Gino D'Eliso

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Gino D'Eliso
NazionalitàItalia Italia
GenereRock progressivo[1]
Folk[1]
Pop[1]
Disco[1]
New wave[1]
Elettropop[1]
Periodo di attività musicale1976 – in attività
EtichettaNumero Uno
RCA Italiana
Philips
CGD
Vegas
EBS
Mitteleurock Production
Album pubblicati7
Studio7

Gino D'Eliso, all'anagrafe Luigi D'Eliso (Trieste, 19 giugno 1951), è un cantautore italiano.

Conosciuto come il "sovrano del rock mitteleuropeo"[2], negli anni ha pubblicato alcuni album, venendo anche premiato come miglior paroliere esordiente per il primo disco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e i primi album[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Trieste il 19 giugno 1951[3] da una famiglia di origine pugliese. Dopo gli studi liceali classici, si iscrive nel 1969 alla facoltà di filosofia, laureandosi con una tesi di laurea sulla psicologia applicata con successivo dottorato di ricerca nella città di Urbino[4]. All'età di sedici anni si esibisce insieme al suo primo gruppo, The Children (una band prevalentemente di cover), in un locale della città triestina[5].

Fa il suo debutto nel mondo della musica come solista nel 1976 con il disco Il mare, contenente otto brani e pubblicato dall'etichetta discografia Numero Uno che viene accolto positivamente dal pubblico[3], oltre a vincere il premio della critica come miglior paroliere esordiente[6]. Alla produzione dell'album collaborano Claudio Pascoli, Paolo Donnarumma e altri musicisti. Partecipa anche alla sesta ed ultima edizione del Festival del proletariato giovanile, organizzata da Re Nudo[7]. L'anno successivo conia il termine "Mitteleurock", cioè un genere musicale che collega il rock proveniente da Germania, Svizzera, Polonia e altri territori dell'ex Impero austro-ungarico[8]. Nello stesso anno viene messo in commercio il LP Ti ricordi Vienna? per RCA Italiana. Il vinile, a cui ha collaborato l'arrangiatore scozzese Tony Mimms, viene ricordato successivamente dallo stesso D'Eliso con senso di scontentezza, in quanto il principale genere musicale scelto è il funky non nelle corde del cantautore[9].

Nel 1979 produce il long playing Revolver per l'omonimo gruppo triestino per la Philips Records[10] e per la stessa casa discografica pubblica un nuovo vinile dal titolo Santi ed Eroi (conosciuto anche come Santi & Eroi) con distribuzione Phonogram[11]. Tra gli altri, nell'album suonano Eugenio Finardi, Walter Calloni e Claudio Pascoli[5]. Nello stesso anno subisce un incidente alle costole, dovendo rinunciare alla tournée programmata. Qualche mese dopo è l'opening act per i concerti dei Pooh[9].

Le nuove produzioni e il cambio[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi degli anni '80 vi è nella musica di D'Eliso uno sviluppo verso la musica mitteleurock[3][12], pubblicando nel 1980 il 45 giri Bigliardi/Mitteleurock per la Philips Records, registrato in uno studio del Galles.

Successivamente, la Warner acquista la Polygram e D'Eliso recede dal contratto. Per questo motivo, decide di inviare un demo alla Compagnia Generale del Disco con cui riceverà un nuovo accordo[9]. Nel 1983 viene divulgato il LP Cattivi Pensieri per la CGD[2], ottenendo un buon successo dalla critica. Il long playing vende quota quaranta mila copie e il cantante inizia un tour sia in Italia che in Germania[9]. Successivamente era già pronto un nuovo disco per il cantante, probabilmente in compact disc, ma a causa di dibattiti di carattere musicale sui testi non è mai uscito[5]. Inoltre, nello stesso periodo, D'Eliso presenta i Luc Orient[13] e Patrizia Pizzani alla casa discografica che li blocca, così il solista lascia l'etichetta. Nel 1983 partecipa anche all'edizione annuale di Un disco per l'estate. Fino al 1986 scrive colonne sonore e come co-regista riceve una segnalazione al Prix Italia[9].

Si trasferisce a Sarajevo, dove nel 1986 produce Una notte così del cantante Elio Pisak, pubblicato per l'etichetta jugoslava Jugoton, disco per cui scrive anche alcune canzoni. Inoltre, negli stessi anni è alle prese con la produzione di alcuni singoli[11]. Successivamente, è coordinatore delle pubbliche relazioni di ELETTRA a Trieste, un centro di ricerca internazionale[6].

Dagli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001, dopo diciotto anni dall'ultimo disco, pubblica Europa Hotel per East Border Sound. Il produttore del CD è Edy Meola[3] e contiene brani mai pubblicati prima[11]. Successivamente, tiene alcuni concerti e incontri sulla musica nelle scuole della città natale[14][15].

Nel 2011 viene messo in commercio un album di D'Elso dal titolo Ridatemi i congiuntivi! per l'etichetta Mitteleurock Production con dieci brani inediti[16], di cui alcuni registrati nel 1979 e una rivisitazione di Canzone d'amore del 1984[17].

In occasione dei trentacinque anni dall'uscita di Santi ed Eroi, esce una versiona ristampata per l'etichetta Universal Records. Nel marzo del 2014 va in onda su Rai 3 BIS FJK lo speciale "Gino D'Eliso & The Fabulous Rocker Boys" registrato nella città natale per la regia di Piero Pieri[5] e nello stesso anno ricorda Miran Hrovatin nel film Saluti da Miran del regista Giampaolo Penco[18].

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua carriera, è stato anche disc jockey per l'emittente slovena Radio Capodistria[12] tra il 1972 e il 1976 e successivamente è regista e programmatore per la sede RAI di Trieste e RTV in Svizzera. Inoltre, ha collaborato per colonne sonore sia per l'Italia che per altri paesi.

Nel 2011 è stato nominato consigliere per il comune di Trieste nella quarta circoscrizione con "Federazione della Sinistra"[19], diventandone Vice Presidente.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Singoli

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Gino D'Eliso, su progarchives.com. URL consultato il 29 maggio 2018.
  2. ^ a b L'espresso, Editrice L'Espresso, 1983. URL consultato il 29 maggio 2018.
  3. ^ a b c d Biografia di Gino D'Eliso, su rockol.it. URL consultato il 29 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2018).
  4. ^ Giulia Basso, Gino D’Eliso e la sua chitarra: «Donovan e Joan Baez erano la musica di tutti», in Il Piccolo, ilpiccolo.gelocal.it, 23 marzo 2018. URL consultato il 29 maggio 2018.
  5. ^ a b c d Gianfranco Terzoli, D'Eliso ritrova quei "favolosi ragazzi rock", in Il Piccolo, ricerca.geloca.it, 11 gennaio 2014. URL consultato il 29 maggio 2018.
  6. ^ a b Gianfranco Terzoli, Ti ricordi… D’Eliso?, in Fucine Mute, fucinemute.it, 1º luglio 2001. URL consultato il 29 maggio 2018.
  7. ^ Fabrizio Ravelli, Crosby: rock antidroga, in La Repubblica, ricerca.repubblica.it, 19 maggio 1989. URL consultato il 29 maggio 2018.
  8. ^ Renzo Stefanel, Piccoli Bowie d’Italia, rockit.it, 15 gennaio 2016. URL consultato il 29 maggio 2018.
  9. ^ a b c d e Furio Baldassi, D'Eliso, la storia del vecchio rocker che le busca da un gruppo di ragazzotti per aver chiesto di abbassare il volume, in Il Piccolo, ricerca.gelocal.it, 26 ottobre 2010. URL consultato il 29 maggio 2018.
  10. ^ Bio, su lucorient.it. URL consultato il 29 maggio 2018.
  11. ^ a b c Gino D'Eliso, su digilander.libero.it. URL consultato il 29 maggio 2018.
  12. ^ a b Panorama, 1983. URL consultato il 29 maggio 2018.
  13. ^ (EN) Luc Orient - Luc Orient LP, su darkentriesrecords.com. URL consultato il 29 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2018).
  14. ^ Cover acustiche Debelli/Erjavec, trieste.com, 13 dicembre 2017. URL consultato il 29 maggio 2018.
  15. ^ "Si fa preso a dire rock": grande successo per gli incontri con le scuole curati da Gino D'Eliso, scuoladimusica55.it, 29 dicembre 2009. URL consultato il 29 maggio 2018.
  16. ^ Gino D'Eliso presenta Ridatemi i congiuntivi alla Casa della Musica di Trieste, connessomagazine.it. URL consultato il 29 maggio 2018.
  17. ^ 30 settembre 2011, "Ridatemi i congiuntivi": esce il nuovo album del cantautore triestino Gino D'Eliso, fvgnews.net. URL consultato il 29 maggio 2018.
  18. ^ Silvia Fumarola, "Il nostro amico Hrovatin viaggiatore curioso che raccontava la guerra", in La Repubblica, ricerca.repubblica.it, 30 giugno 2014. URL consultato il 29 maggio 2018.
  19. ^ Federazione della Sinistra, su elezionistorico.regione.fvg.it. URL consultato il 29 maggio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]