Giorgio Bernardin

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Giorgio Bernardin
Giorgio Bernardin.jpg
Nazionalità Italia Italia
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Ruolo Centrocampista
Ritirato 1960
Carriera
Giovanili
Sampdoria
Squadre di club1
1949-1950 Sampdoria 0 (0)
1950-1952 Lecce 66 (1)
1952-1954 SPAL 60 (2)
1954-1955 Inter 30 (1)
1955-1956 Triestina 33 (0)
1956-1958 Inter 49 (0)
1958-1959 Triestina 31 (0)
1959-1960 Roma 4 (0)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Giorgio Bernardin (Bonassola, 24 aprile 1928Bonassola, 28 giugno 2011) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Bonassola, località vicina alle Cinque Terre, Bernardin appartiene a quella generazione di calciatori che nel dopoguerra italiano si trova a dover essere impiegata in modo repentino in una nazione devastata da lutti e bombardamenti e che vuole scrollarsi di dosso brutti ricordi.

Inizia a tirare calci con squadre locali prima di approdare, subito dopo il conflitto, alla Sampdoria, dove non riesce però a trovare spazio.

Per Bernardin la possibilità è data dal Lecce che, dopo i trascorsi giovanili liguri, lo fa debuttare in Serie C. Dopo due anni da titolare, viene notato da Paolo Mazza, il presidente della SPAL, che è alle prese con il rafforzamento della sua squadra da un solo anno approdata in Serie A. Mazza si sta consacrando come un presidente dal grande fiuto, che gira per i campetti di provincia con l'intento di scoprire ragazzi da lanciare nella sua squadra. Così Bernardin arriva a Ferrara ed esordisce in Serie A il 16 novembre 1952 a Genova contro la Sampdoria, con il risultato di 2 a 2.

L'anno dopo Bernardin non manca nemmeno un incontro e, in una squadre indebolita dalla partenza di Bugatti, Fontanesi e Bennike, la SPAL arriva penultima a 26 punti assieme all'Udinese e alPalermo, precedendo di un solo punto il Legnano; si va pertanto agli spareggi. L'Udinese batte la SPAL e pareggia con il Palermo, pertanto nel giugno del 1954 a Roma la SPAL si gioca tutto. Il Palermo segna per primo, ma poi pareggia Olivieri e, a tempo scaduto, Bernardin su punizione regala la vittoria alla SPAL e condanna il Palermo alla retrocessione.

Bernardin, per quella rete, verrà ribattezzato dai tifosi spallini Piede di Dio. Mazza non esita quindi a vendere il suo gioiello a buon prezzo, e l'acquirente fu in quel caso la scudettata Inter. Riceve in cambio molti quattrini e il coetaneo, nonché come lui spezzino, Pietro Broccini.

A Milano Bernardin ha l'occasione di entrare nel grande calcio assieme a Giorgio Ghezzi, Benito Lorenzi, Lennart Skoglund e quel Fulvio Nesti anch'egli di provenienza spallina. L'allenatore è sempre quello degli ultimi scudetti, ovvero Alfredo Foni, che cerca in Giorgio il sostituto di Attilio Giovannini, di quattro anni più anziano e passato alla Lazio. L'Inter delude ed arrivò ottava e quindi, dopo una stagione a Milano da titolare, Bernardin viene dato in prestito alla Triestina[1] per l'arrivo in nero-azzurro di Rino Ferrario.

La mossa non si rivela felice, perché Bernardin a Trieste si rivela fondamentale per la salvezza degli alabardati e manca un'unica partita di campionato.

Torna pertanto a Milano nel 1956, dove trova Annibale Frossi allenatore. Ancora un anno da titolare, e poi nel 1957/58 una stagione più sotto tono agli ordini del britannico Carver.

Al termine di quella stagione torna a Trieste, ma stavolta non riesce a evitare che i giuliani retrocedano in Serie B.

Acquistato dalla Roma, parte titolare, per poi perdere il posto a seguito di una serie di infortuni che ne limitano il rendimento. Per lui solo 4 partite di campionato e 2 di Coppa Italia, per poi ritirarsi a 32 anni dal calcio, condizionato ormai dalla non più buona integrità fisica che gli anticipa la chiusura della carriera.

Nel 1954 gioca una partita in Nazionale B. In carriera ha collezionato complessivamente 207 presenze e 3 reti in Serie A.

Tornato a Bonassola ristruttura e trasforma la vecchia osteria dei genitori in un moderno e frequentato albergo tuttora gestito dalla sua famiglia.

È scomparso nel 2011 all'età di 83 anni[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]