Giovanna Bianchi Clerici

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Giovanna Bianchi Clerici
Giovanna Bianchi Clerici.jpg
Giovanna Bianchi Clerici nel 2011

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIII e XIV
Gruppo
parlamentare
Lega Nord Padania
Coalizione PdL-LN-MpA
Circoscrizione IV (Lombardia 2)
Collegio Gallarate
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Lega Nord
Titolo di studio Laurea in lingue e civiltà orientali
Professione giornalista

Giovanna Bianchi Clerici (Busto Arsizio, 26 agosto 1958) è una giornalista e politica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanna Bianchi Clerici nel 1996

Giovanna Bianchi Clerici è nata a Busto Arsizio (Varese), il 26 agosto 1958. Laureata in lingue e letterature orientali (con specializzazione nella lingua giapponese, è stata ricercatrice e titolare di borsa di studio in letteratura contemporanea giapponese presso l'università Seikei Daigaku di Tokyo negli anni dal 1984 al 1986. È iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 1992.

La sua carriera politica è iniziata nel 1993, ricoprendo per tre anni la carica di vicepresidente e assessore alla cultura nella Provincia di Varese. In seguito ha avuto importanti incarichi culturali a livello italiano e internazionale[1], è stata membro della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati e della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, e poi di diverse altre commissioni nella XIII e XIV legislatura.

È stata nel consiglio di amministrazione della RAI dal 2005 al 2012, all'epoca dei governi Berlusconi III e Berlusconi IV.

Il 12 settembre 2012 la Corte dei Conti ha condannato Giovanna Bianchi Clerici e altre 15 persone (incluso il ministro Domenico Siniscalco) per danno erariale conseguente alla nomina, giudicata illecita e illegittima,[2] di Alfredo Meocci quale direttore generale della Rai.[3][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S.Damiani.
  2. ^ Giovanna Bianchi Clerici: la candidata leghista per la RAI e quella condanna per danno erariale, in neXt quotidiano, 24 luglio 2018.
  3. ^ Carlo Tecce e Lorenzo Vendemiale, La “soldatessa” del Carroccio con una condanna alle spalle, in Il Fatto Quotidiano, 24 luglio 2018.
  4. ^ Loris Mazzetti, Il libro nero della Rai, BUR-Rizzoli, 2013, p. 173, ISBN 9788858652879.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]