Gianciotto Malatesta

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«Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense.
Queste parole da lor ci fuor porte.»

(Dante Alighieri, Inferno, Canto V, 106-108. Parte del racconto di Francesca da Polenta, nell'immaginario di Dante, sul destino di Gianciotto Malatesta.)
Gianciotto Malatesta
Francisca de Rímini (Museo del Prado).jpg
Gianciotto sorprende Paolo con Francesca (Francisco Diaz Carreño, 1866, dipinto conservato nel Museo del Prado)
Podestà di Pesaro
Stemma
Nome completo Giovanni Malatesta
Nascita Torriana, 1245 circa
Morte Castello Due Torri, 1304
Dinastia Malatesta
Padre Malatesta da Verucchio
Madre Concordia dei Pandolfini
Coniugi Francesca da Polenta
Zambrasina dei Zambrasi
Figli 6 figli
Signoria di Rimini
(1239-1330)

Malatesta
Blasone Malatesta.svg

Malatesta (1239-1312)
Figli
Malatestino (1312-1317)
Pandolfo I (1317-1326)
Figli
Ferrantino (1326-1330)
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Giovanni Malatesta, o Gianciotto, detto anche "Gianne lo Sciancato" (Torriana, 1245 circa – Castello Due Torri, 1304), è stato un politico e condottiero italiano, noto per essere stato autore dell'omicidio degli amanti Paolo e Francesca.

Giovanni Malatesta
SoprannomeGianciotto
Cause della morteassassinato
Dati militari
Paese servitobandiera Stato Pontificio
GradoCapitano
BattaglieFaenza, Ravenna
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Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La rocca di Gradara nel 1882

Nato con una malformazione fisica che lo costringeva a zoppicare, era figlio di Malatesta da Verucchio e fratello di Paolo, Malatestino e Maddalena.

Nel 1265 insieme al padre combatté contro i ghibellini di Guido da Montefeltro e, nello stesso anno, si scontrò con i Traversari insieme a Guido da Polenta. Affiancò il padre nel governo di Rimini per conto dello Stato pontificio.

Dopo che i Malatesta furono cacciati da Rimini, nel 1288, gli venne affidato l'incarico di podestà a Pesaro.

Morì nel 1304, dopo aver ricoperto quella carica per cinque volte. La tradizione popolare, nell'ambito della vicenda narrata nella Divina Commedia, ha contribuito a creargli la fama di uomo sanguinario e vendicativo, peraltro non storicamente documentata.

Era marito di prime nozze di Francesca da Polenta, immortalata nei versi di Dante (Inferno, Canto V) e la sua morte sarebbe avvenuta nel castello di Scorticata (odierna Torriana) per mano del nipote Uberto, figlio del fratello Paolo, che egli aveva ucciso, probabilmente nella rocca di Gradara, insieme alla propria consorte Francesca, che era divenuta l'amante del cognato.[1]

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Gianciotto sposò in seconde nozze Zambrasina dei Zambrasi di Faenza, dalla quale ebbe cinque figli:[2]

  • Concordia, nata da Francesca
  • Rengarduccia
  • Margherita
  • Malatestino (?-1319)
  • Guido, religioso
  • Ramberto (?-1330), uomo d'armi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Polenta
  2. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Malatesta di Rimini, Torino, 1835.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Sermonti, Inferno, Rizzoli 2001.
  • Umberto Bosco e Giovanni Reggio, La Divina Commedia - Inferno, Le Monnier 1988.
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Malatesta di Rimini, Torino, 1835, ISBN non esistente.
  • Antonella Polenta, Talvolta un libro. Francesca da Rimini nata da Polenta, Elmi's World, 2016
  • Angelo Turchini, I Malatesta. Signori di Rimini e Cesena, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]