Giovanni Battista Amici

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Giovanni Battista Amici, ritratto di Michele Gordigiani, 1874. Museo Galileo, Firenze.

Giovanni Battista Amici (Modena, 25 marzo 1786Firenze, 10 aprile 1863) è stato un ingegnere, matematico e fisico italiano.

Targa a Giovan Batista Amici, palazzo Amici-Demidoff, Firenze

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi in ingegneria presso l'Università di Bologna nel 1807, dove era stato allievo del matematico Paolo Ruffini, Amici fu nominato professore di geometria e algebra presso il Liceo di Modena nel 1810. Cinque anni dopo, nel 1815, passò all'insegnamento universitario, incaricato dell'insegnamento della geometria, dell'algebra e della trigonometria sferica presso la Facoltà di filosofia dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

I suoi principali interessi furono l'ottica e l'astronomia, ma si occupò anche di scienze naturali. Dal 1825 si dedicò alla costruzione di strumenti ottici realizzando numerosi microscopi e telescopi di altissima qualità. Chiamato a Firenze dal granduca Leopoldo II, fu nominato direttore dell'osservatorio astronomico de La Specola come successore di Jean-Louis Pons.

Infine, nel 1859, nominato professore onorario di astronomia, gli fu affidato l'incarico delle osservazioni microscopiche nel Reale Museo di fisica e storia naturale di Firenze; collaborò anche con l'Officina ceroplastica fiorentina in qualità di microscopista[1].

Rimase a Firenze fino alla sua morte, nel 1863, quattro anni dopo aver lasciato l'incarico presso l'Osservatorio.

Ad Amici è intitolato il telescopio (ormai usato solo per divulgazione scientifica e didattica) presente presso l'Osservatorio di Arcetri a Firenze, un asteroide (3809 Amici) e il cratere lunare Amici della faccia nascosta della Luna.

La sua fama rimase però legata agli studi e alle invenzioni in campo ottico: a tal proposito si ricorda in particolare il prisma a visione diretta, che porta il suo nome. In microscopia inventò l'obiettivo a immersione omogenea. Queste innovazioni tecniche permisero di correggere l'aberrazione cromatica che provocava attorno agli oggetti la diffusione dei colori dell'iride segnando una tappa fondamentale per la biologia dell'Ottocento: il miglioramento della microscopia ottica permise infatti l'affermazione della teoria cellulare. In seguito a questi studi, inoltre, lo stesso Amici rivolse il suo interesse anche ai campi della botanica, della istologia e della patologia vegetale.

L'eredità di Amici[modifica | modifica wikitesto]

Parti del Telescopio Amici I. Museo Galileo, Firenze.
Telescopio di Amici assieme a telescopi del XVIII-XIX secolo. Museo Galileo, Firenze.

Alcuni dei numerosi strumenti ottici costruiti da Amici - oltre 300 solo i microscopi[2] - sono oggi conservati presso musei e fondazioni scientifiche italiane e straniere; in modo particolare un ricco nucleo di microscopi e telescopi è oggi visibile nelle sale del Museo Galileo, che conserva anche parte della sua biblioteca privata[3], arrivata per volontà degli eredi a partire dagli anni cinquanta del Novecento.

Il nucleo archivistico più consistente riconducibile ad Amici è invece oggi conservato presso la Biblioteca Estense di Modena[4].

Edizione nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 è stata avviata la pubblicazione dell'edizione nazionale delle opere di Giovanni Battista Amici, il cui piano prevede la pubblicazione di sei volumi: uno dedicato alle opere edite, uno ai documenti inediti, tre alla corrispondenza ed uno al catalogo fotografico degli strumenti.[5]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di San Giuseppe - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Giuseppe
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mauro Raffaelli (a cura di), Il museo di storia naturale dell'Università di Firenze, vol. 2, Firenze University Press, 2009, p. 24 e seg., ISBN 978-88-8453-955-7. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  2. ^ Giovanni Battista Amici, Il Libro de' conti del laboratorio di Giovanni Battista Amici, in Atti della Fondazione Giorgio Ronchi, vol. 46, nº 1, 2001, pp. 55-114.
  3. ^ Il Fondo Amici presso la biblioteca del Museo Galileo (PDF), su opac.museogalileo.it. Per un'analisi della biblioteca di Amici vedi Alberto Meschiari, La biblioteca di uno scienziato 'instrument maker': Giovanni Battista Amici (1786-1863), in Biblioteche filosofiche private in età moderna e contemporanea: atti del Convegno, Cagliari, 21-23 aprile 2009, Firenze, Le Lettere, 2010, pp. 213-224.
  4. ^ Alberto Meschiari, Le carte del Fondo Giovanni Battista Amici e della Raccolta Amici Grossi nella Biblioteca Estense di Modena, in Nuncius, vol. 16, nº 1, 2001, pp. 237-300.
  5. ^ Giovanni Battista Amici, Edizione nazionale delle opere e della corrispondenza di Giovanni Battista Amici, a cura di Alberto Meschiari, Napoli, Bibliopolis, poi Fondazione Giorgio Ronchi, 2006-.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gino Tarozzi (a cura di), La scienza degli strumenti: Giovanni Battista Amici ottico, astronomo e naturalista, Modena, Accademia Nazionale di scienze lettere e arti, 1989.
  • Pericle di Pietro, Bibliografia degli scritti di Giovanni Battista Amici, in Atti e memorie dell'Accademia nazionale di scienze, lettere e arti di Modena, vol. 10, 1992/93, pp. 95-116.
  • Alberto meschiari (ed.), Registro dei visitatori dello studio di Giovanni Battista Amici dal giugno 1818 al gennaio 1884 e taccuini, in Atti della Fondazione Giorgio Ronchi, vol. 56, nº 3, 2001, pp. 445-486.
  • Alberto Meschiari, The microscopes of Giovanni Battista Amici, Firenze, Tassinari, 2003, ISBN 88-88649-09-3.
  • Giovanni Battista Amici, Il Libro de' conti del laboratorio di Giovanni Battista Amici e altri documenti inediti, Firenze, Tassinari, 2003, ISBN 88-87057-15-X.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Amici è l'abbreviazione standard utilizzata per le piante descritte da Giovanni Battista Amici.
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