Gianni Carramusa

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Gianni Carramusa, conosciuto anche con il nome d'arte Musacara (Palermo, 1898Palermo, maggio 1968), è stato un pittore italiano.

Il nome d'arte "Musacara" lo trasse ispirato dall'anagramma del cognome. Nel 1924 avendo la sorella Maria sposato Pippo Rizzo e divenuto quindi il cognato, fu da Rizzo stesso incoraggiato ad abbracciare il movimento futurista.

Nel giugno del 1927, alla Mostra nazionale futurista di Palermo inaugurata da Tommaso Marinetti al circolo “Il Convegno”, l'artista presentò due opere: Balilla e I patetici.

Dopo il 1930, "sopiti gli ardori futuristi",[1] tornò a farsi chiamare Carramusa.

Combatté nella seconda guerra mondiale e, negli anni cinquanta e sessanta, prese parte a numerose mostre collettive in Sicilia, esponendo le sue opere a soggetto floreale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alba Rizzo, Palermo, 1991.

Gianni Carramusa partecipò anche alla prima guerra mondiale, partendo volontario a soli 17 anni. Divenne poi Bersagliere giungendo fino al grado di Colonnello. Durante la seconda guerra mondiale fu fatto prigioniero in India dagli inglesi.