Gilles Pécout

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Gilles Pécout

Gilles Pécout (Marsiglia, 2 dicembre 1961) è uno storico francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si è laureato all'École normale supérieure di Parigi, presso la quale è stato anche professore e direttore del Dipartimento di Storia[1].

Detiene la cattedra di Storia politica e culturale dell'Italia e dell'Europa mediterranea del XIX secolo presso la Sorbona.[2]

È noto al grande pubblico italiano grazie alla sua partecipazione nelle trasmissioni televisive RAI3 Il tempo e la storia e nel successore Passato e presente, di cui è anche membro del comitato scientifico [3][4][5].

Il 15 settembre 2016 è stato nominato rettore della Regione accademica Île-de-France e rettore dell'Accademia di Parigi[6].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il lungo Risorgimento. La nascita dell'Italia contemporanea (1770-1922) (Naissance de l'Italie contemporaine, 1770-1922), Bruno Mondadori, 2011, ISBN 9788861596153
  • (FR) Curatore: Penser les frontières de l'Europe du XIXe au XXIe siècle, PUF, 2004
  • (FR) Atlas de l'histoire de France, Autrement, 2007
  • (FR) Grand Atlas de l'Histoire de France, sotto la direzione di Jean Boutier, con Olivier Guyotjeannin, Autrement, 2011

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze francesi[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine nazionale al merito - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine nazionale al merito
— 14 maggio 2010[7]
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore
— 18 aprile 2014[8]
Commendatore dell'Ordine delle Palme accademiche - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine delle Palme accademiche
— 3 giugno 2014
Ufficiale dell'Ordine delle Arti e delle Lettere - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine delle Arti e delle Lettere
— 12 marzo 2019[9]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 2009[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN59221678 · ISNI (EN0000 0001 1765 5124 · LCCN (ENno99022569 · GND (DE1057602507 · BNF (FRcb131658352 (data) · BNE (ESXX1733937 (data) · BAV ADV12011841 · WorldCat Identities (ENlccn-no99022569