Gianni Mazza

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Gianni Mazza
NazionalitàItalia Italia
GenereJazz
Swing
Periodo di attività musicale1965 – in attività
StrumentoTastiera
Sito ufficiale

Gianni Mazza (Roma, 5 ottobre 1944) è un direttore d'orchestra, compositore e tastierista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuto dai più come il "maestro Mazza", di formazione jazz, inizia la carriera come tastierista del gruppo dei Freddie's, complesso noto sulla scena musicale romana degli anni sessanta; si dedica poi all'attività di cantante, partecipando nel 1965 al Festival degli sconosciuti di Ariccia. Dal 1966 diventa tastierista di Little Tony, e nel 1970 forma un gruppo che accompagna il cantante, The Ambassadors (con Enrico Ciacci alla chitarra, Alberto Ciacci al basso e Gianni Dall'Aglio alla batteria), e che incide anche a nome proprio; diventa inoltre direttore artistico della Little Records, etichetta di proprietà di Little Tony.

Nel decennio successivo realizza molti dischi di altri artisti, lavorando, per citarne solo alcuni, con: Loy e Altomare, Stefano Rosso, I Cugini di Campagna, Anna Melato, sua compagna dell'epoca e Renzo Arbore, per il quale realizza il primo LP dal titolo Ora o mai più, ovvero cantautore da grande.

L'incontro con Arbore si rivela importantissimo per la sua carriera e quindi raggiunge la grande popolarità con la partecipazione, negli anni ottanta, a programmi televisivi di grande successo: da Tutti insieme compatibilmente di Nanni Loy (1980)[1] a Telepatria International (1981)[2], da Ciao Gente di Corrado (1983-1984) a Quelli della notte (1984-1985), da Cari amici vicini e lontani a Indietro tutta! di Renzo Arbore, con il quale prosegue la fortunata collaborazione, offrendogli spesso sponde per le sue gag.

È stato direttore d'orchestra ancora in altri numerosi varietà della RAI. Ha inoltre preso parte, come compositore e due volte come attore, a otto film tra il 1977 e il 2001. Nel 1991 ha partecipato al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con la canzone Il lazzo, senza riuscire ad accedere tra i finalisti. Nel 1996-97 approda a Domenica in con la conduzione di Mara Venier e successivamente quella di Fabrizio Frizzi e nel 1997 ha pubblicato l'album Mazza ... che domenica! edito da Carosello. Sempre con Fabrizio Frizzi dal 1991 al 1996 ha condotto la trasmissione televisiva Scommettiamo che...? di Michele Guardì andata in onda su Rai 1.
Fino al 2005 ha fatto parte del cast del programma di Rai 2 Piazza Grande di Michele Guardì condotto da Giancarlo Magalli, mentre dal settembre 2006 è passato a Buona Domenica su Canale 5. Dopo aver lasciato Mediaset ed essere tornato alla Rai, nel 2009 incide un CD dal titolo: Tutta colpa di mia moglie edito da Rai Trade, che raccoglie alcune sigle celebri della Tv come: Zum zum zum, Cicale, Stasera mi butto, Dadaumpa delle storiche gemelle Kessler ed altre, tutte rivisitate con il solito umorismo dissacrante che caratterizza da sempre la sua carriera musicale.
Dalla stagione 2009-2010 ad oggi è direttore d'Orchestra del programma di Michele Guardì Mezzogiorno in famiglia, con la conduzione di Amadeus (sostituito da Massimiliano Ossini dall'edizione 2016-2017), Alessia Ventura (sostituita dall'ex inviata Manila Nazzaro dall'edizione 2016-2017) e la partecipazione di Sergio Friscia, in onda su Rai 2 il sabato e la domenica. È co-autore con Sergio Cossa della canzone Ciupi Ciu de La prova del cuoco, con testo di Antonella Clerici e lo stesso Cossa.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Compositore[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tutti insieme compatibilmente 1980, teche.rai.it. URL consultato il 22 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2012).
  2. ^ Telepatria international, ovvero niente paura..siamo italiani 1981, teche.rai.it. URL consultato il 22 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2012).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Christian Calabrese, Mazza e il lazzo di Sanremo, intervista pubblicata su Musica leggera, nº 7 del 2009
  • Maurizio Maiotti (con la collaborazione di Armando Buscema), "1944-1963: i complessi musicali italiani", Maiotti Editore, 2010, alla voce: "I Freddies".

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]