Giocoli

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Giocoli
Stemma del Casato dei Giogoli.jpg
Di rosso, alla stella di otto raggi: filiera dentata; il tutto d'oro.
Titoli[1][2][3][4][5]
Cross pattee.png Principi di Jadera
Cross pattee.png Duchi del Castrum Ferrarae
Cross pattee.png Conti Palatini
Cross pattee.png Conti del Sacro Romano Impero
Cross pattee.png Conti della Guardia
Cross pattee.png Visconti di Adria
Cross pattee.png Nobili di Ferrara
Cross pattee.png Signori di Serravalle, Copparo e Argenta
Cross pattee.png Patrizi di Voghenza
Cross pattee.png Visconti di Sant'Arcangelo.
FondatoreJoculo dei Joculi
Data di fondazioneVI secolo
Etniaitaliana

La famiglia Giocoli è un'antichissima famiglia nobile di Ferrara, di parte guelfa, attestata storicamente dal VI secolo:[6] fu alleata della famiglia Adelardi e nemica dei ghibellini Torelli ed in seguito fu a corte presso gli Estensi[7], con i quali si imparentò a più riprese, partecipando attivamente al mecenatismo della corte.[8]

Secondo il resoconto di un membro della famiglia, esponenti del ramo principale dei principi di Jadera si sarebbero trasferiti nel XVI secolo a Sant'Arcangelo di Lucania.[9]

Le Origini leggendarie[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione familiare gli Joculi Liburni di stirpe Illirica, contribuirono alla fondazione di un avamposto in una penisola che verrà denominata Jader intorno al IX secolo a.c.[10]

Ebbero un ruolo apicale di governo e militare durante le campagne romane contro i Dalmati al fianco del Re Genzio,[11] ed a seguire dopo il periodo in cui la Dalmazia divenne provincia Romana, furono elevati a Princeps di Jadera.[12] Vi è anche traccia di questa dignità in una epigrafe rinvenuta a Zara intorno al XV secolo in prossimità dello spessore del muro della Chiesa di Santa Domenica durante la demolizione.[13][14]

Le Origini storiche[modifica | modifica wikitesto]

Resti delle case turrite dei Giocoli a Ferrara in via Cammello

Secondo i primi documentati storici, i "principi Joculi di Jadera" avrebbero lasciato la Dalmazia in seguito alla riconquista bizantina della regione da parte di Belisario nel 535 e sarebbero giunti a Ferrara dove ebbero un ruolo attivo e una crescente influenza nella vita della città. Il capostipite sarebbe stato, secondo queste ricostruzioni, "Joculo dei Joculi, principe di Jadera[15].

Un "Feltrino Joculi" compare inoltre nella leggendaria vita di san Maurelio di Voghenza: insieme ad altri cavalieri lo avrebbe accompagnato nel 644 ad Edessa e qui sarebbe stato ucciso dopo aver assistito al martirio del santo[16]. Una locale storia nobiliare seicentesca cita, oltre Feltrino[17], anche un "Umberto Joculi", che nell'anno 875 avrebbe avuto l'incarico dai nobili di Ferrara di ricevere il re Carlo il Calvo, il quale, secondo il testo avrebbe fatto tappa nel porto di San Biagio mentre era in viaggio verso Roma per essere incoronato imperatore[18] e nell'882 avrebbe recitato l'orazione funebre per un signore di Ferrara[19].

Nel X secolo un "duca Joculi, principe di nobilissima stirpe dalmata" avrebbe edificato un castello all'interno del castrum ferrarese[20] e la chiesa di San Gregorio Magno (alla quale i Giocoli, nel XII secolo aggiunsero il campanile)[21]. Un "Ugo Joculi", insieme al vescovo di Ferrara, indicato con il nome di Leone, avrebbe incontrato a Pavia nel 962, come ambasciatore di Tedaldo di Canossa l'imperatore Ottone I[22]. Un "Giovanni dei Giocoli", morto nel 1052, sarebbe stato "signore di Ferrara e sommamente nobile", e suo nipote Albertino sarebbe stato da lui inviato come ambasciatore in Francia[23].

Qualche menzione più documentata si riferisce alla seconda metà dell'XI secolo: un Roffredo Giocoli (Roffridus Joculi) sarebbe stato duca nel 1067 e padre di Federico[24] e nel 1090 avrebbe fatto costruire la chiesa di Santa Croce, utilizzata come tomba di famiglia[25]. Suo figlio, Fedrico Giocoli avrebbe contribuito nel 1135 alla costruzione della cattedrale di San Giorgio[26]. Secondo una cronaca trecentesca di Riccobaldo da Ferrara[27] avrebbe partecipato, nell'ambito della seconda crociata alla liberazione di Edessa, in memoria del suo mitico antenato, Feltrino.

Capostipite[modifica | modifica wikitesto]

Il Capostipite fu "Joculo dei Joculi, principe di Jadera che visse nel VI secolo a Ferrara.[28]

Giocolo Giocoli fu il personaggio storicamente più documentato della famiglia. Imparentato probabilmente con la famiglia dei Linguetta[29] sposò una sorella di Guglielmo II Adelardi[30], alleandosi così con una delle più potenti e ricche famiglie ferraresi. Di parte guelfa, con il suo cospicuo patrimonio[31] ed il suo appoggio politico contribuì significativamente al rafforzamento della posizione degli Estensi a Ferrara[32], favorendo la promessa di matrimonio della nipote Marchesella Adelardi con Obizzo I d'Este; sebbene il matrimonio non venisse mai celebrato a causa della prematura morte della promessa sposa nel 1186, gli Este grazie ai Giocoli ereditarono in questo modo possessi e privilegi della famiglia Adelardi, che si era estinta[33].

Altri personaggi noti della famiglia in quel periodo storico sono:

  • Almerigo Giocoli, politico di parte guelfa, che collaborò con Giocolo Giocoli per consegnare la signoria di Ferrara agli Estensi[34].
  • Alessandro Giocoli, che avrebbe partecipato come comandante dell'esercito ferrarese all'assedio di Argenta, dal quale fu riportato come trofeo la grande catena che chiudeva il fiume Po a difesa di Ravenna, che venne appesa nella cattedrale. Sua moglie Livia, che avrebbe organizzato e inviato nuove truppe in aiuto ai ferraresi, sarebbe stata celebrata con una statua innalzata in suo onore nella piazza Regia, andata distrutta nel terremoto del 1223[35]. Dopo la conquista di Argenta, ne sarebbe stato nominato governatore un altro membro della casata, Albertino Giocoli[36].

Duecento e Trecento[modifica | modifica wikitesto]

  • Guglielmo e Linguetta Giocoli furono i figli di Giocolo Giocoli, nominati nel 1183 nel testamento dello zio, Guglielmo II Adelardi[30]. Ebbero parte attiva nella vita politica ferrarese, schierati dalla parte degli Estensi come il padre. Il secondo è ricordato nel 1205, quando era podestà Azzo VI d'Este, tra i circa duecento membri di un "consiglio generale" che giurarono un importante accordo con Bologna[37].
  • Guglielmo Giocoli nel 1240 è tra i membri del consiglio del comune ferrarese che riconobbe ad Azzo VII d'Este la custodia del castello di Argenta.
  • Giocolo Giocoli partecipò nel 1264 con gli altri maggiorenti della città alla designazione di Obizzo II d'Este a signore di Ferrara dopo la morte di Azzo VII[38]. Secondo una fonte locale seicentesca sarebbe stato proclamato "capo dei nobili e signore del popolo", per il periodo 1270-1298[39] e nel 1274 avrebbe fatto erigere la chiesa di San Domenico[40]. Combatté e svolse incarichi diplomatici al servizio di Obizzo II: secondo una storia degli Estensi cinquecentesca, avrebbe guidato nel 1282 il contingente ferrarese che partecipò alla presa di Faenza[41] e l'anno successivo lo stesso contro Forlì[42]. Nel 1289 sarebbe stato inviato come ambasciatore a Modena per ricevervi in nome di Obizzo II il giuramento di fedeltà della città[43]. Alla sua morte fu sepolto nella cappella Giocoli all'interno della chiesa di Santa Maria del Tempio in Ferrara, ora scomparsa.[44]
  • Alcune fonti manoscritte, riportano inoltre una Dalmiana Giocoli, figlia di Jacomo, che avrebbe sposato molto presto lo stesso Olbizzo[45].
  • Ugolino Giocoli nel 1325 avrebbe conquistato per il marchese Rinaldo I d'Este il castello di Monteveglio[46]
  • Pietro e Tommasino Giocoli, figli di Bolgarino erano investiti di terre nel territorio della diocesi di Adria, concessione che fu loro rinnovata dal vescovo nel 1331[47].
  • Luigi e Bolgarino Giocoli si sarebbero ribellati al marchese Niccolò II d'Este e per questo motivo sarebbero stati giustiziati nel 1386[48].
  • Albertino Giocoli fu tra i consiglieri che governarono Ferrara durante la minore età di Niccolò III d'Este[49]. Dopo il funerale del marchese suo padre, morto nel 1393, sarebbe stato lui a sollevare da terra il giovanissimo erede e ad invitare la folla a riconoscerlo come nuovo signore di Ferrara[50] Avrebbe inoltre fatto erigere la statua del marchese Alberto V d'Este posta sulla facciata della cattedrale di Ferrara. L'anno successivo sarebbe stato proclamato "signore del popolo e capo dei nobili.[51]

Quattrocento e Cinquecento[modifica | modifica wikitesto]

La torre dei Giocoli a Sant'Arcangelo

Nell'ambito della partecipazione degli Estensi di Ferrara alla guerra tra la Repubblica di Venezia e i Da Carrara, signori di Padova (1404-1405), diversi membri della famiglia furono impiegati da Niccolò III d'Este come comandanti militari e ambasciatori. Aldobrandino Giocoli nel 1404, insieme a Bartolomeo Giocoli[52], avrebbe comandato parte delle truppe ferraresi quando Niccolò III tentò di riprendere Reggio Emilia da Ottobuono de' Terzi[53]. Giocolo Giocoli nel 1405 fu Consigliere del Marchese Niccolò III d'Este[54] e suo ambasciatore a Venezia per trattare la pace, abbandonando l'alleanza con Padova[55] e in seguito sarebbe stato inviato anche a Padova presso Francesco Novello da Carrara, suocero del marchese Niccolò III[56]. Nello stesso anno, ancora Aldobrandino Giocoli difese Rovigo, che teneva come luogotenente del marchese, dall'attacco dei Carraresi[57].

Aldobrandino Giocoli fu anche in seguito al servizio di Niccolo III: nel 1408 era "conte della Guardia" e fu inviato come ambasciatore presso il duca di Milano Giovanni Maria Visconti perché tenesse sotto controllo Ottobuono de' Terzi che da Piacenza attaccava i possedimenti estensi; al ritorno venne preso prigioniero da Facino Cane, nonostante il salvacondotto.[58]. Ancora nel 1424 fu inviato ambasciatore a Forlì per perorare la causa di Filippo Maria Visconti[59], tutore di Tebaldo Ordelaffi, figlio minore di Giorgio Ordelaffi, morto l'anno precedente.

Altri Giocoli sono citati successivamente nel Quattrocento e Cinquecento:

  • Giocolo Giocoli, figlio del defunto Bartolomeo, fu per conto degli Estensi al governo della città di Adria nel 1445, con il titolo di visconte[60].
  • Troilo Giocoli fu elevato al rango di conte palatino dall'imperatore Federico III d'Asburgo nel 1473[61].
  • Pier Maria Giocoli è elencato tra i governatori inviati dagli Estensi alla città di Adria per gli anni 1507-1508, con il titolo di visconte. Nel secondo anno della sua carica fu affiancato da Albertino Giocoli come luogotenente[62].
  • Fortunato Giocoli (Ferrara 28-04-1476- Ferrara 1548) alchimista ed erudito nelle scienze ermetiche fu I gentiluomo di corte del Duca Alfonso I d'Este ed ospitò nel suo laboratorio il giovane Paracelso[63] negli anni in cui studiò presso l'Università di Ferrara ove si laureo nel 1516.
  • Albertino Giocoli fu inoltre gonfaloniere di Santa Romana Chiesa[64] e partecipò ai combattimenti della lega di Cambrai[65]
  • Emanuele Giocoli fu Mecenate e Gentiluomo di Corte di Ercole I d'Este I e fu il promotore dell’arrivo a corte di celebri compositori valloni e fiamminghi, che resero la corte di Ferrara tra le più raffinate d’Europa.[66]
  • Ercole Giocoli nel 1508 ebbe il giuspatronato della cappella di San Pietro nella cattedrale di Ferrara, precedentemente appartenuto alla famiglia Tagliapietra, che l'aveva fondato nel 1380[67].
  • Ludovico Giocoli nel 1515 era parroco della chiesa chiesa di Sant'Apollinare e ne curò a proprie spese i restauri.[68]
  • Uberto Giocoli fu un erudito degli inizi del Cinquento di cui resta un manoscritto inedito degli Annali di Ferrara, custodito nella Biblioteca estense di Modena[69]

Dal Seicento ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli inizi del Cinquecento le menzioni dei membri della famiglia si fanno meno copiose: prima del 1657, un Giorgio Giocoli cedette il giuspatronato della cappella di San Pietro nella cattedrale di Ferrara, che i Giocoli avevano dal 1508, alla marchesa Virginia, vedova di Francesco Bevilacqua e ultima erede della famiglia Turchi di Ferrara[67]. Un altro Giorgio Giocoli (1658-1736) fu parroco a Guarda Ferrarese Pasini Frassoni 1914, citato in bibliografia, p. 214: "Nel 1715 il Baruffaldi scriveva che i Gioccoli erano rappresentati da don Giorgio, vicario della Guardia Ferrarese. Anche Antonio Frizzi[70], riporta che ai suoi tempi il ramo cadetto della sua famiglia era "estinta oppur tra il volgo confusa".

Agli inizi dell'XIX secolo il sacerdote Carlo Giocoli di Adria, appartenente ad un ramo secondario della famiglia, e il fratello Gaspare Giocoli (che era stato proclamato "conte del Sacro Romano Impero ed aiutante generale di sua altezza imperiale l'arciduca Giovanni d'Asburgo-Lorena"), condussero una rivolta contro l'occupazione napoleonica[71]

Ramo Principale di Sant'Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte senza eredi di Alfonso II d'Este nel 1598 e la Devoluzione del ducato di Ferrara allo Stato della Chiesa ad opera di papa Clemente VIII, i membri a capo del ramo principale della famiglia Giocoli di Jadera[72] dopo aver venduto i propri cospicui feudi nella piana del Po di Volano si trasferirono a Sant'Arcangelo (provincia di Potenza)[73]. Acquistarono feudi dai principi di Stigliano[74] e fecero edificare il convento di San Michele dei frati riformati, nel quale si trova affrescato il loro stemma ed una lapide sepolcrale del 1636.[75] Il blasone dei Giocoli, con onde sormontate da tre stelle d'oro, compare anche in un locale sotterraneo della torre Giocoli, su una lapide, e nella locale chiesa di Sant'Anna.

Alla famiglia dei Principi Giocoli di Sant'Arcangelo appartiene Carlo Francesco Giocoli (Sant'Arcangelo 1665 - Napoli 1723), vescovo di San Severo (1703-1717) e quindi di Capaccio.[76] Carlo Fortunato Giocoli, avvocato e noto ermetista fu Gran Maestro Vicario del Rito Egizio Tradizionale.[77] Michele Giocoli (1903-1989), pittore ed intellettuale[78], partecipò alla Quadriennale di Roma del '31 ed alla Biennale d'arte di Venezia (edizioni del 1936 e del 1940 e nel 1978)[79] e negli anni trenta fu membro della giuria del Sindacato nazionale delle arti.

Emanuele Giocoli fu podestà di Potenza (1928-1932). Sua figlia, Ada Giocoli, animatrice di un importante salotto culturale e politico [80] è stata decorata nel 1970 della medaglia d'oro di prima classe al merito della Croce Rossa Italiana[81]. Alla sua morte, il 3 luglio del 2006 la famiglia Giocoli di Sant'Arcangelo si è estinta nella nobile famiglia dei Ripa Montesano di Montemurro trasferendone titoli e prerogative.

Fede di Nobiltà del 1575 che conferma il titolo di Principi di Jadera già in uso nel ramo principale della famiglia sin dalla metà del VI secolo

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

Furono nobili di Ferrara e diversi membri della famiglia furono sotto gli Estensi "conti della Guardia" e visconti di Adria. Furono inoltre signori di Serravalle, Copparo e Argenta e patrizi di Voghenza[3]. Dal 1473 ricevettero il titolo di conti palatini. Il ramo principesco della famiglia ebbe anche il titolo di visconti di Sant'Arcangelo.

Secondo riscontri documentati della tradizione familiare[6] furono sin da tempi antichissimi principi di Jadera e nel X secolo anche duchi del castrum Ferrarae.[28]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fede di Nobiltà del 1575 custodita presso l'Archivio storico del Comune di Ferrara-Archivio Antico (1393-1898) Sezione III Manoscritti
  2. ^ Adelmo Iosi, Memorie storiche della nobile famiglia Giocoli discendente dai Jocoli anteriori agli Estensi, custodito nella Biblioteca estense universitaria di Modena (catalogo dei manoscritti italiani, pp.2-3)
  3. ^ a b Memorie storiche d'Argenta raccolte ed illustrate dal Canonico D. Francesco Leopoldo Bertoldi, in Ferrara MDCCCXV per Gaetano Bresciani.
  4. ^ Costantino Gatta, La Lucania Illustrata- Alle Glorie immortali dell'Illustris., e Reverendis. Signore Principe D. Carlo Francesco Giocoli Vescovo di Velia, Pelio, Agropoli e Capaccio - Napoli 1723 per Antonio Abri
  5. ^ La casata Giocoli di S.Arcangelo di Lucania di Carlo Caterini
  6. ^ a b Fede di Nobiltà del 1575 op. cit.
  7. ^ Ughi 1804, citato in bibliografia, p.14.
  8. ^ Ferruccio Pasini-Frassoni, in Rivista del collegio araldico, 1925, p. 531.
  9. ^ Gerardo Giocoli, Notizie storiche di Sant’Arcangelo, Tipografia Lucana, Lagonegro 1902, p.13
  10. ^ La Casata dei Giocoli - edizione riveduta ed aggiornata nel 2016 sulla base della precedente versione La Casata Giocoli di S.Arcangelo di Lucania di Carlo Caterini
  11. ^ Storia della Dalmazia, Volume 1 Giovanni Cattalinich per i tipi dei Fratelli Battara, Zara 1834.
  12. ^ Simeone Gliubavaz, Cronache Dalmate p.27, storico nato a Zara nel 1608 lasciò numerose opere sulla Storia della Dalmazia, in questo manoscritto cita l'elevazione dei Joculi a Principi di Jadera.
  13. ^ Alessandro Duran, La Dalmazia nell'arte italiana vol.1 Dalla preistoria all'anno 1450 Milano MCMXXI Fratelli Treves Editori.
  14. ^ R. Eitelberger von Edelberg, Die Mittelalterlichen Kunstdenkmäler Dalmatiens Vienna 1884 parla di questa epigrafe che era presso il museo privato Pellegrini-Danieli di Zara, che unitamente ad altro prezioso materiale della collezione fu venduto nel 1858 al Conte P. Cernazzi di Udine.
  15. ^ La notizia è documentata in una testo manoscritto di Adelmo Iosi, intitolato Memorie storiche della nobile famiglia Giocoli discendente dai Jocoli anteriori agli Estensi, custodito nella Biblioteca estense universitaria di Modena (catalogo dei manoscritti italiani, pp.2-3). Secondo Ferruccio Pasini-Frassoni ("Dissertazioni storiche e genealogiche. La stirpe dei Giocoli", in Rivista araldica (Collegio araldico), 13,4, 20 aprile 1915, pp.244-250) il capostipite dei Giocoli (o Joculi, o Giochi) sarebbe un certo Petrone, vivente nell'anno 940.
  16. ^ Nicolò Casolio, Annali pag. 13 citato in Alfonso Maresti, Teatro genealogico, et istorico dell'antiche, & illustri famiglie Ferrara, Volume 1 p.62
  17. ^ Maresti 1678, citato in bibliografia, volume 2, pp.160-161
  18. ^ Maresti 1678, citato in bibliografia, volume 1, p.118.
  19. ^ Maresti 1678, citato in bibliografia, volume 1, p.120.
  20. ^ Alessandro Sardi, 'Origine del Ducato et della città di Ferrara-Ferrara, Biblioteca comunale Ariostea, manoscritto
  21. ^ Marcantonio Guarini. Compendio historico dell'origine, accrescimento, e prerogatiue delle Chiese e luoghi pii della città e diocesi di Ferrara, Eredi Baldini, 1621, p.474.
  22. ^ La notizia è riportata ancora nella cronaca nobiliare seicentesca (Maresti 1678, volume 1, p.130) e da Pompeo Vizzani, Istorie Annali, p.43
  23. ^ Maresti 1678, citato in bibliografia, volume 3, pp.53-54.
  24. ^ Pasini Frassoni 1914, citato in bibliografia, p.240.
  25. ^ La chiesa si trovava nella parte alta della città, detta Germiniana: Marcantonio Guarini, Compendio historico dell'origine, accrescimento, e prerogatiue delle chiese, e luoghi pij della città e diocesi di Ferrara, Eredi Baldini, 1621, p.86. Oggi la chiesa è scomparsa.
  26. ^ Alessandro Sardo, Origine del Ducato et della Città di Ferrara (c. 1r) Al Sig.r Iulio Mosto, Ferrara 1530-1588. Secondo un testo erudito seicentesco (Eugenio Gamurrini, Istoria genealogica delle famiglie nobili toscane et umbre, volume II, Firenze 1671, testo on line, pp.510-511), i Giocoli ferraresi della fine dell'XI secolo, così come pure altri Giocoli noti invece a Firenze nella stessa epoca, discenderebbero dalla famiglia fiorentina dei Roverella.
  27. ^ Riccobaldo da Ferrara, Compilatio Chronologica, 1313.
  28. ^ a b Adelmo Iosi, op. cit.
  29. ^ Castagnetti 1991, citato in bibliografia, p.26. Giocolo Giocoli sarebbe stato per alcuni, invece, figlio di Federico, già menzionato (Ughi 1804, citato in bibliografia), che sarebbe stato il primo ad utilizzare Giocoli come cognome (Eugenio Gamurrini, Istoria genealogica delle famiglie nobili toscane et umbre, volume II, Firenze 1671, testo on line, pp.510-511) e un Linguetta Giocoli in epoca precedente (1164) sarebbe menzionato come console della città (Ughi 1804, citato in bibliografia)
  30. ^ a b Castagnetti 1991, citato in bibliografia, p.27.
  31. ^ Delle antichità estensi ed italiane trattato di Lodovico Antonio Muratori Parte Prima Capitolo XXXVI p.355 in Modena Stamperie Ducali
  32. ^ Riccobaldo da Ferrara, Chronica parva Ferrariensis, p.156; Maresti 1678, citato in bibliografia, volume 1, p.8.
  33. ^ Castagnetti 1991, citato in bibliografia, p.19.
  34. ^ Ughi 1804, citato in bibliografia, p.14; Castagnetti 1991, citato in bibliografia, pp.18-19.
  35. ^ Maresti 1678, citato in bibliografia, volume 3, pp.16-17. Per la distruzione della statua: Giovan Battista Cinthio Giraldi, Fragmenti, p.202.
  36. ^ Maresti 1678, citato in bibliografia, p.17.
  37. ^ Castagnetti 1991, citato in bibliografia, p.42.
  38. ^ L. Simeoni, "L'elezione di Obizzo d'Este a signore di Ferrara", in Archivio storico italiano, 1935, pp.177-179; Castagnetti 1991, citato in bibliografia, p.50.
  39. ^ Maresti 1683, citato in bibliografia, p.23.
  40. ^ Maresti 1683, citato in bibliografia, p.23: a questi si oppone tuttavia Vincenzo Bellini, Delle monete di Ferrara, Giuseppe Rinaldi, Ferrara 1761, p.46.
  41. ^ Ughi 1804, citato in bibliografia.
  42. ^ Pigna 1572, citato in bibliografia, p.244.
  43. ^ Pigna 1572, citato in bibliografia, pp.201-252; Ughi 1804, citato in bibliografia.
  44. ^ MarcAntonio Guarini, Compendio historico dell'origine, accrescimento, e prerogatiue delle chiese di Ferrara, Eredi Baldini, 1621, p.474
  45. ^ Alessandro Sardi, Dell’Origine del Ducato e della città di Ferrara, manoscritto conservato presso l'archivio di Stato di Mantova (mss. Bibl. 3).
  46. ^ Pigna 1572, citato in bibliografia, p.325; Ughi 1804, citato in bibliografia.
  47. ^ Laura Graziani Secchieri, Silvia Superbi, "Il cimitero ebraico del Sesto di San Romano: prime riflessioni", in Analecta pomposiana, 34, 2009, pp.171-251 (testo on line), p.175, nota 16.
  48. ^ Notizia tratta dalla pagina sui Giocoli del sito SerravalleWeb.com, che cita come fonte il volume Giovanni Raminelli, Serravalle. Profilo storico di un paese della Bassa Ferrarese, Rovigo, 1980.
  49. ^ Giuseppe Petrucci, Il castello di Ferrara. Reminiscenze istoriche, Brusselle 1888, p.27.
  50. ^ Frizzi 1796, citato in bibliografia p.393; Giuseppe Manini Ferranti, Compendio della storia sacra e politica di Ferrara, tomo II, Ferrara 1808, p.315.
  51. ^ Maresti 1683, citato in bibliografia, p.35; Pasini Frassoni 1914, citato in bibliografia, p.241.
  52. ^ Bartolomeo Giocoli è anche menzionato per aver tenuto l'orazione funebre per il nobile Marco Cagnaci nel 1385: Maresti 1678, citato in bibliografia, volume II, p.9.
  53. ^ Pigna 1572, citato in bibliografia, p.468.
  54. ^ Alfonso Maresti Teatro geneologico et istorico dell'antiche & illustri famiglie di Ferrara, Volume 3 p.226
  55. ^ Frizzi 1793, citato in bibliografia, volume 3, p.388
  56. ^ Pigna 1572, citato in bibliografia, pp.485-488.
  57. ^ Pigna 1572, citato in bibliografia, p.488; Frizzi 1793, citato in bibliografia, volume 3, p.389.
  58. ^ Pigna 1572, citato in bibliografia, p.506
  59. ^ Pigna 1572, citato in bibliografia, p.544.
  60. ^ Francesco Girolamo Bocchi Sulla condizione antica e moderna di Adria città del regno del Lombardo Veneto di Luigi Groto, volume 1, Venezia 1830, p.5.
  61. ^ Elda Martellozzo Forin, "Conti palatini e lauree conferite per privilegio. L'esempio padovano del sec. XV", in Annali di storia delle Università italiane, 3, 1999 (testo on line).
  62. ^ Francesco Girolamo Bocchi Sulla condizione antica e moderna di Adria città del regno del Lombardo Veneto di Luigi Groto, volume 1, Venezia 1830, p.71.
  63. ^ Netzhammer, Raymund: Theophrastus Paracelsus, Das Wissenswerteste über dessen Leben, Lehre und Schriften, Einsiedeln 1901, p.47.
  64. ^ "Notizie relative a Ferrara per la maggior parte inedite" ricavate da documenti ed illustrate da Luigi Napoleone Cittadella, bibliotecario Socio della Imperiale Accademia degli Antiquari di Francia-Ferrara pei Tipi eli Domenico Taddei M DCGG LXIV
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  68. ^ Giuseppe Antenore Scalabrini, Memorie istoriche delle chiese di Ferrara e de' suoi borghi, Carlo Coatti editore, Ferrara 1773 (testo on line) p.142.
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  70. ^ (Memorie storiche della nobile famiglia Bevilacqua, Parma 1779 (testo on line), p.167
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  73. ^ La casata Giocoli di S.Arcangelo di Lucania di Carlo Caterini
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  75. ^ Caterini Carlo Gens Catherina de terra Balii-Edizioni Scientifiche Calabresi. Rende 2009
  76. ^ Carlo dell'Aquila coordinatore, Cronotassi Iconografia e Araldica dell'Episcopato Pugliese - Unione Regionale dei Centri di ricerche storiche artistiche archeologiche e speleologiche di Puglia - Progetto finanziato dalla Regione Puglia
  77. ^ A Cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello LOGOS, "Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti"- Napoli 7 Luglio 2017- pag. 87 ISBN 9788894296433
  78. ^ Enciclopedia Treccani, su treccani.it.
  79. ^ Arte del Novecento in Basilicata, da Joseph Stella a Giacinto Cerone. 1894-2004 Published on Jan 14, 2016 Realizzato dallo storico dell’Arte Giuseppe Appella, nella collana "Basilicata in Tasca - Guide storico-culturali" a cura dell'APT Basilicata See Less
  80. ^ Giuseppe Guido Lo Schiavo Il Mare di Pietra - Roma Vito Bianco Editore 1960 pag. 74-78
  81. ^ Archivio storico della Croce Rossa Italiana, annali 1970.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Battista Pigna, Historia de principi di Este cominciando dalle cose principali della rivolutione del Romano imperio infino al 1476, Valgrisi, Venezia 1572 (testo on line su Google eBook).
  • Alfonso Maresti, Teatro genealogico, et istorico dell'antiche, & illustri famiglie di Ferrara, Ferrara 1678.
  • Alfonso Maresti, Cronologia et istoria de capi, e giudici de savii della città di Ferrara, Ferrara 1683 (testo on line).
  • Antonio Frizzi, Memorie per la storia di Ferrara, volume 1, F. Pomatelli, Ferrara 1791; volume 2, F. Pomatelli, Ferrara 1791; volume 3, F. Pomatelli, Ferrara 1793, volume 4, F. Pomatelli, Ferrara 1796; volume 5, Giuseppe Rinaldi (eredi), Ferrara 1809.
  • Luigi Ughi, Dizionario storico degli uomini illustri ferraresi, volume II, Ferrara 1804, pp. 14–15 (testo on line).
  • Ferruccio Pasini Frassoni, Dizionario storico-araldico dell'antico Ducato di Ferrara, Roma 1914.
  • Andrea Castagnetti, La società ferrarese (secoli XI-XIII), Libreria universitaria editrice, Verona 1991 (testo on line).
  • Caterini Carlo, Gens Catherina de terra Balii, Edizioni Scientifiche Calabresi, Rende 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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