Gianni de Luca

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Gianni de Luca (Gagliato, 27 gennaio 1927Roma, 6 giugno 1991) è stato un fumettista, illustratore, pittore e incisore italiano considerato uno dei più grandi maestri italiani del fumetto, dotato di una eleganza grafica che caratterizzerà tutta la sua produzione e capace di una continua ricerca stilistica che, sperimentando nuove soluzioni grafiche, lo rese uno dei disegnatori italiani più innovativi di sempre; fra le sue opere più famose e ristampate ci sono Il commissario Spada e la Trilogia shakesperiana.[1][2][3][4][5][6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

«E allora a cosa potrebbe servire un volgarissimo giornaletto se non proprio, guarda caso, a educare all'immagine? Eccolo, l’equivoco universale: trasandare i mezzi che abbiamo a disposizione, presumere che l’Arte abbia diritto di accesso solo nelle gallerie, le quali invece vengono puntualmente disertate, e non accorgersi che la diffusione a mezzo stampa è una potenzialità enorme, se ben usata… ecco perché il Fumetto![7]»

(Nato con la matita – Gianni de Luca intervistato dalla figlia)

Nato in Calabria, nel 1933 la famiglia si trasferì a Roma dove crebbe e frequentò il liceo artistico;[5] nel 1945 esordì come disegnatore illustrando per la Editrice Libraria Siciliana (ELS) il romanzo di Hector Malot Senza famiglia;[1] esordì come disegnatore di fumetti nel marzo 1946 sull'albo Tam-Tam n. 2 edito dalla SEMCI con la storia Il guercio sconfitto,[1] piccole tavole in formato verticale;[senza fonte] poi nel giugno dello stesso anno pubblicò la storia Anac il distruttore nel primo numero della serie Albi Roma dell'AVE,[4][8][1] seguita nel terzo numero dell'agosto 1946 da La meravigliosa invenzione,[1] su testi di Danilo Forina, storia disegnata nel 1945[senza fonte]; nel 1947 sull'albo della serie azzurra dei "4 cerchi" pubblica L'oasi di Kamrasi.[senza fonte] Nel 1947 si iscrisse alla facoltà di architettura che abbandonò presto per dedicarsi al lavoro di fumettista[5][3]. Esordì sul Il Vittorioso alla fine dello stesso anno con Il mago Da Vinci,[4][5][1] ma già nel 1946 vi aveva pubblicato alcune illustrazioni a corredo di diverse rubriche[senza fonte]. Nel 1948 pubblicò alcune storie brevi disegnate nel 1946[9]. Sempre sul Vittorioso nel biennio 1948-1949 illustra Battaglia ai ciuffi bianchi di Alberto Malfatti, che all'epoca suscitò grande entusiasmo fra i lettori. Nello stesso periodo esordì sul primo Diario Vitt realizzando copertina e illustrazioni[1] e, successivamente, nel 1949-1950 pubblicò varie storie a fumetti di genere avventuroso/storico (I naufraghi del Mc. Person, Prora vichinga, L'impero del sole, La sfinge nera e Il tempio delle genti); nel 1951 pubblicò Gli ultimi della Terra e, nel 1952, Il cantico dell'arco su testi ancora di Forina, Le braccia di pietra su testi di Belloni (Il Vittorioso, 1952-53)[1].

Nel 1953 iniziò una lunga collaborazione con il settimanale Il Giornalino[4][1] sul quale esordì con la storia, La leggenda della montagna;[1] seguirono molte altre storie realizzate anche per Il Vittorioso sul quale nel 1957 pubblicò Giallo alla 14ª strada su testi di Mario Basari e, nel 1958 la storia a fumetti in 27 puntate di Lino Monchieri Ragazzi di Ungheria.[1] Fino al 1960 realizzò storie di argomento biblico o avventuroso, oltre a numerose copertine.[5] Alla fine degli anni cinquanta realizzò, sempre per il Giornalino la serie La più grande storia mai raccontata,[4] una serie a fumetti tratta dalla Bibbia, e, durante gli anni sessanta, I dodici in cammino, una storia della chiesa cattolica;[5][1] la serie venne raccolta in volume nel 1969 e, nelle successive ristampe, vennero aggiunte storie sugli avvenimenti degli anni settanta sempre disegnate da de Luca per il volume stesso. Su testi di Basari poi disegnò nel 1960 il western Larry Yuma e il giallo Non fumare la dinamite.

Durante gli anni sessanta si dedicò completamente all'illustrazione,[5][3] riprendendo la realizzazione di fumetti una prima volta nel 1967 per realizzare L'ultima Atlantide, pubblicata sul Giornalino[1] e che venne poi ristampata in bianco e nero su Comics nel 1974; la storia risaliva al 6 marzo 1957, come si vede riportato in calce nella prima tavola mentre dalla quarta tavola in poi vennero firmate con il n. 64 a indicarne l'anno di realizzazione.[senza fonte]

Nel 1969 riprese a occuparsi definitivamente di fumetti pubblicando Bob Jason, serie di genere western seguita nel 1970 dal poliziesco con il commissario Spada, scritto da Gian Luigi Gonano[3][1] che aveva conosciuta grazie a Gino Tomaselli, redattore della testata e modello per la prima versione del personaggio, nonché ispiratore della serie[senza fonte]; la serie riscosse molto successo e venne ritenuta molto innovativa vincendo, nel 1971, il premio Yellow Kid. La serie venne realizzata fino al 1982.[1][5] Con questa serie l'autore continua la sua ricerca stilistica sperimentando nuove soluzioni grafiche che lo resero uno dei disegnatori più innovativi del periodo.[5]

Nel 1975 interrompe l'impegno con la serie del Commissario Spada per realizzare, insieme a Raoul Traverso, alcune trasposizioni a fumetti di opere di Shakespeare, Amleto, La tempesta e Romeo e Giulietta; il ciclo, noto come "trilogia shakespeariana" venne pubblicato a puntate sul Giornalino dal 1975 al 1976 ed è considerato un capolavoro, venne realizzato con una raffinata tecnica innovativa in rottura con le tecniche tradizionali dell'epoca.[4][2][5][10][3][1] Per la Dardo pubblicò nel 1978 la storia Nessuna risposta, su testi di Franco Fattori.[senza fonte]

Con la conclusione della serie sul Commissario Spada nel 1982, passa ad altre di genere umoristico come la trasposizione del giornalino di Gian Burrasca su testi di Claudio Nizzi; segue poi Avventura sull'Orinoco, scritta da Roberto Dal Prà, e le biografie di Totò e Marilyn Monroe, su testi di Marco Di Tillo.[4][5][1]

Seguì poi Paulus, storia di genere fantascientifico scritta da Tommaso Mastrandrea incentrata sul Paolo di Tarso;[11][4][1] la storia, ambientata in un sistema spaziale vicino alla terra in un lontano futuro dominato da SATS, un essere mostruoso che domina l'universo, narra di un bibliotecario, Paulus che, attraverso la lettura dei vangeli e degli Atti degli Apostoli troverà la forza di ribellarsi al dominio del dittatore arrivando a sacrificarsi per diffondere il contenuto dei libri proibiti;[4] questo fumetto è caratterizzato da una doppia formula grafica; realizzazione con pennini a inchiostro per le scene ambientate nel futuro, utilizzo di tempere e pennelli per le proiezioni dei filmati di san Paolo.[senza fonte]

L'anno successivo, il 1988, pubblicò La freccia nera, versione a fumetti dell'omonimo romanzo,[5] sceneggiata da Paola Ferrarini[6];[1] nello stesso periodo inizia la sua ultima opera, I giorni dell'Impero;[4] ambientata nella Roma imperiale, la serie resterà incompiuta a causa dell'improvvisa morte dell'autore nel 1991[4][5][1]. venne comunque pubblicata postuma sul Giornalino,[5] realizzando parte dell'ultima puntata con le tavole non ancora inchiostrate, ma comunque definite, lasciate dall'autore.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il commissario Spada, ristampa in 4 volumi di tutto il ciclo con contributi integrativi di vari Autori, Bologna, Black Velvet-Scandiano/Milano, Edizioni BD, 2004-2006, ISBN 88-87658-40-4, 88-87658-59-5, 88-87658-93-5, 88-89574-61-5
  • La biblioteca di Gianni de Luca, vol. 1°: Gian Burrasca e altre storie, ristampa con contributi integrativi di vari Autori, Bologna, Black Velvet, 2008, ISBN 978-88-87827-83-5
  • Amleto, dall'opera di William Shakespeare, adattamento di Raoul Traverso, Bologna, Black Velvet, 2012, ISBN 978-88-96197-73-8
  • Romeo e Giulietta, dall'opera di William Shakespeare, adattamento di Raoul Traverso, Bologna, Black Velvet, 2012, ISBN 978-88-96197-92-9
  • Il diario di Gian Burrasca, dal romanzo di Vamba, adattamento di Claudio Nizzi, Bologna, Black Velvet, 2012, ISBN 978-88-96197-88-2
  • Disegni invisibili. Pensieri e parole di un maestro del fumetto italiano, a cura di Laura de Luca, prefazione di Luca Raffaelli, Roma, Dino Audino, 2012, ISBN 978-88-7527-236-4

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Mostra a lui dedicata a Bologna nel 2008, all'interno del festival del fumetto BilBOLbul.[4][6]
  • Premio Yellow Kid a Lucca Comics per la serie del Commissario Spada (1971).[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t (EN) Gianni De Luca, su lambiek.net. URL consultato il 13 giugno 2019.
  2. ^ a b Gianni De Luca, su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 13 giugno 2019.
  3. ^ a b c d e FFF - Gianni DE LUCA, su www.lfb.it. URL consultato il 13 giugno 2019.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Redazione Comicus, Paulus di De Luca con il Giornalino - Comicus, su www.comicus.it. URL consultato il 13 giugno 2019.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n Hamelin, Approfondimenti - Biografia di Gianni De LUca, su Lo Spazio Bianco, 29 febbraio 2008. URL consultato il 13 giugno 2019.
  6. ^ a b c Alberto Casiraghi, Approfondimenti - Gianni De Luca: un classico moderno, su Lo Spazio Bianco, 17 luglio 2008. URL consultato il 13 giugno 2019.
  7. ^ Alberto Casiraghi, Interviste - Nato con la matita - Gianni de Luca intervistato dalla figlia, su Lo Spazio Bianco, 2 marzo 2008. URL consultato il 13 giugno 2019.
  8. ^ ALBI ROMA Nuova Serie, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 giugno 2019.
  9. ^ albo serie Ted n. 7 Il nemico nell'ombra, albi serie Jim Brady n. 2 Il fiore della morte e n. 7 Il re della montagna
  10. ^ lo spazio bianco - il fumetto e l'arte, su web.archive.org, 13 febbraio 2005. URL consultato il 13 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2005).
  11. ^ Fabrizio Capigatti, La mostra di Gianni de Luca… raccontata da Stelio Fenzo, su VeneziaComix, 28 ottobre 2012. URL consultato il 15 maggio 2014.
  12. ^ Character: il Commissario Spada • Sbam! Comics, su Sbam! Comics, 10 settembre 2014. URL consultato il 13 giugno 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • de Luca. Il disegno pensiero, a cura di Hamelin, Bologna, Black Velvet, 2008, ISBN 978-88-87827-82-8 con biobibliografia completa.

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