Gil Rossellini

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Gil Francesco Rossellini, nato Arjun Dasgupta (Bombay, 23 ottobre 1956Roma, 3 ottobre 2008), è stato un regista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano di origine indiana, figlio del regista indiano Haridashan Dasgupta e di Sonali Dasgupta; fu poi adottato da Roberto Rossellini, del quale la madre divenne compagna, trasferendosi in Italia nel 1958[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un praticantato iniziato giovanissimo sul set e in sala montaggio accanto al padre adottivo, Gil Rossellini esordì agli inizi degli anni ottanta collaborando con Martin Scorsese (Re per una notte).[2]

Alla fine degli anni ottanta e all'inizio anni novanta, Gil Rossellini produsse e diresse documentari girati in cinque continenti su argomenti che spaziavano dalla natura, flora e fauna a questioni politiche, sociali, culturali ed eventi conflittuali, esperienze che portarono lui e la sua cinepresa dalle vette dell'Himalaya al cuore del Rio delle Amazzoni, dai corridoi della Casa Bianca alle esperienze in prima linea nella guerra dei Balcani.[2]

Nel 2004 fondò, con il socio indiano Samir Gupta, la East India Production Company, con sedi a Londra e a Bombay, per promuovere opere della nuova generazione di autori indiani.[3]

Malattia e morte[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso anno, a causa di un incidente domestico, si ferì leggermente alla testa, contraendo tuttavia una gravissima infezione da stafilococco aureo e altri batteri che lo ridusse in coma per tre mesi e gli causò una piomiosite (rara infezione del muscolo scheletrico), degenerata in fascite necrotizzante; al risveglio non recuperò l'uso delle gambe, e dovette effettuare in seguito ben 45 interventi chirurgici, non guarendo mai completamente.[2] Decise allora di impegnarsi per i disabili nelle sue condizioni e realizzò tre documentari autobiografici, Kill Gil vol. 1, Kill Gil vol. 2, Kill Gil vol. 2 e 1/2 (uscito postumo e presentato al Festival Internazionale del Film di Roma)[2][4].

Le sue condizioni si aggravarono nel 2008, con il ripresentarsi dell'infezione e a causa di sopraggiunti nuovi focolai da lesione da pressione (decubito). Il 7 giugno fu battezzato con il rito cattolico e scelse il nome Francesco.[5] Il 3 settembre subì l'amputazione di una gamba per gangrena.[2] Morì alle 4.30 del 3 ottobre di quell'anno, a causa di setticemia, presso il "Rome American Hospital" di Roma.[2]

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Serie autobiografica[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valerio Cappelli, Addio al regista Gil Rossellini, su archivio.corriere.it, Corriere della Sera, 4 ottobre 2008.
  2. ^ a b c d e f Cappelli, art. cit.
  3. ^ E' morto Gil Rossellini
  4. ^ il titolo è la parodia di Kill Bill di Quentin Tarantino
  5. ^ Addio al regista Gil Rossellini

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]