Giovanni Alasia

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Giovanni Alasia
Giovanni Alasia IX Legislatura.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature IX Legislatura
Gruppo
parlamentare
Partito Comunista Italiano
Circoscrizione Piemonte 1
Collegio Torino
Incarichi parlamentari
Membro Commissione XII Industria e Commercio
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
Professione impiegato

Giovanni Alasia detto Gianni (Torino, 7 febbraio 1927Torino, 1º luglio 2015) è stato un sindacalista e politico italiano. È stato una personalità di spicco della CGIL torinese ed esponente del PCI. È tra i deputati della IX legislatura della Repubblica Italiana ed è tra i fondatori di Rifondazione Comunista. È stato dirigente di spicco di Rifondazione Comunista fino alla data della sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fin da giovanissimo impegnato nella militanza partigiana, aderì alle Brigate Matteotti divisione Bruno Buozzi, che presero parte alla liberazione di Torino. È proprio in questa fase della sua vita che entra a far parte del PSI nella minoranza interna che si opponeva all'adesione ai governi di centro-sinistra e al rapporto privilegiato con la DC.

Nel 1950 si sposa con Pierina Baima, scomparsa il 15 agosto 2009.

Tuttavia l'esperienza più importante della sua vita politico-sindacale si svolge dal 1959 al 1974, anni in cui ricopre l'incarico di Segretario della Camera del Lavoro di Torino (cioè la sezione provinciale della CGIL).

Nel 1964 è tra i fondatori del PSIUP assieme a Vittorio Foa e a personaggi come Lucio Libertini, Tullio Vecchietti, Andrea Margheri, Dario Valori, Vincenzo Gatto e Andrea Filippa.

Allo scioglimento del PSIUP, avvenuto nel 1972, sceglierà di entrare a far parte del PCI per il quale ricoprirà numerosi incarichi istituzionali: a Torino verrà eletto consigliere provinciale (1956 - 1960) e consigliere comunale (1960 - 1964); dal 1972 al 1974 verrà nominato consigliere del Comitato Economico Sociale della Comunità Europea in quota CGIL. Dal 1976 al 1980 ricoprirà l'incarico di Assessore al Lavoro e all'Industria della Regione Piemonte. Nel 1983 viene eletto alla Camera dei deputati e manterrà tale incarico fino alla fine della legislatura, nel 1987.

Nel 1991, in seguito al XX congresso del PCI che sancì la cosiddetta "svolta della Bolognina" e la nascita del PDS, è tra i fondatori, assieme ad Armando Cossutta, Sergio Garavini, Lucio Libertini e tanti altri del MRC Movimento per la Rifondazione Comunista, dal quale prenderà vita nel 1992 l'omonimo partito. Egli sarà il primo e unico coordinatore della federazione di Torino del movimento (l'anno successivo si costituì il partito e segretario della federazione di Torino divenne Marco Rizzo). Per diversi anni lavora presso il Comitato Regionale del Piemonte di Rifondazione Comunista.

È stato candidato per Rifondazione Comunista alla presidenza della Regione Piemonte nelle elezioni regionali del 1995 raggiungendo la percentuale del 9,3%.

Nel mese di maggio 2015 ha ricevuto, assieme ad altri 7 partigiani ex consiglieri comunali, il Sigillo Civico, la più alta onorificenza del Comune di Torino.

Principali pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Alasia, Socialisti, centro sinistra, lotte operaie: nei documenti torinesi inediti degli anni '50 –'60, editore Cooperativa di cultura Lorenzo Milani, Torino, 1984
  • Gianni Alasia, Le ville dei pescicani, editore Cooperativa di cultura Lorenzo Milani, Torino, 1990; con introduzione di Bianca Guidetti Serra
  • Gianni Alasia, Partito amato, amaro partito, Edizioni Emmelibri, Novara, 1999; con prefazione di Fausto Bertinotti
  • Gianni Alasia, Il fascino discreto della classe operaia. Anni 1960-1970 le lotte per le riforme, Edizioni Emmelibri, Novara, 2000; con prefazione di Vittorio Rieser
  • Gianni Alasia, Il caso della Venchi Unica: un patrimonio dilapidato, Edizioni Emmelibri, Novara, 2001; con prefazione di Rocco Papandrea
  • Gianni Alasia, Nostra Spagna, Edizioni Emmelibri, Novara, 2002; con prefazione di Rocco Papandrea
  • Gianni Alasia, Nelle verdi vallate dei tassi: la liberta!, Edizioni Visual Grafika, Torino, 2008;

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]