Giancarlo Del Re

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Giancarlo Del Re

Giancarlo Del Re (Roma, 29 aprile 1931Roma, 15 marzo 2011) è stato un giornalista, scrittore, umorista, sceneggiatore, paroliere e creatore di serie televisive italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso nel giornalismo e i successi delle "Avventure in città"[modifica | modifica wikitesto]

Giancarlo Del Re nasce a Roma, nell’elegante Via del Corso, da famiglia non immune da difficoltà economiche; trascorre un’infanzia travagliata da problemi di asma[1]. Entra giovanissimo come cronista al Messaggero. Nel 1951, a Sanremo, è tra i pochi giornalisti accreditati al primo Festival della Canzone italiana vinto da Nilla Pizzi[2]. Dopo gli anni di praticantato, supera l’apposito esame e, il 1º gennaio 1955, è ammesso tra i giornalisti professionisti[2].

Nel 1958 Del Re subentra al suo capocronista Guglielmo Ceroni nella redazione della rubrica Avventure in città che firmerà sino al 1997, sulla prima pagina della Cronaca di Roma[3]. Del Re si sbizzarrisce a descrivere in tono umoristico e dialoghi in dialetto romanesco, vizi e virtù del popolo romano, riscuotendo il generalizzato apprezzamento dei lettori.

Nel 1964 raccoglie gli articoli di maggior successo nell’omonimo libro, illustrato da Alfonso Artioli e vince il premio Bordighera per la letteratura umoristica[2]. Dodici anni dopo, ne pubblica una nuova edizione (1976). Tra le due monografie, nel 1972, pubblica per la casa editrice Mursia Roma della gente, di argomento analogo. Il suo talento giornalistico, tuttavia, non si esaurisce negli articoli umoristici o di satira sociale. Nel 1974, all’epoca del referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio, scrive un apprezzato editoriale in prima pagina, intitolato: La fede non c’entra.

Prime sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni sessanta, Del Re inizia ad alternare il lavoro di giornalista a quello di sceneggiatore cinematografico. Nel 1962, contribuisce alla sceneggiatura di I due della legione, diretto da Lucio Fulci; nel 1966 scrive il testo di un documentario sull’infibulazione femminile in Africa, intitolato I tabù n. 2, diretto da Romolo Marcellini; nel 1970 è tra gli sceneggiatori de Il debito coniugale, di Franco Prosperi e, nello stesso anno, insieme a Suso Cecchi D'Amico, scrive i testi della serie televisiva Giovanni ed Elviruccia, diretta e interpretata da Paolo Panelli, con Bice Valori[4].

Parole parole[modifica | modifica wikitesto]

Al suo esordio come paroliere musicale (1972) Giancarlo Del Re scrive, insieme a Leo Chiosso, il testo della sigla televisiva di coda della trasmissione Teatro 10, interpretata da Mina e Alberto Lupo: Parole parole. La canzone ottiene uno strepitoso successo a livello internazionale. Oltre che da Mina, è interpretata in italiano anche dai Montefiori Cocktail, Casanostra, Piluka, Licia Fox (italiano per il mercato belga), Georgina e Joe Diverio (italiano per il mercato libanese); in francese da Dalida e Alain Delon, Les Charlots, Les Enfoirés, Sarah Hohn, Beau Catcheur e Maya (francese per il mercato giapponese); in inglese (titolo: Remember) da Shirley Bassey e Al Corley e dal Groupe 2000; in spagnolo da Silvana Di Lorenzo e Osvaldo Brandi, da Carmen Sevilla e da Javier Corcobado; in portoghese da Maysa & Raul Cortez; in tedesco da Vicky Leandros; in olandese da Nicole & Hugo; in turco da Ajda Pekkan, Göksel e Bülent Nargaz; in ungherese da Vincze Viktória e Lukács Sándor e da Stefano & Rita; in croato da Ksenija Erker e dai Rivers. È incisa anche da Gil Ventura al sax, Severino Gazzelloni al flauto e da Stefano Bollani al pianoforte[5].

Linda e il brigadiere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980, Del Re riprende a dedicarsi alla sceneggiatura, nuovamente con la collaborazione di Suso Cecchi D’Amico, scrivendo i testi della trasposizione televisiva del romanzo La Velia, dello scrittore Bruno Cicognani, interpretato da Pamela Villoresi. Nel 1997, insieme a Giorgio Mariuzzo, crea per la RAI la sua serie di maggior successo: Linda e il brigadiere, con Nino Manfredi e Claudia Koll[6]. L’impegno lo costringe a passare la mano nella redazione delle Avventure in città, che aveva perseguito per quasi mezzo secolo. Dal 2000 al 2008, tuttavia, riprende il suo rapporto con i lettori del Messaggero, curando la rubrica domenicale di posta Botta e risposta.

Muore a ottant’anni nel 1911, lasciando la moglie Elena Doni, anch’ella giornalista, e tre figli. I suoi funerali si celebrano presso la sede della Facoltà valdese di teologia di Roma. Nel trigesimo della sua scomparsa, il Comune di Roma e l’Accademia Giuseppe Gioachino Belli allestiscono un memorial in suo onore alla Sala del Carroccio del Palazzo Senatorio, in Campidoglio, alla presenza del sindaco Gianni Alemanno e dell’ex sindaco Francesco Rutelli, il vice sindaco Mauro Cutrufo, l’assessore pro-tempore alla Cultura Dino Gasperini, i giornalisti Fabio Isman e Giancarlo Governi[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianfranco Gramola, intervista a Giancarlo Del Re, tratta dal libro “Roma della gente”
  2. ^ a b c Corriere della Calabria, 16 marzo 2011
  3. ^ Ettore Luttazi, La mia Roma, intervista a Giancarlo Del Re, in: Silmarillon, giugno 2006
  4. ^ IMDB
  5. ^ [1]
  6. ^ Linda e il brigadiere
  7. ^ Centro culturale Gioachino Belli

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Del Re, Avventure in città (I volume), Il Messaggero, Roma, 1964
  • Giancarlo Del Re, Roma della gente, Mursia, 1972
  • Giancarlo Del Re, Avventure in città (II volume), Gabrielli, Roma, 1976

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Siti correlati[modifica | modifica wikitesto]