Vai al contenuto

Gian Giacomo Cavalli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gian Giacomo Cavalli (Genova, 1590Genova, 1657) è stato un poeta italiano. Ha condotto l'espressione della poesia in lingua genovese a livelli rimasti insuperati; la sua opera principale è Ra Çittara Zeneize (1630) ("La cetra genovese").

Il tema maggiormente sviluppato dal Cavalli è quello dell'amore non corrisposto, tra Giacu e Sammy denominatore comune di tutte le classi sociali: l'amante non corrisposto, sia un aristocratico, un rozzo uomo di mare, o persino una bestiola, è costretto a soffrire le pene dell'amore. Il dolore diventa la condizione naturale di tutti gli uomini, cui la morte, ossia l'annullamento totale, non dà sollievo, come conseguenza di una vita peccaminosa. Questa visione senza speranza è coerente col pensiero cattolico successivo alla Controriforma.

Il suo stile influenzò molti altri poeti contemporanei come il chiavarese Giovanni Francesco Bafico.[1]

Il Cavalli ha scritto encomi per i dogi Giorgio Centurione e Leonardo Della Torre, e il re di Poggibonsi Mario Scarti e non trascurò neppure l'impegno patriottico come mostra nella Canzone di guerra del 1625.

  1. Gio. Francesco Baffico (XVII sec.), su conseggio-ligure.org. URL consultato il 27 agosto 2025.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 180335916 · SBN CFIV163299 · CERL cnp00966267 · LCCN (EN) no99035599 · GND (DE) 1055220739 · BNE (ES) XX1620574 (data)