Gioacchino Cataldo

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Gioacchino Cataldo (Isola di Favignana, 24 maggio 1941) è un pescatore italiano.

La storia di Gioacchino è strettamente legata alle isole Egadi e allo Stabilimento Florio, dove inizia infatti a lavorare giovanissimo. Fa il tonnaroto per 33 anni e nel 1996 diventa rais (capo dei pescatori). Resterà rais per 11 anni, nel periodo più difficile della storia della tonnara di Favignana, cioè fino al 2007, l'anno dell'ultima mattanza e nel 2003 viene riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio culturale.[1].

Cooperativa "La Mattanza"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 insieme ad altri tredici tonnaroti costituisce la cooperativa "La Mattanza" che prende in gestione la tonnara nella speranza di riuscire a riorganizzare la pesca del tonno e mantenere viva la tradizione dell'isola.[2]

L'attività di divulgatore[modifica | modifica wikitesto]

È un profondo conoscitore del mare e in particolare della pesca del tonno tramite l'utilizzo di tonnare fisse di derivazione araba, una tradizione millenaria che sta ormai scomparendo. Racconta volentieri le tradizioni di questa pesca, mostrando le connessioni con la religione, tramite le preghiere, ne spiega i segreti tecnici delle reti, dei percorsi dei tonni e snocciola tutti i numeri di quella che era anche un'industria.

Grazie alla mole e al suo aspetto fisico imponente nonché alla posizione di rais della tonnara si è ritagliato negli anni, in coppia col vice rais Clemente Ventrone, il ruolo di testimonial della mattanza comparendo nelle cartoline e nelle foto più famose della mattanza, mentre arpionano e tirano su a braccia enormi tonni schivando i colpi della coda dei pesci.

Per la sua attività di divulgatore della conoscenza e delle tradizioni di questo tipo di pesca, Gioacchino nel 2006 è stato inserito tra i "Tesori Umani Viventi" del Registro Eredità Immateriali della Sicilia[3], un documento predisposto dalla Regione Siciliana per preservare le ricchezze immateriali dell'isola, e per questo è spesso citato come un uomo "patrimonio culturale"[4].

È stato chiamato spesso in televisione (Lineablu, MasterChef, etc.) per raccontare la storia della mattanza e i prodotti tipici ricavati dal tonno ed è citato come fonte in diversi libri sulle tradizioni della pesca del tonno[5][6], sia di ricette di cucina mediterranea[7][8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il regno (perduto) del tonno, su National Geographic. URL consultato il 18 maggio 2016.
  2. ^ Favignana, la mattanza della tonnara in nome dello star system, su Il Fatto Quotidiano, 24 settembre 2011. URL consultato il 20 maggio 2016.
  3. ^ Registro Eredità Immateriali, su rei.arcadeisegni.org. URL consultato il 18 maggio 2016.
  4. ^ MasterChef Italia, Rari ingredienti dal mare a MasterChef Italia 5, 18 febbraio 2016. URL consultato il 20 maggio 2016.
  5. ^ Theresa Maggio, Mattanza: Love and Death in the Sea of Sicily, Counterpoint, 2000, ISBN 9780738202693.
  6. ^ Rob van Ginkel, Coastal Cultures: An Anthropology of Fishing and Whaling Traditions, Aksant Academic Pub, 2008, pp. 42-46, ISBN 978-9055892945.
  7. ^ Pilati Giacomo; Allotta Alba, La cucina trapanese e delle isole. Storia e ricette, Orme Editori, 2013, ISBN 9788867100378.
  8. ^ Grandi Laura; Tettamanti Stefano, Sillabario goloso. L'alfabeto dei sapori, tra cucina e letteratura, Mondadori, 2011, ISBN 9788804611301.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]