Giovanni Antonio Campano

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Giovanni Antonio Campano
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo di Crotone (1462-1463)
Vescovo di Teramo (1463-1477)
Nato 27 febbraio 1429 a Cavelle
Nominato vescovo 20 ottobre 1462
Deceduto 15 luglio 1477 a Siena

Giovanni Antonio Campano[1], noto anche con lo pseudonimo di Campanus (Cavelle, 27 febbraio 1429[2][3]Siena, 15 luglio 1477[2]), è stato un umanista e vescovo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu un protégé del cardinale Bessarione, fece parte della corte di papa Pio II, di cui scrisse l'orazione funebre,[4] e in seguito una biografia, lusinghiera ma piena anche di ricordi personali, scritta verso il 1470-77. Campanus fu famoso per le sue orazioni, poemi e lettere in latino. Fu membro dell'accademia di Bessarione, e partecipò anche al circolo romano di Pomponio Leto. Dopo la morte del papa nel 1464, di cui scrisse una Vita a partire dal 1470, Campano insegnò alla Accademia fiorentina. Campano era noto per la sua produzione poetica latina. L'epigramma in quattro linee su di una ninfa dormiente Huius nympha loci..., fu creduto essere di origine romana[5] fino a che fu identificato come un prodotto dell'umanesimo rinascimentale da Theodore Mommsen, che lo identificò come opera di Campano da una nota in un manoscritto nella Biblioteca Riccardiana di Firenze.[6] Scrisse in latino una vita del condottiero Braccio da Montone[7].

Giovanni Battista Campano era nato a Cavelli, vicino a Galluccio, nell'attuale provincia di Caserta, da una famiglia di condizioni particolarmente modeste, durante la guerra tra Angioini e Aragonesi per il possesso del regno di Napoli. Lavorò per sei anni come tutore del figlio del nobile Carlo Pandoni. Nel 1452 si recò a Perugia, sotto la tutela dei Baglioni,[8] e alla sua conoscenza del latino aggiunse quella del greco che imparò sotto la guida di Demetrius Chalcondyles[9]. Avendo fatto parte dell'ambasciata di lealtà inviata dai perugini a papa Callisto III nel 1455, al suo ritorno fu chiamato alla cattedra di retorica all'Università di Perugia, il 16 novembre 1455.[10]

All'elevazione di Enea Silvio Piccolomini al soglio papale come Pio II nell'agosto del 1458, Campano fece nuovamente parte della delegazione di Perugia. Il cardinale Giacomo Ammannati lo presentò a Pio II, un apprezzato umanista, che lo nominò vescovo di Crotone in Calabria, il 20 ottobre 1462, il primo di una serie di incarichi vescovili che portarono Campano a essere vescovo di Teramo (23 maggio 1463). A Roma Campano divenne segretario del cardinale Alessandro Oliva. Dopo la morte di Oliva nel 1463, Campano entrò nella familia del nipote del papa, Francesco Todeschini Piccolomini (che in seguito fu per breve tempo papa come Pio III), che accompagnò in Germania nel 1471[9]. Dopo la morte di Pio II, i rapporti con Paolo II deteriorarono ma evitò la persecuzione degli umanisti del 1468. Il 7 marzo del 1469, durante la ricorrenza di san Tommaso, Campano scrisse l'encomio annuale in onore del "doctor angelicus" per lo studium generale di Santa Maria sopra Minerva, la futura Pontificia università "San Tommaso d'Aquino", Angelicum.[11]

Sotto Sisto IV fu nominato governatore di Todi (1472) e Città di Castello (1474), ma il paragone che fece delle attività militari papali con quelle dei Turchi in un'aspra lettera rivolta a papa Sisto IV, lo mise in disgrazia definitivamente.[10] Morì a Siena e fu sepolto nel Duomo.

Una Opera Campani Omnia curata da Michele Ferno, pubblicata a Roma, contiene un a biografia introduttiva[12]. Una seconda edizione fu pubblicata a Venezia nel 1495.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Assunse il cognome di Campano in quanto nativo della Campania.
  2. ^ a b DBI
  3. ^ La data di nascita è annotata con un punto interrogativo da Thomas Brian Deutscher, Contemporaries of Erasmus: A Biographical Register of the Renaissance and ... (University of Toronto Press) 2003
  4. ^ Vincenza Petrucci, "L'Orazione funebre per Pio II composta da Giovanni Antonio Campano"
  5. ^ Fu pubblicato nel Corpus Inscriptionum Latinarum VI.5.3e.
  6. ^ Elisabeth B. MacDougall, "The Sleeping Nymph: Origins of a Humanist Fountain Type" The Art Bulletin 57.3 (settembre 1975:357-365) p. 357f.
  7. ^ Tradotto in italiano, Venezia, 1572.
  8. ^ La sua De ingratitudine fugienda fu deducata a Pandolfo Baglioni (in Opera).
  9. ^ a b Deutscher 2003.
  10. ^ a b Frank Rutger Hausmann, Campano, Giovanni Antonio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 17, Treccani, 1974. URL consultato il 5 marzo 2017.
  11. ^ http://www.academia.edu/7428931/I_panegirici_in_onore_di_s._Tommaso_d_Aquino_alla_Minerva_nel_XV_secolo_Memorie_Domenicane_N.S._30_1999_pp._19-146_recensito_su_Medioevo_latino_XXII_2001_n._4538_ Visitato il 31 dic. 2014
  12. ^ Alan Coates, A Catalogue of Books Printed in the Fifteenth Century Now in the Bodleian .. (Oxford, 2005) cat. no. C-036, Opera)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. di Bernardo, Un vescovo umanista alla corte ponteficia: Giannantonio Campani (1429-1477), Roma, 1975.
  • M.E. Cosenza (a cura di), Biographical and Bibliographical Dictionary of the Italian Humanists and of the World of Classical Scholarship, 2. ed., Boston, 1962-67.
  • Frank-Rutger Hausmann, Giovanni Antonio Campano, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 17, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1974.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) David Cheney, Giovanni Campani, su Catholic-Hierarchy.org.
  • Frank Rutger Hausmann, Campano, Giovanni Antonio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 17, Treccani, 1974. URL consultato il 5 marzo 2017.
Predecessore Vescovo di Crotone Successore BishopCoA PioM.svg
Guglielmo de Franciscis 20 ottobre 1462 - 23 maggio 1463 Martino
Predecessore Vescovo di Teramo Successore BishopCoA PioM.svg
Antonio Fatati 23 maggio 1463 - 15 luglio 1477 Francesco Pietro Luca di Gerona
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