Giovanni Battista Imberti

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Giovanni Battista Imberti

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVI, XXVII, XXVIII
Circoscrizione Cuneo , Collegio unico Nazionale

Senatore del Regno d'Italia
Legislature dalla XXIX
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione dell'agricoltura (17 aprile 1939-28 gennaio 1940)
  • Membro della Commissione dell'economia corporativa e dell'autarchia (17 aprile 1939-5 agosto 1943)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Gruppo popolare poi Listone Unico Fascista

Giovanni Battista Imberti (Racconigi, 21 aprile 1880Racconigi, 29 maggio 1955) è stato un imprenditore e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Erede di una ricca famiglia di commercianti e banchieri, alla morte dello zio paterno, Giovanni Battista Imberti eredita la società bacologica omonima e quote della banca di famiglia. Inizia fin da giovane la carriera nel mondo sociale all'interno delle istituzioni della sua città natale, Racconigi. Dopo incarichi minori inizia l'ascesa politica ricoprendo numerosi incarichi tra cui ricordiamo: consigliere comunale di Racconigi (1910); consigliere provinciale di Cuneo (1914); commissario straordinario della Camera di commercio di Cuneo (1926-1927); podestà di Cuneo (24 aprile 1927- 19 marzo 1938); vicepresidente della Camera di commercio di Cuneo (1927-1938); commissario prefettizio di Racconigi (1930-1933).

Nel 1919 viene eletto deputato nel gruppo dell'onorevole Giolitti. Venne eletto per la prima volta senatore nel 1921 tra le file del Gruppo Popolare. Venne riconfermato nel 1924 nel collegio di Cuneo per il Partito Nazionale Fascista. Fu membro della commissione agricoltura e della commissione per l'autarchia.

L'Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo (ACGSF) lo dichiarò decaduto il 25 luglio 1945 in quanto "senatore nominato nel 1943; senatore nominato perché ex deputati o ex consiglieri nazionali eletti dopo il 1929".[1]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 30 dicembre 1915[2]
Cavaliere Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— 25 ottobre 1917[2]
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 29 dicembre 1918[2]
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— 7 luglio 1921[2]
immagine del nastrino non ancora presente Grande Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
— 28 ottobre 1937[2]
Cavaliere dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro
— 3 giugno 1920[2]
Cavaliere ufficiale dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere ufficiale dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro
— 15 gennaio 1931[2]
Commendatore dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro
— 6 aprile 1933[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sentenza ACGSF confermata da Sentenza di cassazione della decadenza (Sezz. Unite Civili-Cassazione) in data 8/07/1948
  2. ^ a b c d e f g h senato.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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