Giovanni Battista Zannoni

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Giovanni Battista Zannoni (Firenze, 29 marzo 1774Firenze, 12 agosto 1832) è stato un presbitero, letterato e archeologo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La villa medicea di Castello, sede dell'Accademia della Crusca, in una stampa del 1744

Nato a Firenze nel 1774, allievo delle Scuole pie[1], ordinato sacerdote[2] e nominato abate, Giovanni Battista Zannoni fu esperto di lingua greca e latina. A queste competenze linguistiche aggiunse lo studio dell'ebraico[1][2]. Nel 1800, per la sua preparazione culturale, venne assunto in qualità di aiuto bibliotecario nella Magliabechiana di Firenze[2], destinata dopo la fusione con la Biblioteca Palatina a divenire Biblioteca Nazionale Centrale. Nominato "regio antiquario" della Galleria degli Uffizi, succedendo all'abate Luigi Lanzi che gli era stato maestro[2], si dedicò allo studio delle antichità del museo[1] che divennero argomento di alcune sue pubblicazioni.

Attivo anche nel campo degli studi filologici e segretario dell'Accademia della Crusca[1], Zannoni compose un'interessante storia della prestigiosa istituzione linguistica fiorentina, pubblicata postuma nel 1848 e poi ristampata in anni più recenti (1980)[3]. Sagace osservatore e studioso della lingua e dei modi di dire del popolino toscano[1], li rappresentò in un Saggio di scherzi comici, edito nel 1819. Le commedie, contenute nel saggio, Le gelosie della Crezia, La ragazza vana e civetta, La Crezia rincivilita, ritenute tra le più vivaci dei primi anni dell'Ottocento[1], suscitarono la riprovazione di chi riteneva poco dignitoso che un accademico della Crusca riportasse tali e quali le espressioni più vive e colorite della plebe. Tra i suoi critici ci fu il gesuita Antonio Bresciani[1], citato spesso come padre Bresciani, letterato ostile al liberalismo e al romanticismo ritenuti avversari del cattolicesimo e della morale[4]. In ambito antiquario, Zannoni pubblicò molti testi – specialmente sugli Etruschi – e curò l'edizione dell'opera in 5 volumi sulla Reale galleria di Firenze illustrata, nella quale descrisse i beni artistici conservati nel museo che gli era stato affidato[2].

Il 05 febbraio 1829 divenne Socio dell'Accademia delle Scienze di Torino. [5]

Morì nella città natale, a cinquantotto anni, nel 1832.

Opere pubblicate[modifica | modifica wikitesto]

  • Cicalata di Gio. Batista Zannoni in lode dell'asino, Firenze, nella Stamperia di Borgo Ognissanti, 1808.
  • Degli etruschi dissertazione dell'ab. Giovan Batista Zannoni sottobibliotecario della pubblica imperiale Libreria Magliabechiana, Firenze, appresso il Carli in Borgo ss. Apostoli, 1810.
  • Due urne della Real Galleria di Firenze illustrate dall'abate G. B. Zannoni antiquario di S. A. I. e R, Firenze, presso Giuseppe Molini e comp., 1818.
  • Tre lezioni di Gio. Batista Zannoni dette nell'Accademia della Crusca, Firenze, dalla stamperia Piatti, 1818.
  • Saggio di scherzi comici, Firenze, nella Stamperia del Giglio, 1819. Ristampa: Le ciane di Firenze. Saggio di scherzi comici, Firenze, G. Barbera, 1950.
  • Le statue della favola di Niobe della Imp. e R. Galleria di Firenze, Pisa, presso Niccolò Capurro, co' caratteri di F. Didot, 1821.
  • Io Baptistae Zannonii r. antiquatum interpretis in Museo Florentino Inscriptionum. Liber alter, Fiesole, Poligrafia Fiesolana, 1822.
  • Elogio dell'abate Luigi Lanzi scritto dall'ab. G. B. Zannoni regio antiquario nella I. e R. Galleria di Firenze, Firenze, dalla tipografia di Attilio Tofani, 1824.
  • Il tesoretto e Il favoletto di ser Brunetto Latini ridotti a miglior lezione col soccorso dei codici e illustrati dall'abate Gio. Batista Zannoni ..., Firenze, presso Giuseppe Molini all'insegna di Dante, 1824.
  • L'antico marmo scritto appartenente alla colonia di Pozzuoli nuovamente illustrato dall'ab. Gio. Batista Zannoni r. antiquario nella galleria di Firenze, Firenze, nella stamperia all'insegna di Dante, 1826.
  • Licurgo re di Tracia assalitore del tiaso di Bacco bassorilievo su d'un antico vaso di marmo appartenente a S.E. il signor principe Corsini e conservato nel suo palazzo di Firenze, Firenze, presso Leonardo Ciardetti, 1826.
  • Reale galleria di Firenze illustrata, 5 vvol. Firenze, presso Giuseppe Molini, 1817-1831.
  • Storia della Accademia della Crusca, Firenze, Tipografia del Giglio, 1848. Ristampa: Sala Bolognese, A. Forni, 1980.

Opere digitalizzate disponibili in rete[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Fonte: M Ferrigni in Enciclopedia Italiana, riferimenti in Bibliografia.
  2. ^ a b c d e Zannoni Giovan Battista, su Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 18 marzo 2018.
  3. ^ Storia della Accademia della Crusca, Sala Bolognese, A. Forni, 1980.
  4. ^ E. Bellorini, «Bresciani, Antonio» la voce nella Enciclopedia Italiana, vol. 7, 1930.
  5. ^ Giovanni Battista ZANNONI, su www.accademiadellescienze.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Ferrigni, ZANNONI, Giovanni Battista, in Enciclopedia Italiana, vol. 35, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.Modifica su Wikidata
  • Becchi F., Elogio del cav. Gio. Battista Zannoni, Firenze, coi tipi della Galileiana, 1838.
  • Ceccherelli E., Giovan Battista Zannoni con speciale riguardo ai suoi scherzi comici e al teatro vernacolo fiorentino, Firenze, Bemporad, 1915.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN19757602 · ISNI (EN0000 0000 8362 2438 · SBN IT\ICCU\RAVV\076749 · LCCN (ENn86095874 · GND (DE116964995 · BNF (FRcb12374701n (data) · BAV (EN495/103064 · CERL cnp01083126 · WorldCat Identities (ENlccn-n86095874
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