Giorgio Lago

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Giorgio Lago (Vazzola, 1º settembre 1937Castelfranco Veneto, 13 marzo 2005) è stato un giornalista italiano, molto noto nel Nord-Est d'Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un segretario comunale, inizia la carriera giornalistica nel 1963 a Milano al giornale sportivo Supersport diretto da Gianni Reif per poi passare alla redazione milanese di Tuttosport.

Era la Milano del boom e il terrorismo non si era ancora nato. Milano nel ’63 è la capitale mondiale del calcio. Il Milan del “Paron” Rocco a maggio vince la Coppa dei Campioni e la leggendaria Inter del “Mago” Herrera il primo scudetto. Lago in pochi mesi si trova a San Siro al fianco di mostri sacri come Gianni Brera a scrivere delle imprese di Corso e Rivera, di Facchetti e Altafini, di Picchi e Trapattoni, di Prati e Mazzola. Dal ’63 al ’68 Lago vive l’ epoca d’ oro della Milano calcistica da protagonista. http://www.corriere.it/sette/13_maggio_07/2013-19-fiumi-mago-paron_461540e2-b72c-11e2-8651-352f50bc2572.shtml

Nel 1968 ritorna in Veneto, sua regione natale. Assunto nella redazione sportiva de Il Gazzettino di Venezia Lago raccontò ai lettori ben cinque campionati del Mondo di calcio e quattro edizioni dei giochi olimpici trascorrendo mesi all’ estero come inviato speciale. Fu testimone di eventi come Italia-Germania 4-3 nel 1970, l’ attentato terroristico alle Olimpiadi di Monaco 1972, la vittoria italiana della Coppa Davis di tennis del 1976 nel Cile di Pinochet, le medaglie di Nadia Comaneci alle Olimpiadi di Montreal 1976 e il trionfo azzurro nei mondiali di Spagna del 1982.

Il giornalismo sportivo, nel quale brillava per originalità di scrittura e capacità di raccontare le storie dei campioni, dal calcio al ciclismo, rimase poi sempre una sua passione.

Il 20 giugno 1984 subentrò a Gustavo Selva alla direzione del giornale veneto. In 12 anni di direzione Il Gazzettino di Venezia raddoppia le copie vendute e diventa il settimo quotidiano nazionale.

Nel settembre del 1995 scrive la famosa Lettera aperta ad un Sindaco del Nord Est : “Caro signor sindaco, eletto finalmente con l’elezione diretta, lei “è” la gente, tutta, anche chi non l’ha votata o le ha votato contro. Non ha bisogno di altre investiture per rappresentare la spinta delle riforme di un’area europea come il Nord Est…Servono proposte precise, iniziative di massa, disegni di legge, una visione unitaria.” Da lì a pochi mesi lancia il Movimento dei Sindaci assieme a Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, e Bepi Covre, sindaco di Oderzo. Tra le macerie della Prima Repubblica e le nuove –precarie costruzioni della Seconda, i sindaci erano tra i pochi –se non gli unici- riferimenti istituzionali stabili e riconosciuti. Lago lancia attraverso il Movimento cerca di avvicinare il Paese al vero obiettivo: «Quel federalismo che parte dal basso - scriveva Lago -, dai sindaci di paese e di città». Laico e anti-ideologico com’era, di sè Giorgio Lago dava questa celebre definizione: «Sono liberal da sempre e federalista per sempre».

Nel 1996 lascia il Gazzettino e diventa editorialista per i quotidiani locali del gruppo L'Espresso. Sono gli anni del sommovimento nordestino e Lago nei suoi scritti interpreta gli umori del popolo veneto e le ragioni della voglia di autodeterminazione. Auspicava, infatti, per l'Italia, l'evoluzione di uno stato federale "alla tedesca". Ha lanciato l'idea del Nordest come modello socio-economico fondato sul lavoro, l'autonomia, la piccola impresa, il riformismo dal basso. Su questi temi ha pubblicato con Gianni Montagni il libro-intervista "Nordest chiama Italia" (Ed. Neri Pozza). http://www.rebaldoria.com/8114-nordest-chiama-italia-giorgio-lago-gianni-montagni.html

Dopo l'esperienza del Gazzettino, Lago continuò a fare il giornalista, ma in veste di editorialista del Gruppo Espresso per "La Repubblica" (in particolare sui fenomeni del Nordest e sulla Lega di Bossi) e per i quotidiani veneti del Gruppo Finegil ("Il Mattino di Padova", "La Nuova Venezia" e "La Tribuna di Treviso").

Muore a Castelfranco Veneto il 13 marzo 2005.

Nel 2006 viene pubblicato il libro “Il facchino del nordest. Giorgio Lago, un'eredità da raccogliere. Trent'anni di giornalismo critico” edito da Marsilio; una raccolta di articoli di Lago sul fenomeno Nordest. E' un libro a più mani, che ospita interventi di Massimo Cacciari, Francesco Iori, Paolo Possamai, Giuseppe Covre, Ilvo Diamanti, e poi una decina di interviste di Gianni Montagni a personaggi vicini in diverso modo a Lago, da Mario Carraro a Sergio Campana, da Pietro Marzotto a Ferdinando Camon ed altri ancora. 

http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2006/05/17/VT1MC_VT101.html

http://www.libreriauniversitaria.it/facchino-nordest-giorgio-lago-eredita/libro/9788831790604

Nel 2007 Paolo Possamai, direttore dei quotidiani veneti Finegil/Espresso, cura a pubblicazione del volume “L’ Inguaribile Riformista” . una raccolta dei migliori articoli scritti da Lago dal 1996 al 2005 per il Gruppo Espresso Repubblica da cui emerge la vicenda di un intellettuale costantemente in prima linea nelle battaglie per la riforma di questa gattopardesca Italia. Analisi e ritratti che resistono al tempo. Il libro diventa così il diario di un riformista che descriveva se stesso come "liberal da sempre e federalista per sempre". https://books.google.it/books/about/L_inguaribile_riformista.html?id=42hcGQAACAAJ&redir_esc=y

Nel 2008 su iniziativa della famiglia Lago e dei più cari amici e colleghi di Giorgio Lago come Francesco Jori, Luigino Rossi, Bepi Covre, Mario Carraro, Ilvo Diamanti, Rina Biz nasce l’ Associazione Amici di Giorgio Lago: un’ Associazione privata, senza fini di lucro, che ha per scopo esclusivo la promozione di iniziative che ricordino l'opera culturale e civile di Giorgio Lago mantenendo all’attenzione nazionale il “fenomeno Nordest” sia sotto l’aspetto politico che socio-economico.  https://www.facebook.com/Associazione-Amici-di-Giorgio-Lago-1813832452204697/?fref=ts

Nel 2008 viene istituito presso l' Università di Padova il Centro Studi Interdipartimentale Giorgio Lago. Nasce dall’ idea della famiglia di mettere a disposizione della comunità il suo ricco patrimonio di documentazione. Fortemente voluto dal rettore dell’Ateneo Vincenzo Milanesi e dal prorettore vicario Giuseppe Zaccaria, che con Lago avevano condiviso ideali e battaglie, è diretto prima dal Prof. Gianni Riccamboni e attualmente dalla Prof.ssa Patrizia Messina; lo scopo è quello di monitorare l’evoluzione del Nordest con particolare attenzione al coinvolgimento di giovani studenti. Info: www.centrogiorgiolago.unipd.it

Dal 2005 al 2009 la Città di Jesolo dove Lago trascorreva le vacanze estive, ha organizzato in collaborazione con l’ Odine dei giornalisti del Veneto, il Premio Giornalistico Giorgio Lago in suo onore. Tra i premiati Mario Rigoni Stern, Gianni Mura, Candido Cannavò, Ferruccio De Bortoli.

Dal 2011 al 2015 il Premio viene trasferito a Castelfranco Veneto e viene ampliato a cinque categorie (giornalismo, impresa, volontariato, sport, cultura). Tra i premiati Renzo Rosso, Paolo Mieli, Giovanni Rana, Marco Paolini, Miki Biasion. http://www.premiogiorgiolago.it/it/home.htm

Il 13 marzo 2015, in occasione del decimo anniversario della scomparsa, nell’ Aula Magna del Palazzo del Bo dell’Università di Padova viene presentato il volume “C'era una volta il Nordest. Giorgio Lago, vent'anni di giornalismo razza Piave" edito dalla Padova University Press. Nato su iniziativa dell’Associazione Amici di Giorgio Lago, il libro, a cura di Francesco Jori e Gianni Riccamboni, è una raccolta dei migliori articoli di Lago scritti tra il 1984 e il 2005 sul Nordest. “Razza Piave” è un’immagine che a Giorgio Lago era particolarmente cara, perché egli stesso vi si identificava: per storia personale e professionale al tempo stesso. Nel suo intenso e qualificato percorso professionale Lago ha dato corpo a un’idea di Nordest come laboratorio di una riforma del sistema-Paese che purtroppo rimane ancora di là da venire. Una battaglia, la sua, che ha fatto perno sull’idea del federalismo; e che ha dato voce in politica come in economia come nella società a una voglia di cambiamento, di modernizzazione, di innovazione, che rimane oggi più che mai attuale. I testi sono accompagnati dai contributi di una serie di esponenti delle istituzioni, della produzione, del giornalismo, che hanno avuto modo di essere suoi compagni di strada come Mario Bertolissi, Massimo Cacciari, Mario Carraro, Giovanni Costa, Ilvo Diamanti, Enzo Pace, Paolo Possamai. La speranza è che queste pagine servano a tenere vive la tensione e la passione per un’Italia nuova e diversa, in cui a giocare un ruolo di traino sia un nuovo e diverso Nordest.

http://www.padovauniversitypress.it/publications/9788869380273

http://www.ordinegiornalisti.veneto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=366:un-libro-a-10-anni-dalla-scomparsa-di-giorgio-lago-padova-13-marzo&catid=4:notizie-in-primo-piano#sthash.Hwyr5LAI.dpbs

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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