Giovanni Barbareschi

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Giovanni Barbareschi (Milano, 11 febbraio 1922[1]) è un presbitero, partigiano e antifascista italiano, prete delle Brigate Fiamme Verdi, Giusto tra le nazioni e medaglia d'argento della resistenza.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'8 settembre 1943, assieme a Teresio Olivelli, Carlo Bianchi, David Maria Turoldo, Mario Apollonio, Dino Del Bo, partecipa agli incontri che porteranno alla fondazione del giornale Il Ribelle. Il giornale delle Brigate Fiamme Verdi esce quando può per 26 numeri, facendo correre ai suoi sostenitori grandi rischi sia per stamparlo sia poi per distribuirlo: infatti uno dei tipografi, Franco Rovida, e lo stesso Teresio Olivelli finiranno la loro esistenza in un campo di concentramento. Oltre a questa attività si impegna con le Aquile randagie e l'O.S.C.A.R. con il compito di portare in salvo, in Svizzera, ebrei, militari alleati e ricercati politici.

Il 10 agosto 1944 va dal Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, pregandolo di andare ad impartire la benedizione ai partigiani uccisi in piazzale Loreto, ma il Cardinale gli ordina di andare lui stesso[2], benché ancora Diacono. Tre giorni dopo (13 agosto) viene ordinato sacerdote dal cardinale Schuster e celebra la sua prima messa il 15 agosto; la notte stessa viene arrestato dalle SS, mentre si sta preparando per accompagnare in Svizzera degli ebrei fuggitivi.[3] Resta in prigione fino a quando il cardinale non ne ottiene la liberazione, e quando in seguito si presenta a lui, il cardinale si inginocchia e gli dice:

« Così la Chiesa primitiva onorava i suoi martiri. Ti hanno fatto molto male gli Alemanni?[4] »

Passa qualche giorno e don Barbareschi parte per la Valcamonica, dove si aggrega alle Brigate Fiamme Verdi e diventa cappellano dei partigiani. Dopo essere stato arrestato viene portato nel campo di concentramento di Gries vicino a Bolzano, da dove riesce a fuggire prima di essere trasferito in Germania; ritornato a Milano diventa il "corriere di fiducia" tra il comando alleato ed il comando Tedesco durante le trattative per risparmiare da rappresaglie le infrastrutture milanesi. Dal 25 aprile 1945, su mandato del cardinale Schuster, si adopera per evitare rappresaglie contro i vinti e con l'avallo dei comandi partigiani e alleati opera per salvare il maresciallo Koch, il generale Wolff e il colonnello Dollmann (il quale il 4 marzo 1948 gli offrirà il suo diario personale come ringraziamento per avergli salvato la vita[5]).

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Ritorna all'attività pastorale e all'insegnamento, è assistente della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) nella Diocesi di Milano, è tra i fondatori della Fondazione Giuseppe Lazzati e fa parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Monsignor Andrea Ghetti-Baden. Grande amico di don Carlo Gnocchi, lo aiuterà nella sua opera e diventerà il suo curatore testamentario; lo aveva conosciuto il 17 marzo 1943, alla stazione di Udine, mentre rientrava in Italia con gli alpini reduci dal fronte russo. Attualmente impegnato in modo attivo perché non si dimentichi cosa hanno significato gli anni della resistenza in Italia, risiede a Milano.[6]

Ultima intervista al cardinale Martini[modifica | modifica wikitesto]

Il Corriere della Sera.it, edizione del 9 ottobre 2012, ha reso pubblico un video, del 24 luglio 2012, nel quale don Giovanni Barbareschi intervistava il cardinale Carlo Maria Martini, per la ricorrenza del 50º anniversario dall'apertura del Concilio Vaticano II. Il presule nell'occasione, tra l'altro, ebbe a dire: "Mi pare che don Barbareschi che stimo e apprezzo da tanti anni come patriarca sia in diocesi rappresentante della tradizione e questa sia un'occasione per rendergli omaggio. Grazie. La ringrazio anch'io sono felice di incontrarla qui".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'Argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al valor militare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il fondatore dell'OSCAR
  2. ^ Intervista a don Barbareschi in: Bruno Testori, Un giorno in più del fascismo - La resistenza delle Aquile Randagie, Rai Storia, 2015. URL consultato il 18 febbraio 2017.
  3. ^ Rete Civica - Scheda - visto 13 febbraio 2009.
  4. ^ Racconto di don Barbareschi, Speciale TG1 del 14 ottobre 2012
  5. ^ Chiesa di Milano - visto 13 febbraio 2009
  6. ^ ANPI - scheda Convegno su Fossoli - visto 13 febbraio 2009
  7. ^ Da Ambrosianeum: 7.12.2011 RIBELLE PER AMORE, ambrosianeum.org. URL consultato l'11-10-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]