Giancarlo Dondi

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Giancarlo Dondi
Giancarlo Dondi Parma 1958.jpg
Dondi al Parma nel 1958
Dati biografici
Paese Italia Italia
Altezza 187 cm
Peso 90 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Seconda linea
Ritirato 1964
Carriera
Attività di club¹
1955-56 Parma
1956-58 Fiamme Oro
1958-64 Parma

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega

Statistiche aggiornate al 17 settembre 2012

Giancarlo Dondi (Parma, 19 aprile 1935) è un ex rugbista a 15, dirigente sportivo e dirigente d'azienda italiano, seconda / terza linea di Parma e Fiamme Oro tra gli anni cinquanta e sessanta, presidente onorario della Federazione Italiana Rugby della quale fu presidente effettivo dal 1996 al 2012; dal 1996 è membro del comitato esecutivo di World Rugby, l'organismo di governo del rugby mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dondi militò nel Parma dal 1955 al 1964, con una parentesi biennale nelle Fiamme Oro durante il servizio militare: infatti, già vistosi ammesso alla scuola per allievi ufficiali di complemento di Lecce nel 1956[1], fu contattato da un dirigente del gruppo sportivo della Pubblica Sicurezza di stanza a Padova che gli propose di rinunciare al servizio di leva in Esercito e svolgere una ferma biennale in polizia onde poter continuare a giocare a rugby[2]; Dondi decise per l'arruolamento in Pubblica Sicurezza, nell'occasione anche iscrivendosi al corso di laurea in Statistica all'Università di Padova.

Le Fiamme Oro campioni d'Italia 1957-58: Giancarlo Dondi è il quarto in piedi da destra

Con le Fiamme Oro Dondi, promosso capitano nel corso della sua seconda e ultima stagione di militanza dall'allenatore Mario Battaglini[3], vinse lo scudetto nel campionato 1957-58; tornato alla vita civile, tornò a giocare al Parma e conseguì la laurea in Statistica.

Impiegatosi dopo la fine dell'attività agonistica nel ramo siderurgico alla Falck, negli anni settanta divenne dirigente del Parma del quale assunse anche la presidenza[4]; nel 1977 divenne consigliere della Federazione Italiana Rugby della quale gli fu affidata la Commissione Tecnica e la cura delle attività regionali. Fuori dalla F.I.R. tra il 1984 e il 1988[5], una volta rieletto nel consiglio curò l'attività internazionale divenendo team manager della Nazionale alle Coppe del Mondo del 1991 e del 1995, ai Giochi del Mediterraneo del 1993 e nel corso del tour australiano del 1994[5].

Il 21 settembre 1996 fu eletto per la prima volta presidente della FIR; sotto la sua presidenza l'Italia vinse la sua prima Coppa Europa, battendo la Francia in finale per la prima volta nella storia del rugby azzurro, e riuscì a ottenere l'ammissione al torneo delle Cinque Nazioni, ribattezzato dal 2000 Sei Nazioni proprio per l'aggiunta dell'Italia; inoltre nel 1996 fu ammesso nel comitato esecutivo dell'International Rugby Board, oggi World Rugby.

I suoi mandati furono rinnovati nel 2000, 2004 e 2008; dal 2004 al 2012 fu vice presidente vicario della Federazione europea di rugby. Da membro del comitato esecutivo dell'IRB pose la candidatura dell'Italia a ospitare la Coppa del Mondo nel 2015 o nel 2019[6], candidatura poi fallita.

Dimissionario nel 2012, fu avvicendato alla guida della Federazione dall'imprenditore bresciano Alfredo Gavazzi[7] e proclamato presidente onorario dalla stessa assemblea che elesse il suo successore[7].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sesta nazione, pag. 103
  2. ^ Sesta nazione, pag. 106
  3. ^ Sesta nazione, pag. 107
  4. ^ Sesta nazione, pag. 110
  5. ^ a b Sesta nazione, pag. 111
  6. ^ Dondi: Coppa del Mondo in Italia per la svolta, in Sky Sport, 13 settembre 2008. URL consultato il 27 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2008).
  7. ^ a b Alfredo Gavazzi è il nuovo presidente della Federugby, in Il Mattino di Padova, 15 settembre 2012. URL consultato il 17 settembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianluca Barca, Gian Franco Bellè (a cura di), Un uomo al comando, in La sesta nazione. Ottant'anni di storia della Federazione Italiana Rugby, Parma, Grafiche Step, 2008, ISBN 1-01-000003530-7.