Gianni Tamino

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Gianni Tamino
Gianni Tamino.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 12 luglio 1983 –
22 aprile 1992
Legislature IX, X
Gruppo
parlamentare
Democrazia Proletaria e Verdi Arcobaleno
Circoscrizione Veneto
Collegio Verona
Sito istituzionale

Europarlamentare
Legislature V, VI, VII
Gruppo
parlamentare
Gruppo Verde
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Proletaria e Verdi Arcobaleno
Titolo di studio Laurea in scienze biologiche
Professione docente universitario

Gianni Tamino (Mogliano Veneto, 27 gennaio 1947) è un biologo e politico italiano, esponente della Federazione dei Verdi e già parlamentare europeo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato nel 1970 in Scienze Biologiche, dal 1974 è docente di Biologia generale e dal 2001 di Fondamenti di Diritto ambientale al Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova; fa inoltre parte del corpo docente del Corso di specializzazione in Bioetica a Padova. Dal 1983 al 1992 fu membro della Camera dei Deputati. Nel 1985 è stato tra i promotori del referendum antinucleare.[1]

Ha iniziato la sua attività politica militando in Avanguardia Operaia per poi confluire nel 1978 in Democrazia Proletaria, dove ha lavorato a stretto contatto con Mario Capanna, Edo Ronchi, Patrizia Arnaboldi e Giovanni Russo Spena. È stato eletto deputato il 26 giugno 1983, riuscendo a confermare il seggio a Montecitorio anche nel 1987. Nell'89 ha abbandonato DP approdando ai Verdi Arcobaleno, successivamente ha aderito alla Federazione dei Verdi.[2]

È subentrato al Parlamento europeo nel luglio 1995, a seguito della morte di Alexander Langer e dopo essere stato candidato alle elezioni del 1994 per la liste dei Verdi nella circoscrizione Nord-Est ottenendo quasi 16 mila preferenze e il secondo posto tra i non eletti.[2]

Vicepresidente della Commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione e della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Turchia. Ha aderito al Gruppo Verde.

Tamino si è sempre occupatato di problemi ambientali, di energie rinnovabili, di sostenibilità, di biotecnologie, di ricerca nell'ambito degli inquinanti ambientali, pubblicando libri e scrivendo numerosi articoli su riviste scientifiche, culturali e divulgative. Si è interessato allo studio di centrali elettriche e inceneritori e il loro impatto ambientale, e alla possibilità di rischi biologici e di effetti mutageni e cancerogeni causati dalle attuali biotecnologie e dai campi elettromagnetici.

Ha partecipato a numerosi convegni, trasmissioni televisive e radiofoniche, in particolare alla RAI (dove fa parte del gruppo di esperti sull'energia della trasmissione Caterpillar). Negli anni '80 ha preso parte alle trasmissioni di Radio Gamma 5, storica radio libera di Campodarsego (PD). È stato membro del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e, in particolare, del Gruppo di lavoro sui rischi biologici, e della Commissione Interministeriale per le Biotecnologie[1].

Nel 2016 ha ricevuto il Premio Nazionale Nonviolenza[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gianni Tamino, su ilconsapevole.it. URL consultato il 2 marzo 2010.
  2. ^ a b Adnkronos, su www1.adnkronos.com, 5 luglio 1995.
  3. ^ «Per la sua opera infaticabile in favore dello studio dell'ambiente, della sua sostenibilità e di come la qualità dell'ambiente possa interagire con il vivere comune, mettendo al riparo o a repentaglio la vita quotidiana di ogni essere vivente. Ha compreso e fatto comprendere attraverso la sua professione e la propria divulgazione scientifica, come il vivere nel rispetto della natura, dell'habitat naturale e della casa comune siano costitutivi della possibilità di uno sviluppo umano e sociale, sano e fecondo per l'intera umanità». Premio Nazionale Nonviolenza 2016 a Gianni Tamino, su azionenonviolenta.it, 30 dicembre 2016. URL consultato il 20 luglio 2019.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN75700403 · ISNI (EN0000 0001 1448 3080 · SBN IT\ICCU\PUVV\088576 · LCCN (ENn2004000633 · BNF (FRcb16261525j (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n2004000633