino[modifica | modifica wikitesto]

Alle forti critiche, provenienti principalmente dai membri della Compagnia di Gesù (tra cui Francesco Antonio Zaccaria, già in polemica circa la questione su un evento misterioso di una giovane cremonese vomitante sassi), seguirono altre opere aventi per tema sant'Agostino e le sue lezioni: i Dialoghi tre in difesa delle Vinidicie agostiniane (1753) in forma di commedia, ove non si mancò di attribuire ai padri gesuiti gli appellativi di ingrassati, inoperosi, lassisti (a Milano ne fu vietata la pubblicazione). La Dissertazione epistolare: se l'anima delle bestie possa dirsi spirituale e per legge ripararsi dalla onnipotenza di Dio nel fine de' tempi, secondo le Divine Scritture e le interpretazioni e le dottrine di sant'Agostino (1768); ed ancora, la Spiegazione del testo di sant'Agostino, "Ecclesiam Christi servituram fuisse sub regibus huius saeculi", e alle giornaliere preci pubbliche da istabilirsi nel rito romano per la salute e prosperità dei propri sovrani (1784).

Perfino nel saggio del 1760 Confutazione teologico-fisica del sistema di Guglielmo Derham inglese che vuole tutti i pianeti, da creature ragionevoli, come la Terra, abitati Cadonici si servirà di sant'Agostino per rispondere alle "stravaganze d'alcuni".

Espressamente concepita in opposizione alle degenerazioni del culto e della superstizione fu, come accennato, l'Informazione sopra il famoso ed agitato fenomeno della giovine cremonese vomitante sassi ed altri corpi strani (1749). Cadonici vi dichiarava quel fatto un'"impostura" e tornava a scontrarsi sia con il gesuita padre spirituale della giovane che con il medico Paolo Valcarenghi, il quale avvalorava il fenomeno con spiegazioni di dubbia scientificità.

Dalla fedeltà all'opposizione alla Chiesa romana[modifica | modifica wikitesto]

La fase storica in cui Cadonici si colloca assieme ai partecipanti alla questione del millenarismo non è priva di una più estesa tensione escatologica che legge nel presente o intravede nel prossimo futuro la fine del mondo, fenomeno peculiare delle fasi in cui si attuano ristrutturazioni socio-economiche ma anche del pensiero. Vale altresì la constatazione che l'onda lunga delle dispute attorno a sant'Agostino traeva linfa ancora dal rilancio dell'agostinismo e della letteratura patristica per mano della Riforma protestante.

Per l'intero corso della sua vita, Cadonici rimase uomo teso al mantenimento di una salda morale cristiana, riconosciutagli dagli stessi nemici intellettuali. Venne tuttavia meno la fedeltà e la fiducia nel centralismo della Chiesa di Roma. La scomparsa del pontefice Benedetto XIV, che gli concesse il premio del canonicato cremonese e l'invito a proseguire gli studi, condusse al soglio pontificio papa Clemente XIII, più rigido nei confronti sia degli agostiniani che dei gesuiti.

L'alta considerazione dei Padri della Chiesa, il lamentato declino dell'istituzione religiosa romana e l'eccesso di accuse ai sostenitori di S. Agostino, favorirono o rafforzarono il legame tra Cadonici ed i membri dell'intelletualità filogiansenista italiana (Giovanni Lami, Isidoro Bianchi, Giovan Gaetano Bottari, fondatore del circolo giansenista romano, il fondatore della Scuola dell'agostinismo ortodosso Enrico Noris e l'erudito moderato Ludovico Antonio Muratori). Per tutti questi motivi spiegò assai chiaramente di non voler esser considerato seguace di Giansenio o di Baio; piuttosto di Noris.

Il dispotismo ecclesiastico gli pare evidente con la pubblicazione della bolla In Coena Domini. Cadonici accrebbe la fiducia nei sovrani per il rinnovamento della Chiesa corrotta e decadente; sostenne tenacemente una riforma ecclesiastica in direzione episcopalista e gioì all'attuazione delle prime riforme in Lombardia concernenti gli accessi agli ordini religiosi, le loro proprietà, le rendite, i privilegi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Saggi e voci di dizionario dedicati a Giovanni Cadonici
  • E. COLOMBO, Agostino alla prova del ‘700: il pensiero di Giovanni Cadonici, “Nuova Rivista Storica”, LXXXVI (2002), fasc. III, pp. 623-652.
  • ID., Dai carteggi di Giovanni Cadonici, intellettuale settecentesco, “Archivio Storico Lombardo”, CXXVIII (2002), pp. 325-368.
  • ID., Dall'agostinismo al regalismo: evoluzione della fisionomia intellettuale e religiosa di Giovanni Cadonici, in Identité et appartenance dans l'histoire du christianisme, a cura di G.G. Merlo, F. Meyer, Ch. Sorrel, P. Vismara, Milano 2005, pp. 223-251.
  • S. TODI, Cartesianesimo e agostinismo nel primo Settecento lombardo: Giovanni Cadonici e il dibattito sull'anima delle bestie, in Descartes e l'eredità cartesiana nell'Europa sei-settecentesca. Atti del convegno "Cartesiana 2000", Cagliari, 30 novembre-2 dicembre 2000, a cura di M.T. Marcialis e M.T. Crasta, Lecce 2002, pp. 387 ssg.
  • V. LANCETTI, Cadonici Giovanni in Biografia Cremonese, Milano 1822, vol. III, pp. 23-24.
  • B. HEURTEBIZE, Cadonici Giovanni, Dictionaire de Théologie Catholique, vol. II, 2, Paris 1905, col. 1300.
  • G. PIGNATELLI, Cadonici Giovanni, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. XVI, Roma 1973, pp. 91-93.
  • V. ZOLLINI, Cadonici Giovanni, Enciclopedia Cattolica, vol. III, Firenze 1949, col. 271.
  • F. BONNIN AGUILÒ, San Agustin y la felicidad imperfecta, “Augustinus” 24 (1979), pp. 71-91.
Testi in cui viene citato Cadonici
  • R. BARBISOTTI, Una gazzetta settecentesca a Cremona, Milano 1971.
  • C. BELLÒ, Geremia Bonomelli, Cremona 1975.
  • E. BRAMBILLA, La medicina del Settecento: dal monopolio dogmatico alla professione scientifica, in Storia d'Italia, 7, Malattia e medicina a cura di F. della Peruta, Torino, 1984.
  • EAD., La fine dell'esorcismo: possessione, santità, isteria dall'età barocca all'illuminismo, "Quaderni storici", 112 (2003), pp. 117 ssg.
  • M. CAFFIERO, La nuova era. Miti e profezie dell'Italia in rivoluzione, Genova 1991.
  • C. CANTÙ, Eretici d'Italia, Torino 1865.
  • E. CODIGNOLA, Carteggi di giansenisti liguri, Firenze 1941-42.
  • ID., Illuministi, giansenisti e giacobini nell'Italia del Settecento, Firenze 1947.
  • A. C. JEMOLO, Il giansenismo in Italia prima della rivoluzione, Bari 1928.
  • B. MATTEUCCI, Scipione De' Ricci. Saggio storico-teologico sul giansenismo italiano, Brescia 1941.

G. PEREGO, Un ministero tutto spirituale, Milano 1997.

  • M. ROSA, Atteggiamenti culturali e religiosi di G. Lami nelle Novelle Letterarie, "Annali della Scuola Normale di Pisa", XXV (1956).
  • A. VECCHI, Correnti religiose nel Sei-Settecento veneto, Venezia-Roma 1962.
  • F. VENTURI, Settecento riformatore, vol. II, La chiesa e la repubblica dentro i loro limiti, Torino 1976.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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