Giovanni Bianchi (politico)

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Giovanni Bianchi

Presidente del
Partito Popolare Italiano
Durata mandato 1994 –
1997
Predecessore Rosa Russo Jervolino
Successore Gerardo Bianco

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XII, XIII, XIV
Gruppo
parlamentare
Margherita, DL-L'Ulivo
Circoscrizione III (Lombardia 1)
Collegio 21 - Sesto S. Giovanni
Incarichi parlamentari
  • XII
    • membro della IV commissione difesa (18 luglio 1995 - 8 maggio 1996)
    • membro della XII commissione affari sociali (25 maggio 1994 - 18 luglio 1995)
  • XIII
    • membro della III commissione permanente esteri (28 luglio 1998 - 29 maggio 2001)
    • membro della commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (15 luglio 1996 - 29 maggio 2001)
    • membro della supplente della delegazione parlamentare italiana all'Assemblea della Unione Europea Occidentale (13 gennaio 1999 - 29 maggio 2001)
  • XIV
    • segretario di presidenza (6 giugno 2001 - 27 aprile 2006)
    • membro della III commissione affari esteri e comunitari (21 giugno 2001 - 27 aprile 2006)
    • membro della sezione giurisdizionale dell'ufficio di presidenza (27 luglio 2001 - 27 aprile 2006)
    • membro del comitato di vigilanza sull'attività di documentazione (27 luglio 2001 - 27 aprile 2006)
    • membro del comitato per la realizzazione di un museo della rappresentanza nazionale (11 febbraio 2002 - 27 aprile 2006)
Sito istituzionale

Segretario della Camera dei Deputati
Durata mandato 11 giugno 2001 –
7 giugno 2006
Presidente Pier Ferdinando Casini

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione Docente

Giovanni Bianchi (Sesto San Giovanni, 19 agosto 1939) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Scienze politiche presso l'Università Cattolica di Milano, svolge attività di insegnante di filosofia e storia nei licei. Democratico d'ispirazione cristiana, si impegna in politica e nel sindacato. È consigliere comunale per la Democrazia Cristiana a Sesto San Giovanni[1] e si occupa dei problemi della scuola. Si impegna nelle ACLI e diviene dirigente del movimento prima a livello regionale poi a livello nazionale. È eletto presidente delle ACLI nel 1987 e mantiene la carica fino al 1994.[2]

Nel nuovo Partito Popolare Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la crisi del sistema dei partiti usciti dal dopoguerra a causa dei contraccolpi subiti per effetto dell'inchiesta e dei processi di Mani pulite, oltre che del dirompente processo per mafia a Giulio Andreotti, crisi che determinò anche la fine della storia della Democrazia Cristiana e il suo scioglimento, nel 1994 aderisce all'invito di Mino Martinazzoli di contribuire come esponente della società civile al rinnovamento della cultura democratico-cristiana nel nuovo Partito Popolare Italiano. Si dimette dalla presidenza delle Acli e alle elezioni politiche del 1994 si candida nelle liste del PPI.

Eletto deputato viene messo in campo dalla sinistra del PPI come candidato alla segreteria del partito in occasione del I congresso del luglio 1994 in alternativa alla candidatura di Rocco Buttiglione.[3] Al congresso presenta un programma di forte connotazione rifomista indicando per il PPI la strada dell'alternativa a Silvio Berlusconi con la possibilità di alleanze di centro-sinistra. Tuttavia nel corso dell'ultimo giorno di congresso, verificato che la sua candidatura non raccoglieva sufficienti consensi, viene sostituito da Nicola Mancino che comunque non riesce ad imporsi.

Il neosegretario del PPI Rocco Buttiglione lo propone come presidente del partito, carica che egli accetta e che svolge dall'estate 1994.

Lo scontro con Buttiglione: la scelta del centrosinistra[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera 1995 è in prima linea, in qualità di presidente del partito, nella disputa contro Buttiglione che schiera il PPI nel centro-destra con Silvio Berlusconi, senza consultare il Consiglio Nazionale. Bianchi guida la protesta interna insieme con Gerardo Bianco. La disputa porterà alla divisione del partito: la maggioranza di Bianchi e Bianco sceglie l'alleanza di centro-sinistra e mantiene il nome di PPI, la minoranza mantiene il simbolo dello scudo crociato, va col centro-destra e acquisisce il nome di Cristiani Democratici Uniti.

Nel 1995-1996 guida il partito con Gerardo Bianco conducendolo nell'alleanza dell'Ulivo col centro-sinistra. Alle elezioni politiche del 1996 viene rieletto deputato alla Camera nel collegio di Sesto San Giovanni. È relatore della legge per la cancellazione del debito estero dei paesi del Terzo Mondo.

Alle elezioni politiche del 2001 è ancora una volta eletto alla Camera, sempre nel collegio di Sesto, risultando uno dei pochissimi (4 in tutto) vincitori del centrosinistra nei collegi uninominali in Lombardia. Aderisce al gruppo della Margherita. Alle elezioni politiche del 2006 non è più ricandidato poiché supera il limite di 3 legislature in parlamento. Resta comunque esponente del partito di Francesco Rutelli.

È anche tra i fondatori e animatori dei "Circoli Dossetti".[4]

Attualmente è il commissario reggente del coordinamento cittadino di Sesto San Giovanni della Margherita.

Dal 24 novembre 2007 è segretario provinciale di Milano del Partito Democratico.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente delle ACLI Successore ACLI.gif
Domenico Rosati 1987-1994 Franco Passuello
Controllo di autorità VIAF: (EN115065805 · BNF: (FRcb14648670b (data)