Gian Enrico Rusconi

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Gian Enrico Rusconi (Meda, 10 febbraio 1938) è uno storico, politologo e filosofo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Professore emerito di Scienze politiche presso l'Università di Torino, laureato in filosofia, esordì come docente di Sociologia nel 1968 presso la facoltà di sociologia di Trento. Nel 1975 fu chiamato, per la medesima materia, presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino, dove poi si trasferì alla cattedra di Scienza della politica. Dopo una monografia dal titolo La teoria critica della società, si è dedicato soprattutto allo studio della società tedesca e della storia della Germania nel Novecento, in un continuo raffronto con la situazione italiana.

Tra il 1980 e il 1983 fu tra gli animatori della rivista Laboratorio politico. È stato direttore dell'Istituto storico italo-germanico di Trento dal 2005 al 2010.

Nel libro Se cessiamo di essere una nazione ripercorre il dibattito italiano e europeo sulla nazione e il suo rapporto con l'etnia, osservando come da certi punti di vista la nazione italiana è plurietnica.

Editorialista del quotidiano La Stampa, è stato anche Visiting Professor presso la Freie Universität di Berlino.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con la sociologa Chiara Saraceno.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Interviste[modifica | modifica wikitesto]

  • Patrick Rina, La memoria divisa. Gian Enrico Rusconi, gli azzardi dell’Italia e la “sindrome Bismarck”, in Ulrike Kindl e Hannes Obermair (a cura di), Die Zeit dazwischen: Südtirol 1918–1922. Vom Ende des Ersten Weltkrieges bis zum faschistischen Regime / Il tempo sospeso: L’Alto Adige tra la fine della Grande Guerra e l’ascesa del fascismo (1918–1922), Merano, Edizioni alphabeta Verlag, 2020, pp. 375–380, ISBN 978-88-7223-365-8.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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