Giovan Battista Rossi

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Giovan Battista Rossi (Noale, 23 dicembre 1737Treviso, 5 aprile 1826) è stato un presbitero italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Affidatogli inizialmente l'incarico di segretario del vescovo Giovanni Francesco Mora ad Adria, fu in seguito nominato Cancelliere di Curia a Treviso. Collaborò con il vescovo Bernardino Marini in epoca napoleonica nel non riconoscere validità canonica, nella diocesi di Treviso, alle decisioni delle autorità civili sui sacerdoti.[1] Durante i circa cinquant'anni di cancelleria fu anche parroco presso le chiese di San Vito e (successivamente) di Santo Stefano. Nei primissimi anni del XIX secolo venne inserito come canonico nel Capitolo del Duomo di Treviso, del quale fu vicario dal 1803 e decano dal 1809.

Dal 1816 al 1823 fu vicario capitolare,[2] carica che, durante la sede vacante lo portò a reggere per 8 anni il governo della diocesi di Treviso durante i delicati anni della Restaurazione e che gli aveva fatto assumere molte attribuzioni che spettavano al vescovo, compresa quella di emanare lettere pastorali, tra le quali una in cui, in sintonia con quelle dei vescovi veneti, prese dura posizione contro i carbonari, seguendo le direttive delle autorità civili austriache.[3] Gli atti del governo della diocesi da parte del canonico Giovan Battista Rossi sono reperibili tramite Siousa.[4][5][6]

Fu inoltre direttore della Biblioteca Capitolare di Treviso dopo la morte del predecessore, Rambaldo degli Azzoni Avogaro-[7][8]

Nel 1810 cedette al comune di Treviso la propria raccolta libraria personale[9][10], costituita soprattutto da manoscritti e volumi antichi da lui acquisiti in seguito alle soppressioni monastiche di età napoleonica. Si tratta di circa 10.000 volumi, 177 manoscritti e 400 incunaboli.[11][12] La collezione rappresenta tuttora uno dei fondi più cospicui e preziosi della Biblioteca comunale di Treviso, della quale egli fu, negli ultimi anni di vita, prefetto[13] (e di fatto fondatore).

Membro e segretario dell'Ateneo di Treviso (istituito da Napoleone nel 1810[14]), pubblicò negli atti del 1817 il saggio Sulla dedizione di Treviso al Governo della Repubblica Veneta[15]. Definito "uomo di molta erudizione" e "il nestore della trivigiana letteratura".

Il comune di Noale gli ha dedicato una via.[16]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia ecclesiastica
  2. ^ Luigi Pesce, La visita pastorale di Giuseppe Grasser nella diocesi di Treviso (1826-1827), Ed. di Storia e Letteratura, 1969, p. XXII.
  3. ^ Lettere pastorali e circolari dei vescovi delle provincie venete intorno ai carbonari. La pastorale ha come data il 4 settembre e precede di più di un mese l'arresto a Milano di Silvio Pellico.
  4. ^ Beni culturali 1816-19
  5. ^ beni culturali anni 1819-20
  6. ^ beni culturali anni 1821-22
  7. ^ Biblioteca del capitolo, su www3.diocesitv.it. URL consultato il 20 febbraio 2018.
  8. ^ Critica d'arte
  9. ^ Biblioteca Borgo Cavour, su bibliotecatreviso.it, 30 giugno 2006. URL consultato il 20 febbraio 2018.
  10. ^ Storia della Biblioteca e sale antiche, su progettoterze.fondazionecollegiopiox.org. URL consultato il 20 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2018).
  11. ^ Biblioteca comunale - Treviso, su nuovabibliotecamanoscritta.it. URL consultato il 20 febbraio 2018.
  12. ^ Progetto terze fondazioni collegio pio X, su progettoterze.fondazionecollegiopiox.org. URL consultato il 20 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2018).
  13. ^ Almanacco Della Regia Città, E Provincia Di Treviso: per l'anno 1823, vol. 2, Venezia, Tipi di Giuseppe Molinari, p. 44.
  14. ^ Giuliano Simionato, ATTI E MEMORIE DELL’ATENEO DI TREVISO (PDF), Treviso, Ateneo di Treviso, 2012.
  15. ^ Memorie scientifiche e letterarie dell'Ateneo di Treviso, vol. 1, Treviso, Tipografia provinciale di Francesco Andreola, 1817, p. 97.
  16. ^ tuttocittà

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Mutton, Una figura di bibliotecario del XIX secolo, Venezia, 1995-1996
  • Claudia Favaron, Luogo della memoria locale o public library?, Venezia, 2005
  • Angelo Campagner, Cronaca capitolare: i canonici della Cattedrale di Treviso, Vedelago, 1992