Giovan Francesco Buonamici

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Giovan Francesco Buonamici, talvolta indicato come Gian Francesco (Rimini, 1692Rimini, 1759), è stato un architetto e pittore italiano.

Tra i suoi progetti più noti vi è il duomo di Ravenna.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Bernardino a Rimini. Ultimo progetto del Buonamici, morto di lì a poco, ne ospita le spoglie[1]

Buonamici fu inizialmente attivo come pittore, collaborando assieme al fratello Gaetano[2]. Fu poi allievo di Carlo Cignani[3]. Si dedicò alla pittura fino agli anni trenta del Settecento. L'unica sua opera pittorica sopravvissuta, di influsso tiepolesco, è La Consacrazione di mons. Maffeo Nicolò Farsetti (1723), conservata nel Palazzo arcivescovile di Ravenna[2][3]. Fu proprio a Ravenna e sotto la protezione dell'arcivescovo Maffeo Nicolò Farsetti che il Buonamici iniziò l'attività di architetto. Il suo primo progetto fu la decorazione barocca della cappella del Sancta Sanctorum nella basilica di San Vitale, decorazione rimossa nel corso dei lavori di restauro del 1904[3]. In seguito mons. Farsetti affidò al Buonamici l'incarico di progettare il nuovo duomo di Ravenna. Buonamici riprese un progetto di Giuseppe Sardi, a sua volta ispirato, per volonta dell'arcivescovo, alla romana chiesa di Sant'Ignazio di Loyola[4]. La costruzione del nuovo edificio iniziò nel 1734, dopo la demolizione della precedente basilica Ursiana. All'inizio degli anni quaranta fu attivo a Fano, dove progetterà la torre comunale (1740) e l'eremo di Monte Giove (1741). In seguito progettò la chiesa di Sant'Eufemia (1742) e la chiesa di Santa Giustina (1747) entrambe a Ravenna, e la chiesa collegiata della Beata Vergine del Rosario a Santarcangelo di Romagna (1744)[4].

L'ultima sua opera fu il rifacimento della chiesa di San Bernardino, danneggiata dal terremoto del 1672. Morto nello stesso anno, è sepolto sotto all'altare maggiore della chiesa di San Bernardino[1].

Attività nel riminese[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo storico Luigi Tonini, al Buonamici si devono diverse opere nella città di Rimini:

Fonte di dibattito è la paternità del progetto della Chiesa del Suffragio (1719). Tradizionalmente attribuita al Buonamici o al conte Francesco Garampi[4][10], quest'ultimo deceduto nel 1714. Secondo altri il progetto sarebbe da attribuire ad Alfonso Torreggiani, che tra il 1746 e il 1755 progettò il collegio annesso alla chiesa[11].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Per il progetto del duomo di Ravenna fu insignito dall'arcivescovo Farsetti del titolo di cavaliere dell'Ordine dello speron d'oro[2]. Nel 1746 fu nominato accademico d'onore all'Accademia Clementina[2].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dello Speron d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dello Speron d'oro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Tonini 1864, p. 55
  2. ^ a b c d Federica Murra, Giovan Francesco Buonamici Architetto Riminese del 700, su prog-res.it. URL consultato il 23 settembre 2016.
  3. ^ a b c Giovan Francesco Buonamici, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  4. ^ a b c Giovan Francesco Buonamici, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  5. ^ Tonini 1864, p. 37
  6. ^ Tonini 1864, p. 45
  7. ^ Tonini 1864, p. 53
  8. ^ Tonini 1864, p. 57
  9. ^ Tonini 1864, p. 42
  10. ^ Tonini 1864, p. 23
  11. ^ Luca Barducci, Tre Gesuiti a Santa Innocenza, su riminisparita.info, 4 ottobre 2012. URL consultato il 23 settembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Tonini, Guida del forestiere nella città di Rimini del bibliotecario dottor Luigi Tonini, Tipografia Malvolti ed Ercolani, 1864.
  • Gianfrancesco Buonamici, "Delle cose notabili d'Arimino", Edizione critica e note di Patrizia Alunni, Fotografie di Gilberto Urbinati, Edizioni NFC Rimini 2016
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