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Giorgia Meloni

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Giorgia Meloni
Giorgia Meloni 2022.jpg
Giorgia Meloni nel 2022

Presidente di Fratelli d'Italia
In carica
Inizio mandato 8 marzo 2014
Predecessore Ignazio La Russa

Presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei
In carica
Inizio mandato 29 settembre 2020
Predecessore Jan Zahradil

Ministro per la gioventù
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Capo del governo Silvio Berlusconi
Predecessore Giovanna Melandri
Successore Andrea Riccardi[1]

Vicepresidente della Camera dei deputati
Durata mandato 4 maggio 2006 –
28 aprile 2008
Presidente Fausto Bertinotti

Deputata della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 28 aprile 2006
Legislature XV, XVI, XVII, XVIII, XIX
Gruppo
parlamentare
XV: Alleanza Nazionale
XVI: Il Popolo della Libertà
XVII-XVIII: Fratelli d'Italia
Circoscrizione XV: Lazio 1
XVI-XVIII: Lazio 2
XVII: Lombardia 3
XIX: Abruzzo
Collegio XVIII: Latina
XIX: L'Aquila
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia (dal 2012)
In precedenza:
MSI-DN (1992-1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2012)
Titolo di studio Diploma di scuola superiore
Professione Giornalista, politica

Giorgia Meloni (Roma, 15 gennaio 1977) è una politica italiana.

Dal 2006 al 2008 è stata vicepresidente della Camera dei deputati[2] e dal 2008 al 2011 ministro per la gioventù nel quarto governo Berlusconi. È stata presidente della Giovane Italia, dopo aver ricoperto la medesima carica in Azione Giovani e Azione Studentesca. Non condividendo il supporto dato dal Popolo della Libertà al governo Monti, ne è fuoriuscita e ha fondato, insieme a Ignazio La Russa e Guido Crosetto, il partito Fratelli d'Italia, di cui è presidente dall'8 marzo 2014.

Dal 29 settembre 2020 è presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei.[3]

Biografia

Studi e militanza studentesca

Ha origini cagliaritane da parte del padre Francesco e messinesi da parte della madre Anna Paratore. Il padre, un commercialista[4] con idee comuniste[5] ed atee, abbandonò la moglie e le figlie a Roma emigrando alle Canarie, dove ebbe altri quattro figli dalla seconda moglie e in seguito venne condannato a nove anni di carcere per traffico di droga.[6]

Nasce a Roma Nord, ma dopo tre anni la famiglia si trasferisce al quartiere popolare della Garbatella, a Roma, dove vive l'infanzia e l'adolescenza. Dal 1990 al 1996[7] ha studiato presso l'istituto professionale "Amerigo Vespucci" di Roma, conseguendo il diploma di maturità linguistica[8][9] con votazione 60/60[10]. Dal 2006 è giornalista professionista[11].

Nel 1992, a 15 anni, aderisce al Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del partito Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale. Fonda il coordinamento Gli Antenati, che partecipava alla contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione promossa dal ministro Rosa Russo Iervolino[12][13]. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale, rappresentando tale movimento in seno al Forum delle associazioni studentesche istituito dal Ministero della pubblica istruzione.

Consigliere provinciale e deputata AN

Nel 1998, dopo aver vinto le primarie di Alleanza Nazionale per l'XI Municipio di Roma, viene eletta consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002.

Nel 2000 diviene dirigente nazionale di Azione Giovani. Nel febbraio 2001 Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale, la nomina coordinatrice del comitato nazionale di reggenza di Azione Giovani. Nel 2004 viene eletta presidente di Azione Giovani durante il congresso nazionale di Viterbo, a capo della lista "Figli d'Italia", diventando la prima presidente donna di un'organizzazione giovanile di destra. Dal 2004 al 2006 ha lavorato al quotidiano Secolo d'Italia.[14]

Nel 2006, a 29 anni, viene eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1, divenendo la più giovane parlamentare della XV Legislatura. Dal 2006 al 2008 è una dei vicepresidenti della Camera dei deputati.

Ministero della Gioventù

Giorgia Meloni nel 2006

Nel 2008, poco dopo l'insediamento della XVI Legislatura è nominata Ministro per la gioventù del Governo Berlusconi IV (la più giovane della storia dell'Italia repubblicana[15] e la seconda più giovane della storia dell'Italia unita) mantenendo la presidenza di Azione Giovani.

Nell'agosto 2008, il ministro Meloni ha invitato gli atleti italiani a boicottare la cerimonia d'apertura dei Giochi olimpici di Pechino, in dissenso verso la politica attuata dal governo cinese nei confronti del Tibet. L'invito non è stato condiviso dal premier Silvio Berlusconi né dal ministro degli esteri Franco Frattini, designato a rappresentare l'Italia a Pechino. Anche la delegazione degli atleti azzurri a Pechino si è dissociata.[16] Meloni ha quindi precisato di non aver chiesto di non gareggiare, ma solo di compiere un gesto di solidarietà.[17]

Nel settembre dello stesso anno, a seguito di una polemica sull'antifascismo sorta all'interno di Alleanza Nazionale, dichiara: «Basta con questa storia del fascismo e dell'antifascismo. Siamo nati a ridosso degli anni ottanta e novanta, siamo tutti protési nel nuovo millennio»; «difenderemo i valori sui quali si fonda la Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo».[18] Nell'occasione, l'Unione dei Giovani Ebrei espresse soddisfazione per le sue parole.[18]

Il 1º agosto 2008, Meloni propone la nomina del suo vicepresidente in Azione Giovani, Paolo Di Caro, a direttore generale dell'Agenzia nazionale per i giovani. La nomina viene criticata da parte di esponenti del PD.[19]

Nel febbraio 2009, Giorgia Meloni ha sostenuto il decreto-legge e il disegno di legge, votato in Consiglio dei ministri, per fermare all'ultimo momento l'attuazione del protocollo terapeutico concordato con la famiglia di Eluana Englaro e che ha innescato un conflitto tra Governo e Presidente della repubblica, dichiarando «Siamo in condizioni eccezionali»[20].

Il Popolo della Libertà con Berlusconi

Nell'agosto 2009 Meloni diviene presidente del movimento politico giovanile del Popolo della Libertà, denominato Giovane Italia.[21]

Nel novembre 2010 presenta, per conto del ministero, un pacchetto da 300 milioni di euro chiamato Diritto al Futuro, finalizzato a investire sui giovani e contenente nel complesso cinque iniziative, tra cui agevolazioni per i neo-imprenditori, bonus a favore dei precari e prestiti per gli studenti meritevoli.[22]

Il 15 giugno 2012 rassegna le dimissioni dalla presidenza della Giovane Italia, nominando al suo posto Marco Perissa.

Nonostante avesse votato a favore della riforma pensionistica Fornero in qualità di deputata PdL, si è in seguito dichiarata contraria a tale riforma.[23][24][25]

Presidente di Fratelli d'Italia

Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa alla conferenza stampa della nascita di Fratelli d'Italia nel 2012

Nel novembre 2012 annuncia la propria candidatura alle primarie del Popolo della Libertà.

A seguito della rinuncia di Berlusconi a disputare le primarie[26][27], il 20 dicembre 2012 lascia il PdL e fonda, assieme a Guido Crosetto, Ignazio La Russa e altri provenienti da AN, PdL e MSI, il nuovo movimento politico di destra Fratelli d'Italia, del quale tuttavia conferma l'alleanza di coalizione con il partito di Berlusconi. Eletta alla Camera dei deputati nel febbraio 2013, ne diventa capogruppo.

Nel 2013 si è schierata contro le adozioni gay[28]. L'8 marzo 2014 diviene presidente di Fratelli d'Italia e in aprile viene candidata alle elezioni europee del 2014 come capolista di Fratelli d'Italia in tutte le 5 Circoscrizioni, ma il suo partito ottiene solo il 3,7% dei voti, non superando la soglia di sbarramento del 4%, quindi anche lei, nonostante le 348 700 preferenze[29] avute, non diventa europarlamentare.

Giorgia Meloni a Sanremo durante la campagna elettorale per le elezioni europee del 2014

Il 17 giugno 2014 lascia l'incarico di capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati a favore di Fabio Rampelli[30].

Da presidente di FdI decide l'alleanza con l'altro grande partito di destra italiano del momento, la Lega Nord di Matteo Salvini, e inizia con lui diverse campagne politiche contro il governo Renzi, attestando il partito su posizioni euroscettiche.

In seguito alle dimissioni di Giorgio Napolitano, insieme alla Lega Nord propone come candidato presidente della Repubblica Italiana il giornalista Vittorio Feltri, da sempre schierato su posizioni politiche di centro-destra. L'elezione sarà poi vinta da Sergio Mattarella.

Il 4 novembre 2015 fonda il movimento "Terra Nostra - Italiani con Giorgia Meloni", mentre il successivo 8 novembre, insieme al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e al segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, partecipa a una manifestazione a Bologna promossa dall'intera coalizione.

Il 30 gennaio 2016 partecipa al Family Day, dichiarandosi contro il ddl Cirinnà e i diritti delle coppie omosessuali. Allo stesso Family Day Meloni dichiara di essere incinta del compagno Andrea Giambruno.[31]

Il 15 marzo 2016, dopo un iniziale sostegno alla candidatura di Guido Bertolaso, viene candidata dal centro-destra a sindaco di Roma, con il sostegno di una coalizione composta da Fratelli d'Italia, Noi con Salvini (emanazione leghista nel centro e sud Italia), Partito Liberale Italiano e due liste civiche: Con Giorgia Meloni Sindaco e Federazione Popolare per la Libertà (costituita da Mario Mauro e Giuseppe Cossiga). Al primo turno ottiene il 20,7% dei consensi (di cui il 12,27% proveniente da FdI), piazzandosi terza dietro a Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle e Roberto Giachetti del centro-sinistra e non riuscendo ad accedere al ballottaggio.[32] Meloni accede comunque al consiglio comunale, dove si iscrive al gruppo consiliare "Con Giorgia".

In occasione del referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi, Meloni ha fondato i comitati "NO, GRAZIE", partecipando anche a numerosi dibattiti televisivi tra cui uno contro lo stesso Presidente del Consiglio Renzi. Alla vittoria del no (con il 60% dei voti), Meloni ha chiesto le elezioni anticipate e ha negato la fiducia al successivo governo Gentiloni.

Il 2 e 3 dicembre 2017 a Trieste si tiene il congresso di Fratelli d'Italia, che vede la riconferma della Meloni a presidente del partito, oltre a un rinnovo del logo di partito e all'adesione a FdI da parte di Daniela Santanchè.

In occasione delle elezioni politiche del 2018, rieletta deputata con il centro-destra nel collegio uninominale di Latina, è stata candidata premier per Fratelli d'Italia, all'interno della coalizione di centro-destra, portando il partito a più che raddoppiare i propri voti rispetto alle precedenti elezioni politiche, passando così dal 1,9% a un complessivo 4,3%, divenendo così terzo partito della coalizione di centro destra e quinto dal punto di vista nazionale. Alle successive consultazioni con il Presidente della Repubblica Mattarella, ha chiesto che l'incarico di formare un nuovo governo fosse conferito a Matteo Salvini che in quanto leader del partito che all'interno del centro destra (in quanto prima forza politica del paese) aveva ottenuto più voti, aveva diritto a divenire il nuovo primo ministro, sebbene la coalizione non avesse la maggioranza assoluta all'interno del Parlamento. Durante la XVIII legislatura è prima firmataria del disegno di legge sulla Introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi[33] (meglio noti come "dispositivi antiabbandono o "salva-bebé"), approvato in via definitiva dal Senato il 25 settembre.[34] L'obbligo dei dispositivi salvabebé per il trasporto dei bambini fino a quattro anni d'età è entrato in vigore il 1º luglio 2019. Il 19 ottobre 2019 partecipa alla manifestazione "Orgoglio italiano" convocata in piazza San Giovanni a Roma da Matteo Salvini contro il neo Governo Conte II (noto come "governo rossogiallo"): in tale occasione Meloni tiene un comizio in cui, fra l'altro, critica duramente la proposta di sostituire le diciture "padre" e "madre" sui documenti d'identità dei minorenni con "genitore 1" e "genitore 2", concludendo con lo slogan "Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana",[35] che viene remixato da due dj milanesi, divenendo però un tormentone disco-trash con milioni di visualizzazioni, imitazioni e meme sui social media,[36] vincendo persino un disco d'oro. Per stessa ammissione della Meloni nella propria autobiografia (intitolata per l'appunto Io sono Giorgia), il successo mediatico e virale del video musicale remixato, perduta l'originaria intenzione satirica a favore della comunità LGBT con cui era stato creato, fa aumentare enormemente la popolarità della politica romana, trasformata di colpo "da noioso esponente politico a curioso fenomeno pop".[37]

Sul fronte della politica estera, Meloni ha rafforzato la visione filo-statunitense del suo partito, aprendo una linea di comunicazione tra Fratelli d'Italia e il Partito Repubblicano del presidente Donald Trump[38]. Il 5 febbraio è l'unica italiana a partecipare al principale evento dei conservatori statunitensi, il National Prayer Breakfast di Washington[39]. L'avvicinamento agli Usa non ha impedito alla Meloni di assumere posizioni caute in occasione di importanti crisi della politica internazionale, come l'uccisione in un raid statunitense del generale iraniano Qasem Soleimani, avvenuta in Iraq presso Baghdad il 3 gennaio 2020, dopo la quale la segretaria di Fratelli d'Italia ha invitato alla cautela e alla de-escalation, mentre l'alleato Matteo Salvini ha dichiarato di approvare pienamente l'azione di Washington[40].

Giorgia Meloni alle consultazioni al Quirinale il 22 agosto 2019

Si candida come capolista in tutte le circoscrizioni italiane per le elezioni europee del 2019 e grazie al buon risultato del suo partito (6,5% dei consensi) risulta eletta come eurodeputata, ma rinuncia al seggio al Parlamento Europeo (dove subentrano i primi dei non eletti), mantenendo quello a Montecitorio. Il 18 luglio 2018 fonda a Bruxelles l'Alliance pour l'Europe des Nations ("Alleanza per l'Europa delle nazioni"), un partito con annessa fondazione del quale entrano a far parte i cinque deputati neoeletti con FdI. Il segretario è l'allora senatore Carlo Fidanza, il ruolo di tesoriere è occupato da Francesco Lollobrigida, mentre la fondazione è presieduta da Marco Scurria.[41]

Durante l'emergenza legata all'esplosione della pandemia di COVID-19 del 2020 in Italia, Giorgia Meloni ha più volte definito il governo Conte II "inadeguato a gestire l'emergenza" e lo ha attaccato duramente a più riprese fino a definire "criminale" l'atteggiamento tenuto nel corso dell'emergenza sanitaria, che la deputata romana ha ritenuto eccessivamente ondivago nella scelta tra chiusura delle attività produttive e garanzie del mantenimento delle misure di distanziamento sociale.[42][43]

Il 7 marzo 2020 Giorgia Meloni ha firmato insieme ai leader di Lega e Forza Italia la sfiducia nei confronti del ministro della giustizia Alfonso Bonafede.[44]

Giorgia Meloni, oratrice alla Conservative Political Action Conference tenutasi in Florida il 26 febbraio 2022.

Il 3 febbraio 2020 Giorgia Meloni ha inaugurato la National Conservatism Conference (NatCon) del 2020, l’evento internazionale ideato dalla Edmund Burke Foundation tenutosi al Grand Hotel Plaza di Roma, le cui realtà promotrici straniere e nazionali sono Nazione Futura (Italia), Bow Group (Regno Unito), Danube Institute (Ungheria), International Reagan Thatcher Society (Stati Uniti), The Herzl Institute (Israele).[45]

Dal febbraio 2021 è membro dell'Aspen Institute[46][47], un think tank internazionale con sede a Washington D.C., di cui fanno parte numerosi finanzieri, uomini d'affari e politici.[48][49][50]

Il 19 febbraio 2021, il professore dell'Università di Siena Giovanni Gozzini ha rivolto una serie di gravi insulti alla Meloni dall'emittente fiorentina Controradio; la leader di FdI ha ricevuto solidarietà politica e personale molto ampia per tale episodio, anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal capo del governo Mario Draghi. Successivamente Gozzini fu sospeso dal lavoro per tre mesi dal rettore dell'università e il direttore della radio si dimise.[51][52][53]

Nel febbraio 2022 è intervenuta alla conferenza annuale Conservative Political Action Conference (CPAC) in Florida. Ha detto agli attivisti e ai funzionari conservatori statunitensi presenti che devono difendere le loro idee dai progressisti.[54]

Posizioni e idee politiche

Giorgia Meloni insegue valori di destra, nazional-conservatori, nazionalisti, reazionari e cristiani.[55][56][57][58] Si è definita rappresentante di una «terza via blairiana di destra».[59] Il Financial Times nel maggio 2021 la descrive come «l'astro nascente dell'estrema destra italiana», paragonandola a Marine Le Pen.[60]

Si dichiara contraria al reato di tortura dell'ordinamento giuridico italiano,[61][62] ritenendo che quest'ultimo «impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro» e ne propone, infatti, l'abolizione.[63][64][65] È contraria anche alla legge Mancino (legge che contrasta razzismo e fascismo), proponendo la sua abolizione.[66][67]

È estremamente contraria al matrimonio omosessuale,[68][69] all'adozione per le coppie gay[70][71] e anche alle misure di contrasto e prevenzione dell'omo-transfobia[72][73] (ritenendo che «gli omosessuali non sono discriminati»).[72][74] Nel 2018 ha dichiarato, inoltre, la sua volontà di cambiare la Costituzione per rendere incostituzionale la famiglia omogenitoriale.[75][76] È anche fortemente contraria all'introduzione delle unioni civili per le coppie dello stesso sesso[77][78][79]; tuttavia, nel 2022, durante la campagna elettorale per le elezioni, ha dichiarato e scritto sul programma del suo partito di non volerle eliminare, ma mantenere.[80]

Riguardo alle politiche migratorie, si oppone fortemente alla concessione della cittadinanza ai figli minorenni di stranieri regolari nati e cresciuti in Italia, ovvero allo ius soli (sia puro sia temperato sia ius culturae).[81][82][83][84] È inoltre fortemente contraria all'accoglienza dei migranti non europei[85][86][87] e ad una società multiculturale, sostenendo che sia in atto un complotto per «destrutturare la nostra società e privarci della nostra identità».[88] Si ritiene, infatti, favorevole al blocco navale nel Mediterraneo,[89][90][91] al "reato di integralismo islamico",[92][93][94] alla costruzione di muri sui confini,[95][96] a dei limiti per le moschee[97] e al divieto di indossare alcuni veli islamici per le donne musulmane.[98] Per questi ed altri motivi è stata anche spesso accusata di xenofobia[99][100][101][102] e islamofobia.[103][104]

È fermamente contraria alla legalizzazione dell'eutanasia,[105][106] alla legalizzazione della cannabis[107][108] (anche della cannabis light[109][110]) e alla maternità surrogata, proponendo una legge per rendere quest'ultima un "reato universale" al fine di vietare la sua attuazione (da parte di un cittadino italiano) anche all'estero.[111][112] Contraria anche al divorzio breve,[113][114] all'aborto farmacologico in day hospital[115][116] e al biotestamento.[117]

Sostiene l'esistenza dell' «ideologia gender» (una teoria del complotto): infatti si oppone fortemente ai corsi scolastici di studi di genere (e di educazione sessuale in generale) e attacca le misure di sensibilizzazione scolastica nei confronti della comunità LGBT (che avrebbero la funzione di informare e prevenire discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere), perché a suo parere non combatterebbero le discriminazioni sessuali ma darebbero ai più giovani «un'interpretazione fuorviante della propria identità sessuale».[118][119][120][121]

È fortemente contraria al reddito di cittadinanza[122][123] e sostiene fermamente le politiche per l'aumento della natalità e la «difesa della famiglia tradizionale», proponendo a tale scopo asili nido gratuiti con orari di apertura «fino alla chiusura di negozi e uffici», un "reddito d'infanzia" destinato alle famiglie meno abbienti, un congedo di maternità retribuito fino all'80%, una progressiva riduzione dell'IVA sui prodotti dell'infanzia[124][125] e il diritto allo smart working per le donne con figli che hanno meno di 16 anni.[126] In campo economico propone una flat tax sui redditi incrementali, si schiera a favore della difesa dei "marchi italiani" e a favore di una maggiore valorizzazione delle infrastrutture economiche attinenti al mare.[127] Si è dichiarata favorevole a una politica energetica volta a rendere l’Italia il più indipendente possibile da nazioni estere, aumentando l’estrazione e la produzione di idrocarburi sul territorio nazionale.[128]

Propone il rafforzamento dell'istituto della legittima difesa in modo che essa sia considerata "sempre legittima".[129][130] Propone inoltre ergastolo e castrazione chimica per stupratori e pedofili[131][132] e un aumento delle spese per la difesa militare.[133]

Propone inoltre l'elezione diretta del presidente della Repubblica e in generale è favorevole a una riforma Costituzionale in senso presidenzialista. È favorevole a norme per limitare la diffusione del gioco d'azzardo, all'impignorabilità della prima casa, all'abolizione dei senatori a vita e a un tetto per le tasse in Costituzione.[134] Si dichiara inoltre favorevole alla rimozione del Patto di bilancio europeo dalla Costituzione, ma contraria alla rimozione del pareggio di bilancio.[135]

A livello internazionale ha rapporti positivi con vari politici di destra ed estrema destra europei: con l'ungherese Viktor Orbán (Fidesz),[136][137][138] con lo spagnolo Santiago Abascal (Vox),[139][140][141] con esponenti del partito polacco Diritto e Giustizia,[142][143][144] con esponenti del Partito Repubblicano statunitense.[145][146][147] È inoltre presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei di orientamento nazional-conservatore, di cui fanno parte anche gli spagnoli di Vox, i polacchi di Diritto e Giustizia, i bulgari del Movimento Nazionale Bulgaro.[148][149][150][151][152][153]

In politica estera ha ribadito di essere d'accordo con la collocazione atlantica dell'Italia nell'ambito delle alleanze internazionali, affermando che la destra italiana ha una posizione filo-atlantica dal 1948.[154]

In occasione della conferenza God, Honor, Country: President Ronald Reagan, Pope John Paul II, and the Freedom of Nations organizzata a Roma il 3 febbraio 2020 da un'ampia rete di organizzazioni conservatrici, Meloni ha indicato due suoi fondamentali riferimenti culturali nelle figure di Ronald Reagan e Papa Giovanni Paolo II, a cui l'evento era intitolato, elogiando la spinta a fondere "la democrazia nazionale dentro il principio della sovranità popolare" propria dell'ideologia del presidente americano e la valorizzazione del legame tra cristianesimo e radici dell'Europa propria dell'azione del pontefice polacco.[155]

Giorgia Meloni nel 2006 ha dichiarato di avere un «rapporto sereno con il fascismo» e di considerarlo un passaggio della storia nazionale italiana, accusando Mussolini di aver commesso errori come le leggi razziali, l'ingresso in guerra e di aver creato un sistema autoritario[156]; sulle leggi ad personam ha sostenuto che «bisogna contestualizzarle. Sono delle leggi che Silvio Berlusconi ha fatto per se stesso. Ma sono leggi perfettamente giuste»[157].

Nel settembre 2022 ha promesso in un'intervista fatta dalla Central News Agency, agenzia di stampa taiwanese, sanzioni contro la Cina in caso d'invasione da parte cinese di Taiwan.[158][159]

Controversie politiche

  • Nel giugno 2015 Giorgia Meloni criticò l'introduzione di una norma, approvata durante il governo Renzi, che mirava ad «assicurare l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo, nelle scuole di ogni ordine e grado, l'educazione alla parità tra i sessi» (art. 1, co. 16, legge 107/2015). Nella circostanza, Meloni paventò la diffusione nelle scuole della cosiddetta teoria del gender, sostenendo che il contrasto alla discriminazione, così come inserito nella legge di riforma, si sarebbe «tradotto nella manipolazione delle coscienze» attraverso «teorie volte ad affermare un presunto indifferentismo sessuale».[160][161][162][118]
  • Nel marzo del 2018 si è scagliata contro la Disney per aver aperto a una possibile relazione omosessuale all'interno del film Frozen 2, scrivendo sui social network: «Basta! Ci avete stufato! Giù le mani dai bambini».[163][164][165]
  • Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2018, Giorgia Meloni ha annunciato una protesta verso il museo egizio di Torino, accusandolo di aver organizzato una campagna promozionale rivolta alle persone di religione islamica e discriminatoria nei confronti dei cristiani[166]. Durante la contestazione, avvenuta sotto il museo, il direttore Christian Greco si è recato a parlare con Meloni e le ha spiegato che l'iniziativa non aveva una connotazione anti-italiana, trattandosi soltanto di un modo per promuovere la cultura egizia tra le persone di lingua araba.[167][168]
  • Sostiene l'esistenza di un complotto migratorio di massa programmato dall'Africa all'Italia per la distruzione del popolo italiano al fine di "controllare meglio la popolazione".[169][170][171][172]
  • Nel novembre del 2018 ha proposto di ripristinare la festa nazionale del 4 novembre (anniversario della vittoria della Grande Guerra) affermando che «è una festa molto più unificante di altre feste che oggi sono festa nazionale», ritenendo che il 25 aprile e il 2 giugno, rispettivamente Festa della Liberazione dal nazifascismo e Festa della Repubblica, sarebbero invece «due feste più divisive».[173]
  • Nel giugno 2019 ha scatenato polemiche per aver dichiarato «La Sea Watch deve essere sequestrata, l’equipaggio arrestato, gli immigrati a bordo fatti sbarcare e rimpatriati immediatamente mentre la nave va affondata come accade con le navi che non rispettano il diritto internazionale»[174][175][176][177].
  • Nel maggio del 2020 ha commemorato ed elogiato Giorgio Almirante, storico leader del Movimento Sociale Italiano (partito all'interno del quale Meloni ha iniziato la propria carriera politica), all'anniversario della sua morte, generando verso di lei forti e numerose critiche, dal momento che egli fu caporedattore della rivista antisemita e razzista La difesa della razza, che pubblicò il Manifesto della razza nel 1938.[178][179][180][181]
  • Nel 2022 ha affermato di non voler sottoporre sua figlia, di sei anni d'età, alla vaccinazione anti COVID 19, venendo per tale motivo criticata[182][183][184][185][186].
  • Nel giugno 2022, prendendo parte alla convention del partito spagnolo Vox, proferisce frasi del tipo «Sì alla sovranità del popolo, no ai burocrati di Bruxelles, sì alla nostra civiltà e no a chi vuole distruggerla». Viene perciò criticata da molti esponenti dello schieramento di centro-sinistra[187][188][189][190].
  • Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche in Italia del 2022 è stata aspramente criticata dalla senatrice a vita Liliana Segre a causa della presenza nel simbolo di Fratelli d’Italia della fiamma tricolore del Movimento Sociale Italiano in quanto richiamo alla tradizione fascista[191]. Meloni tuttavia ha difeso la presenza del simbolo come riconoscimento della tradizione della destra italiana.[192]

Vita privata

Giorgia Meloni ha una relazione con il giornalista di TGcom24 Andrea Giambruno, da cui ha avuto una figlia.[193]

Riferimenti nella cultura di massa

  • Giorgia Meloni è stata satireggiata nel volume a fumetti La ministronza di Alessio Spataro, pubblicato nel 2009 dalla casa editrice Grrrzetic. L'opera ha sollevato polemiche e accuse di misoginia e volgarità, spingendo politici di diverso schieramento a solidarizzare con la ministra[194].
  • Nel 2019 i due dj milanesi MEM & J pubblicano per scherno un remix del comizio tenuto il 19 ottobre da Giorgia Meloni in piazza San Giovanni a Roma, rimontato in modo che il discorso risulti a difesa della comunità LGBT ("noi siamo Lgbt/e difenderemo la nostra identità").[195] "Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana" e "Genitore 1, genitore 2" diventano subito un tormentone musicale con milioni di visualizzazioni[196], tanto da essere usata dalla stessa politica come titolo per la sua autobiografia.

Opere

Note

  1. ^ Delega alle politiche giovanili.
  2. ^ XV Legislatura della Repubblica italiana / Ufficio di Presidenza / Organi / Camera dei deputati - Portale storico, su storia.camera.it. URL consultato il 20 ottobre 2021.
  3. ^ Paola di Caro, Giorgia Meloni al vertice dei conservatori Ecr: un'italiana alla guida di un grande partito dell'Ue, in Corriere della Sera, 29 settembre 2020. URL consultato il 29 settembre 2020 (archiviato il 29 settembre 2020).
  4. ^ Giorgia Meloni Archiviato il 1º dicembre 2017 in Internet Archive., "Cinquantamila giorni", Corriere della Sera
  5. ^ (ES) Norberto Chijeb, A Georgia Meloni le marcó la tormentosa relación con su padre, su Diario de Avisos, 28 settembre 2022.
  6. ^ (ES) Martín Mucha, El padre condenado en España de la triunfadora Meloni, su El Mundo, 29 settembre 2022.
  7. ^ Curriculum di Giorgia Meloni (PDF), su Comune di Roma, 16 settembre 2016. URL consultato l'8 agosto 2022.
  8. ^ Giorgia Meloni (PDF), su comune.roma.it.
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Bibliografia

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