Giocoli

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Princely crown.svg
Giocoli
Stemma del Casato dei Giogoli.jpg
Di rosso, alla stella di otto raggi: filiera dentata; il tutto d'oro.
StatoLabarum of Constantine the Great.svg Impero romano d'Occidente
Byzantine Palaiologos Eagle.svg Impero Bizantino
Flag of the Greek Orthodox Church.svg Ducato Romano
Corona ferrea monza (heraldry).svg Reame Longobardo
Coat of arms of the Canossa family.svg Ducato di Tuscia
Ducado de Modena (antes de 1830).svg Signoria di Ferrara
Ducado de Modena (antes de 1830).svgDucato di Ferrara
Stato Pontificio Stato Pontificio
Bandera de Nápoles - Trastámara.svg Regno di Napoli
Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1816).svg Regno delle Due Sicilie
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
Italia Italia
Casata principalePrincipi Giocoli di Jadera ramo di Sant'Arcangelo
Titoli[1][2][3][4][5][6]
Cross pattee.png Principe di Jadera
Cross pattee.png Principe di Ferrara
Cross pattee.png Duca del Castrum Ferrarae
Cross pattee.png Conte Palatino
Cross pattee.png Conte del Sacro Romano Impero
Cross pattee.png Conte e Signore della Guardia
Cross pattee.png Visconte e Signore di Adria
Cross pattee.png Visconte di Faenza
Cross pattee.png Nobile e Signore di Ferrara
Cross pattee.png Signore di Serravalle
Cross pattee.png Signore di Copparo
Cross pattee.png Signore di Argenta
Cross pattee.png Signore di Voghenza
Cross pattee.png Nobile di Sant'Arcangelo.
FondatoreJoculo dei Joculi
Data di fondazioneVI secolo
Etniaitaliana
Rami cadetti
  • Giocoli dei Roverella
  • Giocoli-Turchi
  • Giocoli di Fiorenza
  • Giocoli-Cati (estinti)
  • Giocoli-Catani (estinti)
  • Giocoli-Gruamonti (estinti)
  • Giocoli-Raticheri (estinti)
  • Giocoli di Serravalle (estinti)

La famiglia Giocoli è una nobile famiglia di Ferrara di parte guelfa fra le più antiche d'Europa, attestata storicamente sin dal VI secolo.[7] Fu alleata della famiglia Adelardi e nemica dei ghibellini Torelli ed in seguito fu costantemente legata agli Este[8] con i quali si imparentò e partecipò attivamente al mecenatismo della corte ferrarese.[9]

Secondo quanto storicamente documentato[10] esponenti del ramo principale dei principi di Jadera si sono radicati nel XVI secolo a Sant'Arcangelo, in Basilicata.[11]

Origini leggendarie[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione familiare gli Joculi Liburni di stirpe Illirica, contribuirono alla fondazione di un avamposto in una penisola che verrà denominata Jader intorno al IX secolo a.c.[12]

Ebbero un ruolo apicale di governo e militare durante le campagne romane contro i Dalmati schierati al fianco del Re Genzio,[13] ed a seguire dopo il periodo in cui la Dalmazia divenne provincia Romana, furono elevati a Princeps di Jadera.[14]

Vi è anche traccia di questa dignità in un'epigrafe rinvenuta a Zara intorno al XV secolo in prossimità dello spessore del muro della Chiesa di Santa Domenica, ove fu posta in salvo durante i lavori di demolizione.[15][16]

Origini storiche[modifica | modifica wikitesto]

Resti delle case turrite dei Giocoli a Ferrara in via Cammello

Secondo i primi documentati storici, i principi Joculi di Jadera avrebbero lasciato la Dalmazia in seguito alla riconquista bizantina della regione da parte di Belisario nel 535 e sarebbero giunti in quell'anno a Ferrara dove ebbero un ruolo attivo e una crescente influenza nella vita politica della città. Il capostipite sarebbe stato, secondo queste ricostruzioni, Joculo dei Joculi, principe di Jadera[17].

Capostipite[modifica | modifica wikitesto]

Il capostipite fu Joculo dei Joculi, principe di Jadera che visse nel VI secolo a Ferrara.[18]

  • Feltrino Joculi compare nella leggendaria vita di san Maurelio di Voghenza: insieme ad altri cavalieri lo avrebbe accompagnato nel 644 ad Edessa e qui sarebbe stato ucciso dopo aver assistito al martirio del santo[19].
  • Feltrino II Signore di Ferrara compare in una storia nobiliare seicentesca.[20]

Nel X secolo il "Duca Joculi, principe di nobilissima stirpe dalmata" Duca del Castrum Ferrarae, avrebbe edificato un castello all'interno del castrum ferrarese[25] pertanto il Castello si presume che fu detto dei Curtensi in virtù della presenza della corte dei principi Giocoli.[26] Successivamente fece edificare la chiesa di San Gregorio Magno (alla quale i Giocoli, nel XII secolo aggiunsero il campanile)[27].

Un riferimento che denota la nascita di un ramo cadetto, è relativo ad un esponente del casato Ildebrando Joculi il quale si radicò a Firenze[28] ed intorno all'anno 940 suo figlio Petrone, fu il Capostipite del ramo dei Giocoli di Fiorenza[29]

Anno Mille[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni dei Joculi signore di Ferrara muore nel 1052. Durante il suo governo aveva inviato suo Nipote Albertino I in qualità di ambasciatore nella Real Corte di Francia, ove accumulò fama e ricchezze ed al suo rientro a Ferrara alla morte di Giovanni, fu anch'egli ascritto nel primo Tomo delle Famiglie Nobili.[33]

Ulteriori informazioni sono documentate in riferimento alla seconda metà dell'XI secolo:

  • Linguetta Giocoli è menzionato nelle cronache nel 1164 come console della città di Ferrara [40]
  • Giocolo I Giocoli Signore della Guardia, figlio del Duca Federico, fu il personaggio storicamente più documentato della famiglia. Imparentato con la famiglia dei Linguetta[41] sposò una sorella di Guglielmo II Adelardi[42], alleandosi così con una delle più potenti e ricche famiglie ferraresi. Di parte guelfa, con il suo cospicuo patrimonio[43] ed il suo appoggio politico contribuì significativamente al rafforzamento della posizione degli Estensi a Ferrara[44], favorendo la promessa di matrimonio della nipote Marchesella Adelardi, figlia di Adelardo Adelardi dei Marchesella, signore di Ferrara, e di Dalmiana Giocoli, con Azzo VI d'Este, figlio di Azzo V e nipote di Obizzo I.[45] Sebbene il matrimonio non venisse mai celebrato a causa della prematura morte della promessa sposa nel 1186, gli Este grazie ai Giocoli ereditarono in questo modo i considerevoli possedimenti della famiglia Adelardi, che si era estinta nei Giocoli trasferendone il titolo di Principe di Ferrara e tutte le prerogative.[46] Questa scelta di campo si rivelò determinante per la fortuna degli estensi, che da questo momento con l'alleanza dei principi Giocoli iniziarono ad assumere un sempre maggiore peso negli equilibri di potere locali [47]Il Muratori afferma nelle Antichità Estensi: “che i Giocoli, a' quali deveniva l'eredità, permisero, ut eam Marchiones haberent, ut adjutores, et Capitanei suae partis essent Ferraria.” I Giocoli benché eredi dei Marchesella Adelardi, pur mantenedone i titoli non vollero rivendicare la cospicua eredità, ma volentieri la concessero ai marchesi d'Este affinché fossero i capi del loro partito di Ferrara.[48] Fu console della città nel 1164 e nel medesimo anno fu fra i pochi consoli che ricevono il privilegio federiciano. [49] Nel 1191 assiste all'emanazione del privilegio di Enrico VI di Svevia. Nel 1192 trattò con il papa Celestino III per ottenere la dignità di pieve per la chiesa edificata nella sua signoria di Guardia, nella diocesi di Adria, donata alla Chiesa romana[50]. L'anno seguente dona alla chiesa romana una proprietà nel suo feudo di Guardia oltre i confini del territorio ferrarese, sul Po, nella diocesi di Adria il Pontefice personalmente concede l'autorizzazione della costruzione di una chiesa e dispone che abbia dignità plebana. L'atto rafforza e testimoniala posizione ragguardevole di Giocolo I e del suo casato.[51]

Altri personaggi noti della famiglia in quel periodo storico sono:

  • Dalmiana Giocoli che andò in sposa ad Adelardo Adelardi dei Marchesella, signore di Ferrara.
  • Almerigo Giocoli, politico di parte guelfa, collaborò con Giocolo Giocoli I per consegnare la signoria di Ferrara agli Estensi avendo un ruolo primario nella vicenda legata alla nozze della nipote Marchesella Adelardi, figlia di Adelardo Adelardi dei Marchesella, signore di Ferrara, e di Dalmiana Giocoli, con Azzo VI d'Este [52]. Fece edificare la Chiesa di Santa Croce (Ferrara) è di Ferrara intorno al 1090. Il suo nome compare fra i protagonisti di un Melodramma in tre atti dal titolo Marchesella[53]
  • Alessandro Giocoli, che avrebbe partecipato come comandante dell'esercito ferrarese all'assedio di Argenta, dal quale fu riportato come trofeo la grande catena che chiudeva il fiume Po a difesa di Ravenna, che venne appesa nella cattedrale. Sua moglie Livia, che avrebbe organizzato e inviato nuove truppe in aiuto ai ferraresi, sarebbe stata celebrata con una statua innalzata in suo onore nella piazza Regia, andata distrutta nel terremoto del 1223[54].
  • Albertino II Giocoli un altro membro della casata, dopo la conquista di Argenta, fu nominato governatore e Signore di Argenta.[55].
  • Taurello Giocoli nel 1195 con altri nobili è Consigliere e membro dei Savi per la città di Ferrara in una disputa con la Signoria di Brescia con il titolo di Sapientum et Procuratorum Ferrariae[56].

Duecento e Trecento[modifica | modifica wikitesto]

Chiostro della chiesa templare di Santa Maria del Tempio fatta edificare dai Principi Giocoli

Questo periodo storico legò la famiglia dei principi Giocoli, che in più esponenti avevano partecipato alle crociate,[57] in maniera salda all'ordine del Tempio presente in Ferrara.[58] I principi contribuirono con importanti sostanze alla costruzione della chiesa di Santa Maria del Tempio ove fecero realizzare l'imponente cappella gentilizia detta "della rosa" ove si custodirono per secoli parecchie sepolture dei principi.[59] Il primo ad esservi sepolto fu il templare Giocolo Giocoli II, già "capo dei nobili e signore del popolo", per il periodo 1270-1298.[60] Il casato ricevette anche il feudo di Voghenza di cui ebbero la signoria intorno al 1200[61]

  • Guglielmo I e Linguetta Giocoli furono i figli di Giocolo I Giocoli e della sorella di Adelardo Adelardi dei Marchesella, nominati nel 1183 nel testamento dello zio, Guglielmo II Adelardi[62] ottennero privilegi ed il titolo di Principe di Ferrara dei Marchesella Adelardi. Ebbero parte attiva nella vita politica ferrarese, schierati dalla parte degli Estensi come il padre. Il secondo è ricordato nel 1205, quando era podestà Azzo VI d'Este, divenendo in rappresentanza delle maggiori famiglie ferraresi ed in qualità di membro del Consiglio Generale firmatario, di un importante accordo giurato in materia monetaria stipulato con il comune di Bologna[63].
  • Guglielmo II Giocoli figlio di Giocolo di Linguetta, nel 1240 è tra i membri del consiglio del comune ferrarese che riconobbe ad Azzo VII d'Este la custodia del castello di Argenta.[64]
  • Giocolo II Giocoli, Visconte di Faenza e valoroso Capitano, partecipò nel 1264 con gli altri maggiorenti della città alla designazione di Obizzo II d'Este a signore di Ferrara dopo la morte di Azzo VII[65]. Secondo una fonte locale seicentesca sarebbe stato proclamato "capo dei nobili e signore del popolo", per il periodo 1270-1298[66] e nel 1274 avrebbe fatto erigere la chiesa di San Domenico[67]. Combatté e svolse incarichi diplomatici al servizio di Obizzo II: secondo una storia degli Estensi cinquecentesca, avrebbe guidato nel 1282 il contingente ferrarese che partecipò alla presa di Faenza[68] alla testa di mille fanti, i quali s'accompagnarono alle genti di Malatesta da Rimini, di Tribaldello Manfredi & de Bolognesi.[69] e l'anno successivo lo stesso contro Forlì[70]. Nel 1289 sarebbe stato inviato come ambasciatore a Modena per ricevervi in nome di Obizzo II d'Este il giuramento di fedeltà della città[71]. Alla sua morte ebbe una sepoltura templare nella cappella dei principi Giocoli all'interno della chiesa di Santa Maria del Tempio in Ferrara, ora scomparsa.[72]
  • Dalmiana II Giocoli,una figlia di Jacomo, secondo alcune fonti manoscritte, avrebbe sposato molto presto lo stesso Obizzo II[73].
  • Giocolo III Giocoli gentiluomo di corte e di portata, valoroso uomo d'armi fu inviato dal Marchese Nicolò I d'Este come ambasciatore per trattare a Carrara la pace con i Veneziani.[74]
  • Ugolino Giocoli nel 1325 avrebbe conquistato per il marchese Rinaldo I d'Este il castello di Monteveglio[75]
  • Pietro e Tommasino Giocoli, figli di Bolgarino Signore di Adria erano investiti di terre in feudo nel territorio della diocesi di Adria, con il titolo di Visconte concessione che fu loro rinnovata dal vescovo nel 1331[76].
  • Luigi e Bolgarino Giocoli Signori di Serravalle si sarebbero ribellati al marchese Niccolò II d'Este e per questo motivo sarebbero stati giustiziati nel 1386,[77] estinguendosi così il ramo cadetto dei Giocoli di Serravalle, i cui possedimenti furono confiscati dagli Este ed i Titoli trasferiti ai Giocoli di Ferrara da sempre fedeli alla casata estense.
  • Albertino III Giocoli fu tra i consiglieri che governarono Ferrara durante la minore età di Niccolò III d'Este[78]. Dopo il funerale del marchese suo padre, morto nel 1393, sarebbe stato lui a sollevare da terra il giovanissimo erede e ad invitare la folla a riconoscerlo come nuovo signore di Ferrara[79] Avrebbe inoltre fatto erigere la statua del marchese Alberto V d'Este posta sulla facciata della cattedrale di Ferrara. L'anno successivo sarebbe stato proclamato "signore del popolo e capo dei nobili.[80]

Quattrocento e Cinquecento[modifica | modifica wikitesto]

Il torrione del palazzo Giocoli a Sant'Arcangelo

Nell'ambito della partecipazione degli Estensi di Ferrara alla guerra tra la Repubblica di Venezia e i Da Carrara, signori di Padova (1404-1405), diversi membri della famiglia furono impiegati da Niccolò III d'Este Marchese di Ferrara come comandanti militari e ambasciatori.

  • Giocolo Giocoli IV figlio del defunto Bartolomeo, nel 1405 fu Consigliere del Marchese Niccolò III d'Este[87] e suo ambasciatore a Venezia per trattare la pace, abbandonando l'alleanza con Padova[88] e in seguito sarebbe stato inviato anche a Padova presso Francesco Novello da Carrara, suocero del marchese Niccolò III[89].Fu per conto degli Estensi al governo della città di Adria nel 1445, con il titolo di Visconte diAdria[90].

Altri Giocoli sono citati successivamente nel Quattrocento e Cinquecento:

  • Antonio Giocoli dei Roverella signore del Castello di Rovere, famiglia patrizia di Rovigo appartenente ad un ramo cadetto del casato, si stanziò a Ferrara nella metà del XV secolo ed acquistò "il grandioso palazzo che sta accanto al soppresso oratorio di S. Giovanni Battista"[91]
  • Troilo Giocoli fu elevato al rango di conte palatino dall'imperatore Federico III d'Asburgo nel 1473[92]
  • Pier Maria Giocoli è elencato tra i governatori inviati dagli Estensi alla città di Adria per gli anni 1507-1508, con il titolo di visconte.[93] Nel secondo anno della sua carica fu affiancato da Albertino IV Giocoli come luogotenente[94].
  • Fortunato Giocoli (Ferrara 28-04-1476- Ferrara 1548) alchimista ed erudito nelle scienze ermetiche fu I gentiluomo di corte del Duca Alfonso I d'Este ed ospitò nel suo laboratorio il giovane Paracelso[95] negli anni in cui studiò presso l'Università di Ferrara ove si laureo nel 1516.
  • Albertino IV Giocoli partecipò come Luogotenente del Duca Alfonso I d'Este, ai combattimenti della lega di Cambrai [96]
  • Emanuele I Giocoli fu Mecenate e Gentiluomo di Corte di Ercole I d'Este I e fu il promotore dell'arrivo a corte di celebri compositori valloni e fiamminghi, che resero la corte di Ferrara tra le più raffinate d'Europa.[97]
  • Ercole Giocoli nel 1508 ebbe il giuspatronato della cappella di San Pietro nella cattedrale di Ferrara, precedentemente appartenuto alla famiglia Tagliapietra, che l'aveva fondato nel 1380[98].
  • Ludovico Giocoli nel 1515 era rettore della chiesa chiesa di Sant'Apollinare e ne curò a proprie spese i restauri.[99]
  • Uberto Giocoli fu un erudito degli inizi del Cinquento di cui resta un manoscritto inedito degli Annali di Ferrara, custodito nella Biblioteca estense di Modena[100]

Seicento a Ferrara[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che i componenti del ramo principale dei Principi Giocoli di Jadera lasciarono Ferrara, le menzioni dei membri dei rami cadetti della famiglia si fanno meno copiose: prima del 1657, un Giorgio Giocoli cedette il giuspatronato della cappella di San Pietro nella cattedrale di Ferrara, che i Giocoli possedevano dal 1508, alla marchesa Virginia, vedova di Francesco Bevilacqua ed ultima erede della famiglia Turchi di Ferrara[98]. Un altro Giorgio Giocoli (1658-1736) fu parroco a Guarda Ferrarese [101] Nel 1715 il Baruffaldi scriveva che i Giocoli erano rappresentati da don Giorgio, vicario della Guardia Ferrarese.[102] il quale riporta che ai suoi tempi il ramo cadetto della sua famiglia era "estinta oppur tra il volgo confusa".

Nel 1809 il sacerdote Carlo Giocoli di Adria, appartenente ad un ramo cadetto della famiglia ed il fratello Gaspare Giocoli condussero una rivolta contro l'occupazione napoleonica. Gaspare Giocoli fu proclamato conte del Sacro Romano Impero ed aiutante generale da sua altezza imperiale l'arciduca d'Austria Giovanni d'Asburgo-Lorena), [103] che comandava l'esercito dell'Austria Interna, all'inizio della Guerra della Quinta coalizione, combattendo contro le forze francesi di Eugene de Beauharnais in Italia.

Ramo principale di Sant'Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte senza eredi di Alfonso II d'Este nel 1598 e la Devoluzione del ducato di Ferrara allo Stato della Chiesa ad opera di papa Clemente VIII, i membri a capo del ramo principale della famiglia dei principi Giocoli di Jadera[104] dopo aver venduto i propri cospicui feudi nella piana del Po di Volano si trasferirono a Sant'Arcangelo di Lucania[105]. Acquisirono importanti poderi nella valle della Val d'Agri, aggiungendo ai loro titoli quello di Nobili di Sant'Arcangelo[106] e fecero edificare il convento di San Michele dei frati riformati, nel quale si trova affrescato il loro stemma e una lapide sepolcrale del 1636.[107] Il blasone dei Giocoli, con onde sormontate da tre stelle d'oro, compare anche in un locale sotterraneo della torre Giocoli, su una lapide, e nella locale chiesa di Sant'Anna.

Il primo componente della famiglia Giocoli radicato nel Regno di Napoli fu il notaio Don Antonio Giocoli principe di Jadera.

Molti notai, magistrati, giuristi, politici, diplomatici, Gran Maestri della Massoneria[108] ed alti prelati, hanno avuto i natali nella casata dei Giocoli. Alla famiglia dei Principi Giocoli di Sant'Arcangelo appartiene don Carlo Francesco Giocoli[109] (Sant'Arcangelo 1665 - Napoli 1723), vescovo di San Severo (1703-1717) e quindi di Capaccio.[110]

  • Carlo Fortunato Giocoli dei Principi di Jadera, avvocato e noto ermetista fu Gran Maestro Vicario del Rito Egizio Tradizionale.[111]
  • Michele Arcangelo Giocoli di Sant'Arcangelo, nato il 1830, Giudice presso la Gran Corte Criminale della Basilicata.
  • Michele Giocoli di Sant'Arcangelo (1903-1989), pittore ed intellettuale[112], partecipò alla Quadriennale di Roma del '31 ed alla Biennale d'arte di Venezia (edizioni del 1936 e del 1940 e nel 1978)[113] e negli anni trenta fu membro della giuria del Sindacato nazionale delle arti.
  • Il Principe di Jadera Don Carlo Francesco, Dottore in legge, nel 1800 trasferì il suo casato a Potenza edificando il suo Palazzo nell'arteria principale della città.
  • Sua figlia, la Principessa Ada Giocoli di Jadera, animatrice di un importante salotto culturale e politico [114] è stata decorata nel 1970 della medaglia d'oro di prima classe al merito della Croce Rossa Italiana[115] Alla sua morte, il 3 luglio del 2006 la famiglia Giocoli di Sant'Arcangelo si è estinta nella nobile famiglia dei Ripa Montesano di Montemurro trasferendone titoli e prerogative.
Fede di Nobiltà del 1575 che conferma il titolo di Principi di Jadera già in uso nel ramo principale della famiglia sin dalla metà del VI secolo

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

Secondo riscontri documentati storicamente della tradizione familiare[7] furono sin da tempi antichissimi ben prima del VI secolo principi di Jadera e nel X secolo anche duchi del castrum Ferrarae.[18], dal VII secolo nobili e signori di Ferrara. Diversi membri della famiglia furono sotto gli Estensi "conti della Guardia" e visconti di Adria. Furono inoltre signori di Serravalle, Copparo ed Argenta e patrizi di Voghenza[3]. Dal 1473 ricevettero il titolo di conti palatini. Il ramo principesco della famiglia acquisì anche il titolo di nobili di Sant'Arcangelo.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fede di Nobiltà del 1575 custodita presso l'Archivio storico del Comune di Ferrara-Archivio Antico (1393-1898) Sezione III Manoscritti
  2. ^ Adelmo Iosi, Memorie storiche della nobile famiglia Giocoli discendente dai Jocoli anteriori agli Estensi, custodito nella Biblioteca estense universitaria di Modena (catalogo dei manoscritti italiani, pp.2-3)
  3. ^ a b Francesco Leopoldo Bertoldi, Memorie storiche d'Argenta, in Ferrara, per Gaetano Bresciani, 1815
  4. ^ FERRUCCIO PASINI-FRASSONI, nelle "Dissertazioni Storiche e Genealogiche" - “LA STIRPE DEI GIOCOLI”, nella Rivista Araldica del Collegio Araldico - Roma, Anno XIII°, N. 4 - 20 aprile 1915
  5. ^ Costantino Gatta, La Lucania Illustrata- Alle Glorie immortali dell'Illustris., e Reverendis. Signore Principe D. Carlo Francesco Giocoli Vescovo di Velia, Pelio, Agropoli e Capaccio - Napoli 1723 per Antonio Abri
  6. ^ La casata Giocoli di S.Arcangelo di Lucania di Carlo Caterini
  7. ^ a b Fede di Nobiltà del 1575 op. cit.
  8. ^ Ughi 1804, citato in bibliografia, p. 14.
  9. ^ Ferruccio Pasini-Frassoni, in Rivista del collegio araldico, 1925, p. 531.
  10. ^ Carlo Caterini, Famiglia Giocoli, su nobili-napoletani.it. URL consultato il 17 aprile 2021.
  11. ^ Gerardo Giocoli, Notizie storiche di Sant'Arcangelo, Tipografia Lucana, Lagonegro 1902, p.13
  12. ^ Riflessioni sopra la storia della Dalmazia dai suoi primordi Opera storica del cavalier Paolo Maria Duiella da Trau Dedicato al Signor Eccellenza Reverendissima Don Vittorio Priuli, Vescovo di Zara Canonico regolare della Congregazione del Santissimo Salvatore lateranense In Venezia MDCCXI con licenza dei superiori, p. 35
  13. ^ nel 167 a.c. Giovanni Cattalinich, Storia della Dalmazia, Volume 1, Zara, per i tipi dei Fratelli Battara, 1834.
  14. ^ Simeone Gliubavaz, Cronache Dalmate, p. 27. Storico nato a Zara nel 1608 lasciò numerose opere sulla Storia della Dalmazia, in questo manoscritto cita l'elevazione dei Joculi a Principi di Jadera.
  15. ^ Alessandro Duran, La Dalmazia nell'arte italiana vol.1 Dalla preistoria all'anno 1450 Milano MCMXXI Fratelli Treves Editori.
  16. ^ (DE) R. Eitelberger von Edelberg, Die Mittelalterlichen Kunstdenkmäler Dalmatiens, Wien, 1884 parla di questa epigrafe che era presso il museo privato Pellegrini-Danieli di Zara, che unitamente ad altro prezioso materiale della collezione fu venduto nel 1858 al conte P. Cernazzi di Udine.
  17. ^ La notizia è documentata in un testo manoscritto di Adelmo Iosi, intitolato Memorie storiche della nobile famiglia Giocoli discendente dai Jocoli anteriori agli Estensi, custodito nella Biblioteca estense universitaria di Modena (catalogo dei manoscritti italiani, pp.2-3). Secondo Ferruccio Pasini-Frassoni ("Dissertazioni storiche e genealogiche. La stirpe dei Giocoli", in Rivista araldica (Collegio araldico), 13,4, 20 aprile 1915, pp.244-250) il capostipite dei Giocoli (o Joculi, o Giochi) sarebbe un certo Petrone, vivente nell'anno 940.
  18. ^ a b Adelmo Iosi, op. cit.
  19. ^ Nicolò Casolio, Annali, p. 13 citato in Alfonso Maresti, Teatro genealogico, et istorico dell'antiche, & illustri famiglie, Volume 1, Ferrara, p. 62
  20. ^ Maresti, 1678, citato in bibliografia, volume 2, pp.160-161
  21. ^ Maresti, 1678, citato in bibliografia, volume 2, pp.160-161
  22. ^ Teatro genealogico, et istorico dell'antiche, & illustri famiglie di Ferrara Volume 1 Di Alfonso Maresti pag.118.
  23. ^ Monumenta Germanica Historica, tomus V: Annales S. Benigni Divisionensis, Pag 39, anno 875.
  24. ^ Teatro genealogico, et istorico dell'antiche, & illustri famiglie di Ferrara -Volume 1 Di Alfonso Maresti pag.120.
  25. ^ Alessandro Sardi, 'Origine del Ducato et della città di Ferrara-Ferrara, Biblioteca comunale Ariostea, manoscritto
  26. ^ Marcantonio Guarini, Compendio historico dell'origine, accrescimento, e prerogative delle Chiese e luoghi pii della città e diocesi di Ferrara, Eredi Baldini, 1621.
  27. ^ Marcantonio Guarini, Compendio historico dell'origine, accrescimento, e prerogatiue delle Chiese e luoghi pii della città e diocesi di Ferrara, Eredi Baldini, 1621, p. 474.
  28. ^ Eugenio Gamurrini Istoria genealogica delle famiglie nobili toscane et umbre, Fiorenza 1671 Volume 2 Albero Genealogico p.517 (testo on line)
  29. ^ il Conte Ferruccio Pasini-Frassoni, nelle "Dissertazioni Storiche e Genealogiche" - “LA STIRPE DEI GIOCOLI”, nella Rivista Araldica del Collegio Araldico - Roma, Anno XIII°, N. 4 - 20 aprile 1915, dalla pagina 244 alla pagina 250, identifica il capostipite dei Giocoli (o Joculi, o Giochi) omettendo di specificare però che lo fu quale capostipite del casato dei Giocoli (o Joculi, o Giochi), ma del filone di Firenze
  30. ^ La notizia è riportata ancora nella cronaca nobiliare seicentesca (Maresti 1678, volume 1, p.130) e da Pompeo Vizzani, Istorie Annali, p.43
  31. ^ Annali di Pompeo Vizani, pag.43.
  32. ^ Teatro genealogico, et istorico dell'antiche, & illustri famiglie di Ferrara, Volume 1 Di Alfonso Maresti pag.130.
  33. ^ Teatro geneologico et istorico dell'antiche & illustri famiglie di di Ferrara Volume 3 Di Alfonso Maresti pag. 53-54.
  34. ^ Pasini Frassoni, 1914, citato in bibliografia, p. 240.
  35. ^ La chiesa si trovava nella parte alta della città, detta Germiniana: Marcantonio Guarini, Compendio historico dell'origine, accrescimento, e prerogatiue delle chiese, e luoghi pij della città e diocesi di Ferrara, Eredi Baldini, 1621, p. 86. Oggi la chiesa è scomparsa.
  36. ^ Alessandro Sardo, Origine del Ducato et della Città di Ferrara (c. 1r) Al Sig.r Iulio Mosto, Ferrara 1530-1588. Secondo un testo erudito seicentesco (Eugenio Gamurrini, Istoria genealogica delle famiglie nobili toscane et umbre, volume II, Firenze 1671, testo on line, pp.510-511), i Giocoli ferraresi della fine dell'XI secolo, così come pure altri Giocoli noti invece a Firenze nella stessa epoca, discenderebbero dalla famiglia fiorentina dei Roverella.
  37. ^ Eugenio Gamurrini, Istoria genealogica delle famiglie nobili toscane et umbre, volume II, Firenze 1671 pp.510-511 , testo on line
  38. ^ Origine del Ducato et della Città di Ferrara scritta da Alessandro Sardo (c. 1r)"Al Sig.r Iulio Mosto" -Sardi, Alessandro <1530-1588>Ferrara.
  39. ^ Compilatio Chronologica di Riccobaldo da Ferrara -1313.
  40. ^ (Ughi 1804, citato in bibliografia)
  41. ^ Castagnetti 1991, citato in bibliografia, p.26. Giocolo Giocoli fu, figlio del Duca Federico, già menzionato (Ughi 1804, citato in bibliografia), che sarebbe stato il primo ad utilizzare Giocoli come cognome (Eugenio Gamurrini, Istoria genealogica delle famiglie nobili toscane et umbre, volume II, Firenze 1671, testo on line, pp.510-511) e un Linguetta Giocoli in epoca precedente (1164) sarebbe menzionato come console della città (Ughi 1804, citato in bibliografia)
  42. ^ Castagnetti 1991, citato in bibliografia, p.27.
  43. ^ Lodovico Antonio Muratori, Delle antichità estensi ed italiane, Modena, Stamperie Ducali, Parte Prima, Capitolo XXXVI, p. 355
  44. ^ Riccobaldo da Ferrara, Chronica parva Ferrariensis, p. 156; Maresti, 1678, citato in bibliografia, volume 1, p. 8.
  45. ^ Castagnetti 1991, citato in bibliografia, pp.18-19.
  46. ^ Castagnetti, 1991, citato in bibliografia, p. 19
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  51. ^ Andrea Castagnetti 1991 citato in bibliografia, p.27
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  53. ^ il cui libretto e la musica furono realizzati dal Dott. Cosimo Burali-Forti. L'opera lirica fu rappresentata la prima volta in Arezzo nel Regio teatro Petrarca nel carnevale 1876-77. parole e musica del Dott. Cosimo Burali-Forti ; rappresentato la prima volta in Arezzo nel Regio Teatro Petrarca nel carnevale 1876-77., su loc.gov.
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  67. ^ Maresti 1683, citato in bibliografia, p.23: a questi si oppone tuttavia Vincenzo Bellini, Delle monete di Ferrara, Ferrara, Giuseppe Rinaldi, 1761, p. 46.
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  84. ^ Bartolomeo Giocoli è anche menzionato per aver tenuto l'orazione funebre per il nobile Marco Cagnaci nel 1385: Maresti, 1678, citato in bibliografia, volume II, p. 9.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Battista Pigna, Historia de principi di Este cominciando dalle cose principali della rivolutione del Romano imperio infino al 1476, Venezia, Valgrisi, 1572 (testo on line su Google eBook).
  • Alfonso Maresti, Teatro genealogico, et istorico dell'antiche, & illustri famiglie di Ferrara, Ferrara, 1678.
  • Alfonso Maresti, Cronologia et istoria de capi, e giudici de savii della città di Ferrara, Ferrara, 1683 (testo on line).
  • Antonio Frizzi, Memorie per la storia di Ferrara, volume 1, Ferrara, F. Pomatelli, 1791; volume 2, Ferrara, F. Pomatelli, 1791; volume 3, Ferrara, F. Pomatelli, 1793, volume 4, Ferrara, F. Pomatelli, 1796; volume 5, Ferrara, Giuseppe Rinaldi (eredi),1809.
  • Luigi Ughi, Dizionario storico degli uomini illustri ferraresi, volume II, Ferrara, 1804, pp. 14–15 (testo on line).
  • Ferruccio Pasini Frassoni, Dizionario storico-araldico dell'antico Ducato di Ferrara, Roma, 1914.
  • Andrea Castagnetti, La società ferrarese (secoli XI-XIII), Verona, Libreria universitaria editrice, 1991 (testo on line).
  • Caterini Carlo, Gens Catherina de terra Balii, Rende, Edizioni Scientifiche Calabresi, 2009, ISBN 9788889464571.

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