Giava (ballo)

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La giava fu un ballo creato dopo la prima guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine popolare francese, comparve negli anni trenta a Parigi, suonata dai fisarmonicisti di rue de Lappe.

Il nome sarebbe ispirato a quello dell'isola di Giava[1] ed alluderebbe ai ritmi uditi nel tour che condusse in Francia ai primi del XX secolo una compagnia di danzatrici indonesiane[2].

Dato che nel danzarla vengono toccate le anche della donna, per l'epoca era considerata da alcuni come un ballo indecente, tanto che in alcuni luoghi venne proibito.

Dagli anni 50 è da considerarsi piuttosto come passato di moda: infatti il ballo è citato nella canzone Gigolette del 1952 cantata da Gino Latilla: "Balli ancora la Java, che si ballava, vent'anni fa".

Genere musicale[modifica | modifica wikitesto]

Ha una base musicale molto simile ad un rapido valzer (ritmo a 3/4), ballo dal quale si distingue per la ricerca di un movimento più semplice, ma al contempo di un contatto più stretto e sensuale tra uomo e donna.

Viene eseguito a passi molto piccoli e richiede meno spazio del valzer.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Viene ricordato nella canzone di Fréhel La java bleue, 1938, ed in quella di Édith Piaf, L'accordéoniste, 1942; in entrambi i casi si tratta di valzer.

La giava viene citata brevemente nel brano La guerra di Piero di Fabrizio De André, mentre è centrale in un'altra e più antica canzone quale è La giava rossa (talvolta scritto come La java rossa), scritta da Angelo Ramiro Borrella negli anni '20 e cantata da Gino Franzi, incisa per la prima volta da Milva ed interpretata anche da Ornella Vanoni.

La giava (e la sua possibile origine giavanese) è oggetto del titolo e del testo della canzone di Paolo Conte La Java Javenaise (cantata in francese).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Jacqueline Picoche, Dictionnaire étymologique du français, Dictionnaires Le Robert, Paris, 1992, p. 562, Albert Dauzat, Jean Dubois e Henri Mitterrand, Nouveau Dictionnaire étymologique et historique, Librairie Larousse, Paris, 1971, s.v. java e Trésor de la langue française informatisé.
  2. ^ Alberto Arbasino, Trans-pacific express, Garzanti, 1981.