Gianni e le donne

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Gianni e le donne
Gianni e le donne.png
Lilia Silvi e Gianni Di Gregorio
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2011
Durata90'
Generecommedia
RegiaGianni Di Gregorio
SceneggiaturaGianni Di Gregorio, Valerio Attanasio
Distribuzione (Italia)01 Distribution
FotografiaGogò Bianchi
MusicheRatchev & Carratello
ScenografiaSusanna Cascella
CostumiSilvia Polidori
Interpreti e personaggi

Gianni e le donne è un film commedia di produzione italiana del 2011, diretto ed interpretato da Gianni Di Gregorio, autore anche della sceneggiatura insieme a Valerio Attanasio.

Prodotta da Angelo Barbagallo e Gaetano Daniele, è l'opera seconda, come autore, di Di Gregorio, autore nel 2008 del film Pranzo di ferragosto.

In Italia la pellicola è uscita l'11 febbraio. Sul mercato estero è stata distribuita con il titolo The Salt of Life, traduzione del titolo di lavorazione Il sale della vita.

È stata presentata nella sezione Berlinale Special del Festival internazionale del cinema di Berlino 2011.

Nel film compare, in un cameo, Lilia Silvi, attrice del cinema dei telefoni bianchi. Questa partecipazione segna il suo ritorno sul set dopo quasi sessant'anni.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Roma. Gianni, un pensionato sessantenne sposato e con una figlia a carico, si sente deluso dalla vita. La sua esistenza è ormai priva di stimoli, asfissiata da una madre assillante, con la sola prospettiva di meste passeggiate nel parco o periodici incontri con i coetanei nel bar sotto casa.

La ricerca di affetto si scontra con un mondo nel quale si trova del tutto spaesato. Rivista una vecchia amica, riceve un invito a casa sua, ma quando Gianni, dopo aver dedicato ore alla piscina e alla ginnastica, giunge con un vestito nuovo e un mazzo di fiori, trova la donna impegnata a cantare accompagnata da un giovane pianista, mentre Gianni attende invano di essere preso in considerazione.

Non va meglio con il primo amore, Valeria, una donna che accetta il suo invito a cena ma, pur essendosi dimostrata affabile, cambia i piani della serata, costringendola entro le sue mura domestiche, sprovviste degli alimenti necessari per imbastire una cena decente, e si addormenta infine sul divano, provata dal suo lavoro stressante. L'amico Alfonso, allora, consiglia a Gianni una soluzione più veloce; gli offre una pastiglia di viagra e l'indirizzo di un locale notturno, ma una serie di inconvenienti fanno saltare anche questo programma.

Gianni si sente sempre più emarginato e depresso. Una sera, la madre e alcune sue amiche arrivano a cena per festeggiare il compleanno dell'anziana signora. L'uomo esce a comprare le sigarette, passando dalla vicina a prendere il cane che è solito accompagnarlo nelle sue passeggiate. Invitato a bere qualcosa - nella casa si sta svolgendo una festa - assume inconsapevolmente uno stupefacente. Vaga così tutta la notte in stato confusionale finché all'alba il fidanzato della figlia lo ritrova seduto a piazza Navona, dopo che la famiglia ha mobilitato la polizia.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato accolto in maniera molto positiva dalla critica. Il Mattino scrive: "Gianni Di Gregorio ha inventato uno stile e reinventato se stesso. Lo conferma, dopo l'exploit di Pranzo di ferragosto, il secondo capitolo del periplo intorno al proprio personaggio che s'intitola «Gianni e le donne» e compendia un bouquet di rovelli, rassegnazioni, stupori e impacci tanto rapsodici e divaganti da diventare, per pura virtù di poeta audiovisivo, squisiti e universali".[2] Cinematografo così commenta il film: "se Pranzo di ferragosto era stata una piacevole sorpresa, Gianni e le donne è una gradita conferma. [3] Così invece il Messaggero: "un film sul sesso senza sesso (..) privatissimo e crepuscolare diventa quasi suo malgrado il manifesto di uno sguardo sul mondo, le donne, il desiderio, che è l'opposto di quello propinatoci da vent'anni di cattivo cinema e di pessima vita pubblica. Senza moralismi o pulsioni penitenziali, al contrario. (...) Una figura che in qualsiasi altro film italiano sarebbe volgare e compiaciuta, mentre qui ha il divertimento, la malinconia, la blanda ma persistente mitomania che sono al cuore di un rapporto con l'eros molto italiano, da Brancati a Flaiano fino a Fellini e oltre; ripreso qui con un'eleganza e una gentilezza che lasciano sperare in una via alla commedia davvero diversa.[4]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Addio a Lilia Silvi, diva dei telefoni bianchi, su rainews.it. URL consultato il 21 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2014).
  2. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Gianni e le donne (2011), su mymovies.it. URL consultato il 14 maggio 2018.
  3. ^ (IT) Gianni e le donne - Cinematografo, in Cinematografo. URL consultato il 14 maggio 2018.
  4. ^ Pagine a cura del Comune di Reggio Emilia, Gianni e le donne, su www.comune.re.it. URL consultato il 14 maggio 2018.
  5. ^ Nastri d'Argento 2011: tutte le candidature, Cinemagazine online. URL consultato il 28-5-2011 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2013).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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