Giochi de le Porte

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I Giochi De Le Porte è una rievocazione storica che si svolge a Gualdo Tadino, in provincia di Perugia, l'ultimo fine settimana di settembre di ogni anno. Nei tre giorni del palio, la cittadina, situata nel cuore dell'Umbria, s'immerge interamente in un'atmosfera medievale, facendo rivivere l'antico palio di San Michele Arcangelo patrono della città. Per l'occasione, le vie si tingono dei colori delle quattro porte: San Benedetto (torre gialla in campo blu), San Donato (torre gialla in campo bianco), San Facondino (torre gialla in campo verde) e San Martino (torre gialla in campo rosso), le quali si contendono il Palio ed il privilegio di bruciare l'effigie della Bastola, la "strega", antica nemica di Gualdo, a cui è stato attribuito il terribile incendio che distrusse la città. L'organizzazione in quartieri era già evidenziata nel 1200, anche se non poteva ancora essere considerata una realtà giuridica. In seguito, intorno alla metà del XIII secolo la presenza dell'imperatore Federico II di Svevia, e di tutta la sua corte, fu determinante per la città in quanto nel 1242 fece erigere una piccola cinta muraria, che racchiudeva tutta Gualdo per ricongiungersi alla Rocca Flea. Vi erano ben 5 torri di difesa e 4 porte di accesso: Porta San Facondino, Porta San Martino,Porta San Donato e Porta San Benedetto, la cui denominazione deriva dalla presenza di altrettante chiese extraurbane corrispondenti alle porte di accesso alla città antica. Ben presto anche la città si organizzò in quartieri corrispondenti ognuno a ciascuna porta.

Cenni Storici[modifica | modifica wikitesto]

Il Palio sicuramente si richiama alle antiche giostre equestri che caratterizzavano le ricorrenze patronali che la città di Gualdo celebrava l'8 maggio e il 29 settembre di ogni anno. Di questo antico Palio si ha notizia per la prima volta nel 1661, infatti il 25 marzo di tale anno il massimo Consiglio cittadino stabilisce con Decreto lo svolgimento della grande fiera dell'8 maggio della durata di otto giorni e che per tale periodo dovevano essere esonerate le tasse dai comuni con lo scopo di favorire il commercio locale. In un documento del 1665, redatto da Menchino da Sassoferrato, si testimonia ancora l'esistenza di un Palio della città di Gualdo Tadino, ma la prima descrizione del suo svolgimento è contenuta in un Decreto del Cardinal Legato in Gualdo, Antonio Chiocci del Monte che porta la data del 29 agosto 1669. In tale decreto si legge (dal testo di Storia Civile ed Ecclesiastica di Gualdo Tadino del Dr. Ruggiero Guerrieri): Ai precedenti Decreti il Cardinal Legato, ne faceva seguire un terzo, il 29 agosto 1669, comprendente le 4 seguenti rubriche:

I. Premesso che la fiera indetta ogni anno in occasione della festa dell'apparizione di San Michele Arcangelo, durante otto giorni del mese di maggio, per antica consuetudine era esente dai comuni balzelli e pedaggi, si estendeva ora tale esenzione, similmente durante otto giorni anche a qualsiasi altra tassa imposta sulle carni, pesci di fiume,vini e gassose e simili commestibili, e ciò affinché nelle taverne, alberghi ed ospizi, migliori condizioni si potessero fare ai forestieri, i quali affluirebbero così in maggior numero alla fiera stessa.

II. Considerando che per la scarsezza del loro salario (quattro ducati di carlini e otto carlini ogni bimestre) il Gonfaloniere e i Priori che essendo in carica risiedevano permanentemente nel palazzo pubblico, erano costretti a farsi recare il vitto nel Palazzo stesso dalle proprie case con grande incomodo dei familiari, si concedeva ad essi un aumento di salario, affinché potessero tenere a loro disposizione un cuoco in detto palazzo. Per sopperire a questo aumento di salario, la somma occorrente si sarebbe provveduta in parte con proventi della bottega per vendita di carne che il comune possedeva nella piazza del Soprammuro ed in parte adibendovi la metà della somma assegnata al Palio, che si usava correre nella festa di San Michele Arcangelo, l'altra metà ai "Balisterii et Scoppettereii", che prendevano parte al palio stesso.

III. Per evitare che gli abusi commessi dai Pubblici Ufficiali del Comune, potessero restare impuniti come erasi già verificato, si prescriveva che l'antica usanza di sottoporli a sindacato al termine delle loro funzioni, usanza che non era più regolarmente eseguita, fosse con rigore ripristinata per tutti gli Ufficiali suddetti, fatta eccezione per il Luogotenente del Legato, che solo quest'ultimo poteva sindacare." Del Palio, che scomparve agli inizi del XVII secolo, non se ne ebbe più memoria fino agli anni settanta, quando una più attenta rilettura delle fonti storiche facilitò la sua rievocazione in chiave moderna come sfida tra i quattro rioni cittadini la cui denominazione, Porta de S. Benedetto, Porta de S. Donato, Porta de S. Facondino e Porta de S. Martino deriva dalla presenza di altrettante chiese corrispondenti alle Porte di accesso alla città antica.

I giochi oggi[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale manifestazione "rinasce" nel 1970 quando la Pro tadino, affiancata da storici Gualdesi, decise di creare un evento che potesse dare lustro e interesse alla città. La prima edizione venne fatta quasi per sbaglio, l'idea era buona, ma doveva essere studiata a fondo, magari inventando un elemento nuovo che potesse attirare l'attenzione dei visitatori, da qui l'idea geniale dei Gualdesi: il somaro. Dopo quell'edizione, ci sono voluti sette anni di studi e di idee per rielaborare l'intera manifestazione; così, nel 1978 nascono gli attuali Giochi de le Porte.

Organizzazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

I tre giorni di festa sono così organizzati:

Il venerdì[modifica | modifica wikitesto]

è la giornata inaugurale della manifestazione, sancita dalla lettura del proclama (Bando del Gonfaloniere) di apertura dei Giochi de le Porte e dedicata all'apertura delle quattro Taverne (locali caratteristici che nei tre giorni della festa offrono agli avventori vino e prelibate pietanze); un colorito corteo di vivandieri anima la piazza e accompagna le taverniere che, di lì a poco, saranno protagoniste dello scambio dei doni, un gesto simbolico di fratellanza tra le quattro Porte. La serata si conclude con l'esibizione dei tamburini delle quattro Porte ed infine con quella del Gruppo sbandieratori.

Il sabato[modifica | modifica wikitesto]

inizia alle ore 14.00 con le prove in Piazza dei frombolieri e degli arcieri, al termine il Gruppo Balestrieri Waldum si esibisce in una gara di tiro che stabilirà quale balestriere avrà l'onore di custudire e portare in corteo il Palio (drappo dipinto per l'occasione da quotati artisti). Nel tardo pomeriggio, si esibisce il gruppo dei "Piccoli Alfieri", il gruppo degli sbandieratori fino ai 14 anni d'età. È questo il giorno dedicato al lancio della sfida tra le quattro Porte, nonché il giorno del "grande corteo": 1000 figuranti delle quattro Porte, sfilano per le vie della città in rigorose riproduzioni di abiti tardo medioevali, ognuna delle quali rievoca scene di vita ed allegorie medioevali. I quattro cortei confluiscono in Piazza Grande, dove ogni Priore legge il "Bando" con il quale lancia la sfida ai Priori delle Porte avversarie. Terminata la lettura, i cortei lasciano l'arengo maggiore, lasciando il posto a balli e canti.

La domenica[modifica | modifica wikitesto]

La domenica è la giornata del Palio, il giorno dedicato ai veri "Giochi": inizia la mattina con la pesa dai carretti e con i sorteggi dell'ordine di gara. Alle 14.00 i cortei fanno il loro ingresso nell'arengo maggiore, dove i figuranti e gli spettatori attendono con trepidazione l'inizio delle gare che porteranno alla vittoria una delle quattro Porte, alla quale spetterà l'onore di accendere il fuoco che brucerà la Bastola, nemica giurata della città. A conclusione della giornata, avverrà lo scambio dei fazzolettoni tra i quattro Priori e lo stendardo della porta vincitrice verrà appeso, per tutto il mese di ottobre, al terrazzo del palazzo comunale.

Il Palio di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Sono quattro le gare che dovranno essere disputate tra le Porte: corsa con il carretto trainato dal somaro e guidata da auriga e frenatore, tiro con la fionda, tiro con l'arco e la spettacolare corsa del somaro a pelo (senza sella); in caso di spareggio sarà quest'ultima gara a decretare il vincitore.

Le Gare[modifica | modifica wikitesto]

  • Corsa del somaro con il carretto

È una corsa a cronometro lungo un percorso di 800 metri che si snoda in senso antiorario per le vie del centro storico, l'imprevedibilità dell'animale, rende affascinante ed incerta una gara che negli ultimi anni si è giocata sul filo dei secondi. Il carretto deve avere un peso minimo di 160 kg, ed un diametro delle ruote compreso tra 85 cm e 96 cm, non sono ammesse ruote con cuscinetti di nessun genere.

La fionda non deve avere appoggi, segni e bilancieri. Dovranno essere colpiti e/o rotti nº 5 piatti di ceramica del diametro di 20 cm, posti a 20 metri di distanza, sul quale è raffigurato al centro un cuore rosso, il cuore della Bastola, antica strega nemica di Gualdo. Devono essere utilizzate come "proiettili" delle biglie sferiche di vetro o metallo. Il tempo massimo per effettuare la gara è di 5 minuti. Alla fine della gara nel caso in cui due o più giocolieri abbiano ottenuto lo stesso punteggio saranno effettuati tiri di spareggio. (dallo scorso anno è nata a Gualdo Tadino, la federazione italiana Tiro con la Fionda)

Deve essere utilizzato un arco monolitico, non deve avere appoggi, segni e stabilizzatori che possono essere utilizzati per facilitare il tiro. Dovranno essere scagliate nº 5 frecce su bersagli di 60 cm di diametro, costituiti da cerchi concentrici di diversi colori e di diverso punteggio: Giallo interno = 10 punti - Giallo esterno = 9 punti - Rosso = 7 punti - Blu = 5 punti - Nero = 3 punti - Bianco = 1 punto. I tiri verranno effettuati dalla distanza di 25 m, tempo massimo per effettuare la gara 5 minuti. Alla fine della gara nel caso in cui due o più giocolieri abbiano ottenuto lo stesso punteggio saranno effettuati tiri ad oltranza con una sola freccia, finché un arciere non riporterà un punteggio superiore.

La gara dovrà essere disputata contemporaneamente dalle quattro porte. I fantini devono cavalcare il somaro senza l'utilizzo di nessun tipo di sella, lungo il percorso inverso della gara a carretto. Ogni fantino chiamato dal giudice di campo deve schierarsi sulla linea di partenza tenendo a capezza il somaro. Al via della gara i fantini dovranno salire in groppa al somaro ed iniziare la corsa. L'ordine di arrivo sarà valutato sul somaro primo arrivato anche se privo di conducente. Tempo massimo per effettuare la gara 10 minuti.

Proclama di Apertura dei Giochi de le Porte[modifica | modifica wikitesto]

« Gente de Gualdo e de le Castella tutte: Udite, Udite!

S'aprono i Giochi de le Porte, nobile tenzone ne la quale le abilitate de lo Conducente dee esser pari a quella de li compagni suoi tiratori. Gente de San Donato, gente de San Facondino, gente de san Benedetto, gente de San Martino siate pronti a la gioia et l'euforia tutta, ma, li vostri entusiasmi contenuti sieno ne lo lecito e ne lo cavalleresco. Che li giorni de li festeggiamenti abbian a esser, pe lo vincitore et lo somaro suo, altissimo orgoglio et sana allegria pe la comunitate tutta. A lo forestiero che a dimandare vene chi lo Palio de le Porte vincette, s'abbia dire che lo messere a lo quale la vittoria arridette lo fece co virtude et grande honore. Sempre possa rinnovellasse la fama, la honestade, la gioia et lo valore pe la città de Gualdo, la quale tenette sempre testa a lo nimico invasore, che sempre vincette. Tutti correte ne lo arengo maggiore a rimirar la horiginal tenzone; anco co grida, anco co urla et at osannar lo vincitore, lo qualo co lo foco la Bastula traditora averà lo diritto de bruciare Gente de Gualdo tutta scendete ne le piazze, ne le vie; partecipate co li cavalieri tutti a lo avvenimento più fastoso e desiato, de lo quale li forestieri de la nostra grandezza e de la nostra abilitate diranno. Sono aperti da lo giorno de oggi li "Giochi de le Porte" »

(Il Gonfaloniere)

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

1970: San Facondino

1978: San Facondino

1979: San Facondino

1980: San Facondino

1981: San Facondino

1982: Non assegnato

1983: San Donato

1984: San Martino

1985: San Donato

1986: San Donato

1987: San Donato

1988: San Donato

1989: San Facondino

1990: San Martino

1991: San Martino

1992; San Martino

1993: San Martino

1994: San Benedetto

1995: San Facondino

1996: San Benedetto

1997: Non disputato a causa del terremoto del 26 settembre 1997

1998: San Martino

1999: San Benedetto

2000: San Donato

2001: San Benedetto

2002: San Donato

2003: San Donato

2004: San Donato

2005: San Facondino

2006: San Donato

2007: San Benedetto

2008: San Donato

2009: San Facondino

2010: San Martino

2011: San Benedetto

2012: San Facondino

2013: San Facondino

2014: San Donato

2015: San Donato

2016: San Benedetto

2017: San Facondino

Porta Num. vittorie
San Donato 13
San Facondino 12
San Martino 7
San Benedetto 7

Palio di Primavera[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2010, ogni terza domenica di maggio, si corre il Palio di Primavera, che vede impegnati ragazzi e bambini di età non superiore ai 14 anni, in sfide simili a quelle del Palio di settembre.

Le distanze di tiro sono ridotte e i piccoli somari, nella corsa a carretto attaccati a dei piccoli carretti, corrono all'interno della piazza in un piccolo "anello".

Anche il sabato è molto simile a quello del palio vero e proprio, con tanto di corteo storico e bandi di sfida dai piccoli "priorini".

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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