Gilberga di Foix

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Contea di Foix
Blason ville fr Foix (Ariège).svg

Bernardo Ruggero
Ruggero I
Pietro I Bernardo
Figli
Ruggero II
Figli
Ruggero III
Figli
Ruggero Bernardo I
Figli
Raimondo Ruggero
Figli
Ruggero Bernardo II
Figli
Ruggero IV
Figli
Ruggero Bernardo III
Figli
  • Gastone I
  • Costanza
  • Marta
  • Margherita
  • Brunissenda
Modifica

Gilberga o Gisberga o Ermessinda (Gilberga di Foix, divenuta regina consorte di Aragona, mutò il nome Gilberga in Ermessinda[1]) di Foix Gisberga anche, in spagnolo, in galiziano, in asturiano e in portoghese, Chisberga, in catalano e in aragonese, e Gisberge in francese (1015 circa – 1º dicembre 1049) fu una nobile francese vissuta nell'XI secolo che fu regina consorte di Aragona dal 1036 alla sua morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlia del conte di Carcassonne e di Couserans e futuro conte di Foix, Bernardo Ruggero I, e dell'erede della contea e futura contessa di Bigorre, Garsenda[2], figlia del conte di Bigorre, Garcia Arnaud e della moglie, Riccarda[3], di cui non si conoscono gli ascendenti.
Bernardo Ruggero I era il secondo figlio maschio del conte di Carcassonne, Ruggero I (930/40- dopo Aprile 1011) e di Adele di Pons († dopo Aprile 1011), come ci viene confermato dal documento n° 134 delle Preuves de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome V inerente ad una donazione in cui Bernardo Ruggero viene citato con i genitori[4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Cronaca piniatense[5], Gilberga, a Jaca, il 22 agosto 1036. fu data in sposa al re d'Aragona, Ramiro I (Ramiro, secondo la Ex Gestis Comitum Barcinonensium, era divenuto re di Aragona l'anno prima, nel 1035, succedendo al padre Sancio III di Navarra, morto quell'anno[6]), figlio illegittimo (sia secondo l'Ex Gestis Comitum Barcinonensium, che secondo la Crónica de San Juan de la Peña) del re di Pamplona, conte d'Aragona, conte di Sobrarbe e Ribagorza, conte di Castiglia, Sancho III Garcés il Grande e di una nobile originaria di Aibar (nobilissima domina de castro quod dicitur Ayunarum)[6] (una muller noble de Ayvar)[7], signora di Miranda, e del monastero di Santa Cecilia di Aibar, Sancha di Aibar, di cui non si conoscono gli ascendenti.
Divenuta regina consorte di Aragona Gilberga mutò il suo nome in quello di Ermessinda. Questo cambio di nome, oltre che dalla Cronaca piniatense[1] è confermato da un documento del Cartulario de Santa Cruz de la Serós, dell'ottobre 1076, in cui la figlia Sancha fa una donazione al monastero di Santa Cruz de la Serós[8][9].

La sorella di Gisberga, Stefania, sposò due anni dopo, nel 1038, a Barcellona, il fratellastro di Ramiro, Garcia III Sanchez, re di Pamplona, come viene confermato dalla nota n° XXII delle Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, dove erroneamente l'avvenimento è datato 1036[10].
Nonostante la doppia parentela Ramiro, considerava che Garcia III Sanchez avesse meno diritti di lui sulla Navarra, in quanto più giovane di lui, e secondo la Historia Silense[11], nel 1043, alleatosi con i re saraceni di Tudela e Saragozza, invase il regno di Navarra, ma fu sconfitto e dovette rientrare in Aragona [12].

Ermessinda (Gilberga) morì il 1º dicembre 1049 e fu tumulata nel Monastero di San Juan de la Peña[8], a sudovest di Jaca, dove fu raggiunta dal marito (nel 1063) e dal figlio, Sancho Ramirez (nel. 1094).

Gisbergaera stata regina consorte di Aragona per circa tredici anni. Suo marito, Ramiro I, circa cinque anni dopo la sua morte contrasse un secondo matrimonio con Agnese d'Acquitania, da cui non ebbe figli.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

A Ramiro Gisberga diede cinque figli[9][13]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 16, righe 24 e 25, pag. 449
  2. ^ (CA) Histoire Générale de Languedoc, Tome V, Preuves, doc. n° 207, par. VI, colonna 422
  3. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Nobiltà di Guascogna - GERSENDE de Bigorre
  4. ^ (CA) Histoire Générale de Languedoc, Tome V, Preuves, doc. n° 134, colonne 293 e 294
  5. ^ La Cronaca piniatense è una cronaca storiografica, voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona)
  6. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, cap. 19, pag 378
  7. ^ (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 14, righe 28 - 30, pag. 445
  8. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Nobiltà tolosana-GERBERGE de Foix
  9. ^ a b c (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Re d'Aragona -GERBERGE de Foix (RAMIRO Sánchez)
  10. ^ (FR) Histoire Générale de Languedoc, Tome V, Notes, nota n° XXII, par. XVIII, pag. 117
  11. ^ La Historia Silense è una cronaca, scritta in latino, verso il 1115, pare da un monaco del Monastero di Santo Domingo de Silos, che iniziava dai re Visigoti e arrivava al regno del re di Castiglia, Alfonso VI.
  12. ^ (CA) Historia Silense, pag. 64 e 65
  13. ^ (EN) #ES Genealogy : Re d'Aragona - King Ramiro I of Aragon
  14. ^ a b (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 16, righe 28 e 29, pag. 449
  15. ^ a b (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 16, riga 26, pag. 449
  16. ^ Il testamento di Urraca è datato tra il 1077 e il 1078.
  17. ^ a b (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 16, righe 27 e 28, pag. 449
  18. ^ (ES) #ES Historia de los condes de Urgel, Tomo I, pag. 329

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]