Giorgio Lago

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

« Caro signor sindaco, eletto finalmente con l'elezione diretta, lei “è” la gente, tutta, anche chi non l'ha votata o le ha votato contro. Non ha bisogno di altre investiture per rappresentare la spinta delle riforme di un'area europea come il Nord-est… Servono proposte precise, iniziative di massa, disegni di legge, una visione unitaria. »

(Giorgio Lago, Lettera aperta ad un sindaco del Nord-est)

Giorgio Lago (Vazzola, 1º settembre 1937Castelfranco Veneto, 13 marzo 2005) è stato un giornalista italiano, molto noto nel Nord-est d'Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giornalismo[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un segretario comunale, inizia la carriera giornalistica nel 1963 a Milano al giornale sportivo Supersport, diretto da Gianni Reif, per poi passare alla redazione milanese di Tuttosport. Nel 1968 ritorna in Veneto per entrare nella redazione sportiva de Il Gazzettino. Lago fu inviato speciale a cinque campionati del Mondo di calcio e quattro edizioni dei giochi olimpici trascorrendo mesi all'estero. Il giornalismo sportivo rimase poi sempre una sua passione. Il 20 giugno 1984 subentrò a Gustavo Selva alla direzione del giornale veneto. In 12 anni di direzione, Il Gazzettino raddoppia le copie vendute e diventa il settimo quotidiano nazionale[senza fonte]. Nel 1996 lascia Il Gazzettino e diventa editorialista per i quotidiani locali del Gruppo L'Espresso.

Dopo l'esperienza del Gazzettino, Lago continuò a fare il giornalista, ma in veste di editorialista del Gruppo Espresso per la Repubblica (in particolare sui fenomeni del Nord-est e sulla Lega Nord di Umberto Bossi) e per i quotidiani veneti del Gruppo Finegil (Il Mattino di Padova, la Nuova Venezia e La Tribuna di Treviso).

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre del 1995 scrive la Lettera aperta ad un sindaco del Nord-est. Da lì a pochi mesi lancia il Movimento dei Sindaci assieme a Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, e Giuseppe Covre, sindaco di Oderzo. Lago lancia attraverso il Movimento l'idea di un «federalismo che parte dal basso, dai sindaci di paese e di città».

Giorgio Lago si è sempre definito un liberale federalista: sosteneva infatti la necessità di riformare l'Italia in senso federale. Ha lanciato l'idea del Nord-est come modello socio-economico fondato sul lavoro, l'autonomia, la piccola impresa e il riformismo dal basso. Su questi temi ha pubblicato con Gianni Montagni il libro-intervista Nordest chiama Italia.[1]

È morto a Castelfranco Veneto il 13 marzo 2005.

Memoria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 viene pubblicato il libro Il facchino del nordest. Giorgio Lago, un'eredità da raccogliere. Trent'anni di giornalismo critico edito da Marsilio. Si tratta di una raccolta di articoli di Lago sul fenomeno Nord-est.[2][3]

Nello stesso anno viene istituito presso l'Università degli Studi di Padova il Centro Studi Interdipartimentale Giorgio Lago. Nasce dall'idea della famiglia di mettere a disposizione della comunità il suo ricco patrimonio di documentazione. Fortemente voluto dal rettore dell’Ateneo Vincenzo Milanesi e dal prorettore vicario Giuseppe Zaccaria, che con Lago avevano condiviso ideali e battaglie, è stato diretto dal Prof. Gianni Riccamboni ed ora è diretto dalla Prof.ssa Patrizia Messina. Lo scopo del centro è quello di monitorare l’evoluzione del Nord-est con particolare attenzione al coinvolgimento di giovani studenti.[4]

Nel 2007 Paolo Possamai, direttore dei quotidiani veneti Finegil/Espresso, cura a pubblicazione del volume L'Inguaribile Riformista. una raccolta dei migliori articoli scritti da Lago dal 1996 al 2005 per il Gruppo Espresso Repubblica.[5]

Nel 2008 su iniziativa della famiglia Lago e dei più cari amici e colleghi di Giorgio nasce l'Associazione Amici di Giorgio Lago: un'Associazione privata, senza fini di lucro, che ha per scopo esclusivo la promozione di iniziative che ricordino l'opera culturale e civile di Giorgio Lago.[6]

Dal 2005 al 2009 la città di Jesolo ha organizzato, in collaborazione con l'Ordine dei giornalisti del Veneto, il Premio Giornalistico Giorgio Lago. Tra i premiati Mario Rigoni Stern, Gianni Mura, Candido Cannavò, Ferruccio De Bortoli. Dal 2011 al 2015 il Premio viene trasferito a Castelfranco Veneto e viene ampliato a cinque categorie (giornalismo, impresa, volontariato, sport, cultura). Tra i premiati Renzo Rosso, Paolo Mieli, Giovanni Rana, Marco Paolini e Miki Biasion.[7]

Il 13 marzo 2015, in occasione del decimo anniversario della scomparsa, nell'Aula Magna del Palazzo del Bo dell’Università di Padova viene presentato il volume C'era una volta il Nordest. Giorgio Lago, vent'anni di giornalismo razza Piave (edito dalla Padova University Press). Nato su iniziativa dell’Associazione Amici di Giorgio Lago, il libro, a cura di Francesco Jori e Gianni Riccamboni, è una raccolta dei migliori articoli di Lago scritti tra il 1984 e il 2005 sul Nordest. Razza Piave è un’immagine che a Giorgio Lago era particolarmente cara, perché egli stesso vi si identificava: per storia personale e professionale al tempo stesso. Il testo è stato presentato nel 2016 anche a Castelfranco Veneto e all' Ateneo Veneto di Venezia.[8][9]

Il 20 maggio 2017 il comune di Vazzola, in cui nacque Giorgio Lago il 1 settembre 1937, inaugura la nuova biblioteca e un auditorium da 225 posti intitolata al giornalista scomparso. La struttura, all'interno del Parco Rossi, terrà a disposizione della cittadinanza una mostra permanente su Lago e un serie di testi che la Famiglia ha donato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN39697519 · ISNI: (EN0000 0000 7849 4427 · BNF: (FRcb15588462z (data)