Gino Roncaglia (filosofo)

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Gino Roncaglia (Roma, 11 gennaio 1960) è un filosofo e saggista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma, è figlio del filologo Aurelio Roncaglia, nipote dell'omonimo musicologo Gino Roncaglia e fratello dell'economista Alessandro Roncaglia.

Laureatosi in filosofia alla Sapienza Università di Roma nel 1984, è stato allievo di Tullio Gregory e Alfonso Maierù. Nel 1986 consegue il perfezionamento in Informatica umanistica, sempre presso la Sapienza. Consegue poi il dottorato in Filosofia nel 1993, presso l'Università di Firenze. Insegna Editoria digitale, Filosofia dell'informazione e Digital Humanities presso l'Università di Roma Tre[1]. In precedenza, dal 1996 al 2019 era stato prima ricercatore, poi professore associato presso l'Università della Tuscia, dove ha diretto un master in e-learning e corsi di perfezionamento su eBook e futuro del libro e sul web semantico. Dal 1983 al 1995 era stato documentarista bibliotecario presso l'Archivio Storico della Camera dei deputati, occupandosi dei primi progetti di digitalizzazione della documentazione storica.

Fra i pionieri dell'uso di internet in Italia e della riflessione sulle sue potenzialità culturali (in particolare nel settore dell'editoria e degli ebook), è socio fondatore dell'Associazione culturale Liber Liber. È stato autore con Marco Calvo, Fabio Ciotti e Marco A. Zela della fortunata serie di manuali su Internet pubblicati dalla casa editrice Laterza (sei edizioni e oltre venti ristampe fra il 1996 e il 2004). Oltre che sul mondo del web, sull'editoria digitale e sulle culture di rete, ha pubblicato numerosi studi e ricerche anche sulla storia della logica fra il Medioevo e Leibniz.

In ambito televisivo è stato fra gli autori della trasmissione Rai MediaMente e di numerosi altri programmi televisivi legati al mondo delle nuove tecnologie e delle reti, nonché dei programmi culturali Nautilus e Zettel - Filosofia in movimento in onda a partire dal gennaio 2012 sul canale Rai Scuola. Durante l'emergenza COVID-19, è stato autore e conduttore dei programmi di RAI Cultura Scuola@Casa, Scuola@Casa News e Scuola News, dedicati all'aggiornamento metodologico del corpo docente nei campi della didattica on-line e della didattica digitale integrata. Con Roberto Casati è autore di un progetto - denominato Wikilex - per l'uso di strumenti wiki nel drafting normativo, in un contesto di democrazia partecipata.

Ha fatto parte dal settembre 2015 del Comitato tecnico scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali [2] del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, da cui si è dimesso per protesta nel maggio 2016[3].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • L'età della frammentazione. Cultura del libro e scuola digitale. Roma-Bari:Laterza, 2017-2018; seconda edizione accresciuta, Roma-Bari:Laterza, 2020.
  • L'editoria fra cartaceo e digitale. Milano: Ledizioni, 2012.
  • La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro. Roma-Bari: Laterza, 2010.
  • Lingua e tecnologia. Usi della lingua e strumenti di rete, in Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Il libro dell'anno 2010: 308-20, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
  • Google Book Search e le politiche di digitalizzazione libraria. Digitalia, vol. 2 (2009): 17-35.
  • Dai metadati all'harvesting. La gestione di risorse informative attraverso repository interoperabili. Culture del testo e del documento, vol. 26 (2008).
  • Internet 2004. Manuale per l'uso della rete, con Marco Calvo, Fabio Ciotti, Marco A. Zela. Roma-Bari: Laterza, 2004.
  • Blogosfera e feed RSS. Una palestra per il Semantic web? Networks. Rivista di filosofia dell'intelligenza artificiale e scienze cognitive, 2 (2003).
  • Frontiere di rete. Internet 2001: cosa c'è di nuovo?, con Marco Calvo, Fabio Ciotti, Marco A. Zela. Roma-Bari: Laterza, 2001.
  • Il mondo digitale. Introduzione ai nuovi media, con Fabio Ciotti (13º edizione 2010). Roma-Bari: Laterza, 2000.
  • Palaestra Rationis. Discussioni su natura della copula e modalità nella filosofia Scolastica tedesca del XVII secolo. Firenze: Olschki 1996.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Prof. GINO RONCAGLIA, su Università Roma Tre. URL consultato il 5 aprile 2020.
  2. ^ Comitato tecnico-scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali, su beniculturali.it. URL consultato il 10 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2016).
  3. ^ Dimissioni organi consultivi MiBACT. Note a margine del concorso per 500 funzionari del Ministero Beni Culturali: mezzo bibliotecario per ogni biblioteca? E la tutela di libri e manoscritti chi la fa?, su aib.it. URL consultato il 23 agosto 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN122104613 · ISNI (EN0000 0000 8058 0658 · SBN CFIV155012 · LCCN (ENno2010097495 · GND (DE1198440147 · BNF (FRcb137441585 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2010097495