Giovan Giorgio Cesarini

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Giovan Giorgio Cesarini (Roma, 1549Roma, 1585) è stato un collezionista d'arte italiano, secondo Marchese di Civitanova Marche e Signore di Montecosaro, Genzano, Civita Lanivia e Ardea.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente al Casato Romano dei Cesarini, era figlio di Giuliano Cesarini, I Marchese di Civitanova Marche e di Giulia Colonna[1], figlia del condottiero Prospero Colonna.

A partire dal 1565, successe al padre come Gonfaloniere del Popolo Romano.

Nel 1570 sposò l'ereditiera Clelia Farnese, figlia naturale del "gran cardinale" Alessandro Farnese, col quale Giovan Giorgio condivideva la passione per le antichità: la ragazza era giudicata "la più bella dama romana"[2] e portò una ricca dote che permise di rimpinguare le dissestate finanze dei Cesarini[3]. Cesarini fu un marito molto accomodante: Clelia fu l'amante del cardinale e futuro granduca di Toscana Ferdinando I de' Medici[3].

Giovan Giorgio fu il primo della famiglia Cesarini ad aver istituito nel 1585 una primogenitura in famiglia in favore dell'unico figlio maschio, Giuliano. Lo stesso anno Giovan Giorgio morì e il pontefice Sisto V, a cui aveva raccomandato il proprio figlio Giuliano, eresse in ducato il feudo di Civitanova e il marchesato il feudo di Civita Lavinia.

Gran parte della sua collezione fu acquistata dal cardinale Odoardo Farnese al prezzo di 5.000 scudi e tra i pezzi risaltano 17 teste di filosofi e la famosa statua di "Venere Callipigia" oggi al Museo archeologico nazionale di Napoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lorenzo Di Lenardo, «MAURO (Giovanni Mauro) d'Arcano». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 72, Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 2008
  2. ^ Citato in: Alberto Galieti, «La fine romanzesca della nobile famiglia Cesarini», La Rassegna nazionale, Ottobre 1939, p. 6
  3. ^ a b Roberto Zapperi, «FARNESE, Clelia». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XLV, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1995

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]